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Categoria: Sole 24 Ore

Al via la tangenziale interna della Campania

Pubblicato il 23 Aprile 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

“Creare una tangenziale delle aree interne della Campania che, partendo da Caianello, si snodi fino al casello di Contursi dell’autostarda Salerno-Reggio Calabria, toccando Benevento, Lioni e Grottaminarda”. E’ questo, spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, il progetto voluto dalla Regione Campania di un sistema di strade che attraverso il raddoppio della Tangenziale di Benevento, il completamento della Contursi-Grottaminarda (Avellino) ed il raddoppio della superstrada Caianello(Caserta)-Telese-Benevento, migliori i collegamenti in un’area ancora poco infrastrutturata.

Parte importante, in quanto anello di congiunzione, del sistema viario è rappresentato dal raddoppio della superstrada Caianello-Telese-Benevento, meglio nota come statale “Telesina”. Un’opera per la quale è previsto un investimento complessivo di 708 milioni di euro.

Il progetto del raddoppio della Telesina entro aprile sarà sottoposto per l’approvazione al consiglio d’amministrazione dell’Anas. Successivamente sarà trasmesso al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed alla Regione Campania per l’avvio delle procedure previste dalla Legge Obiettivo e dalla delibera del Cipe n. 121/2001. L’intervento rientra, infatti, nel programma delle grandi opere strategiche di preminente interesse nazionale previste dalla Legge Obiettivo ed è anche inserita nel protocollo d’intesa firmato da ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Anas e Regione Campania.

“L’ammodernamento della statale 372 che collega Caianello a Benevento – aggiunge Cascetta -, non solo contribuirà a potenziare la rete viaria della Campania e del Sannio, ma costituirà anche una valida alternativa all’autostrada A16, per gli spostamenti verso Roma di ampie aree del Beneventano, del Molise e anche di parte della Puglia. E, poi, non dimentichiamoci che la necessità di raddoppiare la “Telesina” deriva anche dal problema della sicurezza. Si tratta, infatti, di una delle arterie più pericolose a livello nazionale”.

L’opera riveste, tra l’altro, una notevole importanza anche dal punto di vista strategico perché nel programma delle “Grandi opere” previste dalla Legge Obiettivo figura anche il collegamento S. Vittore-Termoli. Il mancato raddoppio della Caianello-Benevento, quindi, taglierebbe fuori la Campania dai grandi assi viari transappenninici, spostando più a nord il baricentro dei collegamenti tra Tirreno ed Adriatico.

“Gli studi che abbiamo eseguito in questi mesi – spiega il direttore generale dell’Anas, Francesco Sabato – dimostrano che il traffico presenta livelli di servizio decisamente bassi. Il tempo di percorrenza dell’arteria viene influenzato, in maniera determinante, dalle difficoltà che si incontrano nell’effettuare i sorpassi, in particolare dei mezzi pesanti. Ciò comporta la formazione di code con il conseguente incremento dei tempi di percorrenza e l’abbassamento delle condizioni di sicurezza della circolazione. Abbiamo, inoltre, registrato un traffico medio giornaliero di oltre 15.000 veicoli. Siamo, insomma, ormai al collasso”.

L’intervento progettato dall’Anas prevede la realizzazione di una strada a carreggiate separate con due corsie larghe 3,75 metri per senso di marcia e con banchine laterali da 1,75 metri. Anche se verrà utilizzato in gran parte il tracciato esistente, si tratta però non solo di un “raddoppio” in senso stretto, ma della costruzione di una nuova arteria dal punto di vista della concezione progettuale, della tecnologia dei materiali, della funzionalità e degli standard di servizio e di sicurezza.

“La lunghezza complessiva del tracciato è di circa 61 chilometri – spiega ancora Sabato -. Il progetto prevede la realizzazione di circa 4 chilometri di viadotti, una galleria artificiale lunga circa 500 metri, ed oltre 56 chilometri in sede naturale. Verranno realizzati quattro nuovi svincoli: Vairano Patenora, Baia Latina (entrambi in provincia di Caserta), Faicchio e Vitulano (Benevento). Lo svincolo di Gioia Sannitica (Caserta) verrà adeguato con la ricostruzione del sovrappasso. Verranno anche adeguati gli svincoli di S. Salvatore Telesino, Castelvenere, Cerreto Sannita, Telese Terme e Solopaca (tutti in provincia di Benevento), mentre l’asse stradale sarà ammodernato con numerosi interventi di mitigazione ambientale, data la vicinanza delle aree urbane”.

E’ prevista anche la realizzazione di una nuova variante all’altezza di Telese Terme. Per l’innesto della statale Telesina sulla SS. 88 è stata, infine, prevista una rotatoria ad ampio raggio, che intercetterà le due statali e garantirà le uscite per la viabilità locale.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 23 aprile 2004)

Lunardi: “Per la Telesina ricorreremo alle corsie preferenziali”

Pubblicato il 23 Aprile 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

“Utilizzeremo tutti gli strumenti offerti dalla Legge Obiettivo, a partire dalle cosiddette corsie preferenziali, per realizzare il raddoppio della Caianello-Telese-Benevento. Un’opera attesa ormai da troppi anni”.

A dichiararlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, che in passato ha partecipato come progettista alla realizzazione della galleria di S. Vitale a Benevento. “Mi chiamarono – ricorda il ministro – perché la consideravano una galleria persa. Non si riusciva a scavare. Applicando una nuova tecnologia riuscimmo, invece, a portare a termine i lavori”. Lunardi, com’è noto, vanta una lunga esperienza professionale nel campo della progettazione e realizzazione di importanti opere. Nel 1987, durante l’emergenza in Valtellina, ha tra l’altro gestito l’esperimento della tracimazione del lago formatosi nella Val Pola.

“L’adeguamento della statale Telesina – chiarisce il ministro – non è un intervento che risponde solo alle legittime esigenze della popolazione sannita, o una doverosa messa in sicurezza di una arteria che fa registrare un altissimo numero di incidenti mortali, bensì un progetto strategico, una maglia fondamentale per il riordino di tutta la viabilità dell’area centro-meridionale perché mette in rete Campania, Molise e Puglia. L’arteria costituisce, poi, un complemento al cosiddetto corridoio n. 1, che da Berlino, attraverso il Brennero, arriva fino a Palermo. Senza dimenticare che assieme al corridoio n. 5 che da Lisbona, attraverso la pianura Padana, arriva fino all’Ucraina, ed all’asse Genova-Rotterdam, in sede europea è stato previsto anche il corridoio n. 8, che unirà la Bulgaria alla costa albanese. Un asse che, attraverso la cosiddetta autostrada del mare, si innesterà sui collegamenti della nostra dorsale adriatica e, conseguentemente, finirà per confluire sul corridoio n. 1, di cui la statale Telesina è un complemento”.

Il titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ricordando l’impegno del governo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e dei nuovi tunnel ferroviari del Brennero e del Frejus, puntualizza: “Non si tratta più solo di idee o sogni, come qualcuno ancora dice, ma di realtà funzionali e vitali per far crescere il nostro paese e farlo competere nello scenario economico globale. Del resto, in meno di tre anni di lavoro, abbiamo attivato opere per 47 miliardi di euro. Abbiamo sbloccato progetti fermi da quasi trent’anni ed ai quali ormai nessuno più credeva. E’ nel quadro di questo impegno complessivo che, entro maggio, sottoporremo al Cipe il progetto di raddoppio della statale Telesina redatto dall’Anas per l’approvazione definitiva, con conseguente stanziamento della copertura finanziaria”.

Lunardi si sbilancia, infine, con una previsione: “Credo che l’opera possa essere ultimata in quattro anni, a partire dall’apertura dei cantieri. Entro il 2008, quindi, al massimo il 2009, verrà definitivamente ultimata”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 23 aprile 2004)

La sicurezza dei treni corre su fibra ottica

Pubblicato il 24 Marzo 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Un sistema di comunicazione su fibra ottica che consentirà di gestire e controllare in tempo reale la sicurezza delle ferrovie. Si tratta di uno dei quattro progetti approvati dal Miur ed in fase di realizzazione presso il Centro regionale di competenza per l’Ict, ubicato presso l’Università del Sannio.

Il progetto, denominato “Securferr” (Sistema optoelettronico per il miglioramento della sicurezza negli impianti ferroviari), è coordinato dal professor Antonello Cutolo e vede coinvolti la Circumvesuviana, la NextiraOne, la Taknow Mind, la II Università di Napoli, gli istituti Irea ed Imcb del Cnr, oltre che il Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Sannio.

“Questo sistema – spiega l’ingegner Pasquale Rullo, responsabile dell’Ict della Circumvesuviana – punta al controllo della temperatura e delle deformazioni dei binari, della temperature nelle gallerie e delle sovracorrenti nelle funi di guardia. I risultati di questo progetto, inserito in una più ampia strategia che punta a trasformare le reti di telecomunicazioni in sistemi per il monitoraggio e la sicurezza dell’ambiente, potranno essere facilmente trasferiti ed adattati ad altri sistemi, come il monitoraggio degli edifici o il controllo della temperatura nel sottosuolo di aree vulcaniche. Il vantaggio principale di questa tecnica consiste nel fatto che la rete di sensori coincide con la rete di telecomunicazioni, senza intaccarne la qualità”.

E nel programma di cooperazione tra atenei, centri di ricerca e aziende operanti nel settore della ricerca applicata, attuato dal Centro di competenza del Sannio, rientrano anche altri tre progetti: “Service Ware”, “C-Cubo” e “Rest”.

“Grazie a questo pacchetto di progetti – spiega il rettore dell’Università del Sannio, Aniello Cimitile -, assieme ai gruppi privati coinvolti, abbiamo intercettato risorse per circa 28 milioni di euro, interamente destinati alla ricerca scientifica. Il nostro, del resto, è il primo Centro di competenza che arriva alla verifica”.

Presso la sede di via Traiano c’è soddisfazione per il lavoro svolto in questo primo anno e mezzo di attività. “Oltre a questi quattro progetti in fase di realizzazione – dichiara il manager del Crdc, Sergio Betti -, abbiamo due progetti a investimento, otto prossimi alla presentazione e tre in fase di scrittura”.

Il progetto “ServiceWare” (Tecnologie innovative per i servizi a valore aggiunto), che ha come partner l’ateneo sannita, la Sema, l’Università Federico II e la Seconda Università di Napoli, prevede un’attività di ricerca sulle tecnologie software per la realizzazione di servizi a valore aggiunto (Vas) sulle reti dei cellulari di terza generazione.

Il progetto “C-Cubo” (la denominazione fa riferimento alla creazione, certificazione e classificazione di servizi software) è frutto, invece, della collaborazione tra il Centro di competenza e la Engineering spa e punta alla creazione di un sofisticato motore di ricerca dei servizi software, in grado di ricercare, collegare e interrogare di volta in volta i servizi che massimizzino i parametri fissati dagli utenti, come il prezzo, la velocità, la precisione o altro ancora. Il sistema fornirà, inoltre, meccanismi di certificazione sia degli acquirenti ed utilizzatori che dei fornitori.

Il progetto “Rest” (Integrazione di nuove tecnologie per sistemi wireless a basso impatto elettromagnetico) vede, infine, coinvolti la STMicroelectronic, l’Alcatel, l’Antech, l’Università del Sannio, l’Università Federico II e l’Università Partenope e punta all’acquisizione delle competenze necessarie per progettare e realizzare sistemi di comunicazione wireless capaci di ridurre l’impatto ambientale e i livelli di picco dei campi elettromagnetici.

“Un progetto importante – spiega Antonio Cimmino dell’Alcatel -, soprattutto in relazione alle aree ad alta densità di popolazione, dov’è necessario ridurre i livelli di picco dei campi elettromagnetici, senza intaccare la qualità dei collegamenti wireless”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 24/3/04)

Un cuore sannita per la rete hi-tech

Pubblicato il 24 Marzo 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Nato alla fine del 2002 nell’ambito del Por Campania 2000/2006 “Sviluppo della rete regionale dei Centri di ricerca orientati al trasferimento tecnologico a favore dei sistemi locali di sviluppo e delle specializzazioni produttive locali”, il Centro regionale di competenza per l’Ict di Benevento ha come capofila Rcost, il Centro di eccellenza sulle tecnologie del software dell’Università del Sannio, e comprende Dipartimenti universitari, Consorzi di ricerca e Parchi scientifici e tecnologici (vedi tabella). L’obiettivo del Centro è quello di mettere in rete tutte le competenze scientifiche e tecnologiche del settore Ict a livello regionale. Si tratta, in pratica, del network di supporto e del nucleo promotore del “cluster campano” delle Ict. Un “cluster” in grado di guidare l’ingente patrimonio regionale di risorse umane qualificate verso il superamento dello “skill shortage” di settore.
Il Centro di Benevento, che ha sede in via Traiano nell’ex palazzo delle Poste, nella fase iniziale ha puntato sul lavoro di convergenza e di integrazione dei gruppi di ricerca campani operanti nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. Nello stesso tempo ha coinvolto attivamente il sistema delle imprese in modo da raggiungere l’obiettivo di partenza, e cioè la creazione di un’organizzazione stabile, capace di orientare i risultati della ricerca accademica verso progetti applicativi realizzati assieme alle imprese. Un modo, insomma, per rispondere concretamente alle reali esigenze del settore.

Il trasferimento tecnologico dei risultati e la creazione di nuove realtà produttive attraverso la creazione di spin-off o di specifiche imprese completano la mission del Crdc Ict.

BILLY NUZZOLILLO (da Il Sole 24 Ore Sud del 24/3/04)

Un tempo tutto ruotava su olio e frumento

Pubblicato il 3 Marzo 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Benevento – “Nella provincia di Benevento, come tra l’altro in gran parte del Mezzogiorno, a fine Ottocento l’attività industriale, prevalentemente a carattere artigianale, era strettamente collegata al mondo agricolo. Nel 1903 il comparto annoverava la macinazione dei cereali, le fabbriche di paste da minestra, i frantoi da olio, le fabbriche di torroni e dolci, le fabbriche di spirito e le fabbriche di acque gassose. Queste industrie, nel complesso, rappresentavano il 71,72% degli opifici operanti ed assorbivano quasi il 71% della manodopera impiegata, compresi donne e bambini. La produzione dell’olio e la macinazione dei cereali costituivano le attività prevalenti del comparto alimentare. Le industrie tessili rappresentavano poco più del 4% degli opifici della provincia, con una media di 4,2 addetti per opificio. Le più numerose erano quelle per la lavorazione dei cordami e le tintorie. Nel complesso, i 983 opifici esistenti nella provincia di Benevento rappresentavano poco più del 9% di quelli operanti in Campania ed occupavano appena il 3% dei lavoratori della regione, con una media per opificio di 3,8 occupati”.
La descrizione è riportata nel libro “L’economia sannita nel ventesimo secolo” pubblicato lo scorso anno dalla casa editrice Franco Angeli, che raccoglie uno studio effettuato dal Dipartimento di Analisi dei sistemi economici e sociali dell’Università del Sannio in occasione del primo centenario della Camera di Commercio.
Gli autori, Ennio De Simone e Vittoria Ferrandino, ricostruiscono le vicende dell’economia sannita dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni: “La produzione media annua di frumento della provincia sannita era aumentata, fra il 1896-1898 e il 1901-1905, del 53% (da 445.529 a 683.000 ettolitri) e quella di granturco del 27,46% (da 222.000 a 282.952 ettolitri). Nonostante la riduzione del prezzo, la produzione di vino crebbe del 45,92%, arrivando a ben 286.000 ettolitri, mentre soltanto quella dell’olio d’oliva si ridusse del 12,46%”.
L’opera analizza, infine, il fenomeno migratorio, che per gran parte del secolo ha influenzato l’economia del Sannio: “Nel complesso, fra il 1886 e il 1914, dalla provincia beneventana partirono ben 157.303 persone. Di cui i due terzi nei primi quattordici anni del secolo, anche se la popolazione continuò ad aumentare, passando da 236 mila residenti nel 1881 a 276 mila nel 1921”.
BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 3/03/04)

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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