Billy Nuzzolillo

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Categoria: Vecchio Blog

Pubblicato il 23 Agosto 202115 Giugno 2026 by Billy Nuzzolillo

Cari amici, termina oggi un’avventura iniziata il 14 giugno 2018. Un triennio nel corso del quale ho ‘accompagnato’ il cammino del Benevento Calcio con i miei post, passando dalla delusione per la sconfitta nella seminale play off con il Cittadella all’entusiasmante cavalcata verso la Serie A del Benevento targato Pippo Inzaghi. Grazie per l’interessse che avete mostrato in questi anni e buona vita a tutti!

Grazie Pippo e buona fortuna!

Pubblicato il 26 Maggio 202123 Giugno 2021 by Billy Nuzzolillo

Che Pippo Inzaghi e il Benevento fossero destinati a separarsi al termine della stagione, lo si era intuito da tempo. Purtroppo è avvenuto nel peggiore dei modi, e cioè con la retrocessione in Serie B della squadra giallorossa. Ed è ovvio che, secondo le ben note leggi del calcio, il primo a finire sul banco degli imputati è stato proprio il tecnico, che negli ultimi mesi è apparso in evidente difficoltà di fronte al progressivo disfacimento della sua squadra.

Cinque maledetti mesi che però non possono in alcun modo cancellare il momento più bello vissuto dalla tifoseria giallorossa nella sua ultranovantennale storia calcistica: la trionfale vittoria del campionato di Serie B a suon di record. Otto per la precisione. Il nome di Pippo Inzaghi resterà dunque per sempre legato alla storia calcistica del Benevento. Dimenticarlo sarebbe da ingrati.

Ma c’è un motivo in più per ricordare con affetto e gratitudine l’ex bomber del Milan e della Nazionale: la sua venuta nel Sannio ha regalato enorme visbilità mediatica alla squadra, e più in generale alla città di Benevento: si va dalla copertina di SportWeek al servizio delle Iene, passando per le varie trasmissioni televisive nazionali e i social.

Ci sono insomma tanti buoni motivi per ringraziare Pippo Inzaghi e augurargli il meglio per il futuro.

La tifoseria del Benevento ha confermato di essere da Serie A

Pubblicato il 20 Maggio 202126 Maggio 2021 by Billy Nuzzolillo

I bilanci si fanno sempre alla fine, nella vita come nello sport. Lo hanno compreso bene i tifosi della Curva Sud, che hanno difeso tecnico e squadra quando bisognava far quadrato, hanno interloquito con i calciatori lontano dai riflettori nel momento di maggiore difficoltà e, infine, hanno tracciato un bilancio finale a bocce ferme.

In pratica, la Curva Sud ha dimostrato grande senso di responsabilità rifuggendo da inutili e dannose tentazioni di protagonismo perché in ballo c’era la permanenza nella massima serie, un obiettivo primario per una terra – il Sannio Beneventano – che nel calcio ha trovato una forma di riscatto e soprattutto di promozione territoriale.

Quel senso di responsabilità che ha contraddistinto anche larghissima parte della stampa, come ha tenuto a sottolineare lo stesso presidente giallorosso Oreste Vigorito dopo il disastroso pareggio interno con il Crotone.

In questo senso bastava fare un piccolo passo all’indietro nel tempo, magari con l’ausilio di Google, per comprendere che le pressioni esterne anche in passato hanno rappresentato una sorta di tallone d’Achille del Pippo Inzaghi allenatore. Era infatti già accaduto al Bologna e, prim’ancora, al Milan, a differenza di Venezia e del primo anno a Benevento, dove senza pressioni ha dato il meglio da allenatore.

Ascoltando le parole di Billy Costacurta (secondo 0:24), dopo un Udinese-Milan di qualche anno fa, sembra di rivedere in qualche misura le scene viste in campo nel corso delle ultime esibizioni casalinghe del Benevento.

 

Di qui, dunque, la scelta di grande responsabilità operata dalla stragrande maggioranza dei tifosi e da larghissima parte della stampa, pur non abdicando quest’ultima al sacrosanto e legittimo diritto di critica. Ognuno, poi, l’ha fatto assecondando il proprio stile e la propria indole caratteriale. Si poteva fare diversamente per contribuire a salvare la categoria? Non lo sapremo mai, mancherà sempre la controprova.

L’unico dato certo è rappresentato dalla cocente delusione per una salvezza maldestramente buttata alle ortiche. Un fallimento che, sia pure in percentuale diversa, coinvolge l’allenatore, il direttore sportivo, i calciatori e anche lo stesso presidente (che l’ha già prontamente ammesso) perché, come affermò Alessandro Manzoni, la ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro. Lo stesso discorso vale per le responsabilità.

Chi certamente non ha nulla da rimproverarsi, ancora una volta, è dunque la tifoseria. Pur costretta a disertare gli stadi a causa della pandemia, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla squadra. L’ha seguita con passione nell’unico modo possibile ai tempi del Covid (ad attestarlo sono i dati d’ascolto televisivi), ha gioito nelle vittorie e pianto nelle sconfitte. Insomma, ha fatto la sua parte fino all’ultimo istante, confermandosi una tifoseria da Serie A.

Assieme alla passione del presidente Vigorito, che nel momento più buio ha già dato ampie rassicurazioni sul futuro,  rappresenta l’unica certezza da cui ripartire. Il tempo dell’amarezza, dello sfogo e della legittima rabbia passerà per far posto nuovamente alla passione giallorossa. Quella, si sa, è indistruttibile e prescinde dalla categoria e dai calciatori. E’ un marchio impresso a fuoco sulla pelle.

 

 

La stella del Benevento ha brillato solo due mesi

Pubblicato il 4 Maggio 20214 Maggio 2021 by Billy Nuzzolillo

Quello che andava assolutamente evitato purtroppo si è concretizzato: la sfida Benevento – Cagliari, in programma domenica prossima al Ciro Vigorito, sarà una battaglia all’ultimo sangue, la madre di tutte le partite.

La squadra giallorossa ci arriva in evidente affanno (un solo punto nelle ultime cinque partite) e soprattutto con il pesante fardello di una fragilità psicologica più volte emersa nei momenti topici della stagione. La squadra allenata da Semplici ci arriva invece al top, forte dell’eccellente condizione mentale derivante dai dieci punti racimolati nelle ultime quattro gare (l’ultimo dei quali strappato con i denti contro una delle squadre più in forma del momento). Sulla carta, dunque, i pronostici sono dalla parte dei sardi, ma la speranza dei tifosi sanniti resta saldamente aggrappata alla dea Eupalla, la divinità che secondo Gianni Brera assiste pazientemente alle goffe scarponerie dei bipedi e talvolta regala verdetti sorprendenti e inattesi.

Quella dea Eupalla che, ad esempio, accompagnò le gesta dei ragazzi di Inzaghi nella trasferta all’Allianz Stadium (unico acuto di un girone di ritorno disastroso) o nei play off che regalarono la prima e insperata promozione della Strega in Serie A. Ragion per cui occorre sempre crederci, anche quando la ragione sembra lasciare poco margine alle speranze.

Ma affinché si possa sovvertire un destino apparentemente ineluttabile occorre che il Benevento torni a essere la squadra brillante e volitiva che tra l’ottava (trasferta di Firenze) e la sedicesima giornata (trasferta di Cagliari) raggranellò la bellezza di ben16 punti in 9 partite (con una media di 1,77 punti a partita). In pratica solo due mesi, tra novembre e inizio gennaio, in cui la stella dei giallorossi ha veramente brillato, prima di oscurarsi. E’ dunque sbagliato parlare di girone d’andata da sogno e girone di ritorno da incubo perché la stagione della Strega va suddivisa in tre tronconi.

Nel primo, che va dalla vittoria di Marassi contro la Sampdoria al clamoroso tonfo interno con lo Spezia, sì è visto all’opera un Benevento coraggioso e spettacolare ma fragile in difesa. Cinque punti in sette gare, una media di 0,71 punti a partita, una difesa colabrodo (20 gol subiti con una media di 2,85 gol a partita), un attacco sprecone (solo 10 reti realizzati e una media di 1,42 reti a partita), 16° posto in classifica e un solo punto di vantaggio sulla zona rossa della classifica.

Poi, a Firenze il deciso cambio di passo con un assetto più prudente e qualche cambio in formazione. Da quel momento, e fino alla vittoria esterna di Cagliari (16° giornata), il Benevento ha innalzato la media punti a partita da 0,71 a 1,77 e soprattutto ha decisamente migliorato la fase difensiva (6 gol subiti in 9 partite con una media di 0,66 gol subiti a partita rispetto alla precedente di 2,85) pur continuando a mostrare una certa sterilità offensiva (solo 9 gol all’attivo, e cioè 1 rete a partita). Alla 16° giornata il Benevento era saldamente ancorato al 10° posto in classifica (parte sinistra della graduatoria) con un rassicurante vantaggio di 9 punti sulla zona rossa.

Dalla sconfitta interna con l’Atalanta del 9 gennaio (1-4) è poi iniziata la lenta e progressiva discesa dei giallorossi verso gli inferi della classifica: 10 soli punti (3 dei quali frutto dell’unica vittoria allo Stadium) in 18 gare con una media di 0,55 punti a partita. E soprattutto la difesa ha iniziato nuovamente a imbarcare acqua subendo la bellezza di 42 reti (una media di 2,33 reti a partita a fronte della precedente di 0,66), mentre l’attacco con 8 reti realizzate in altrettante partite ha invece confermato il precedente trend.

La differenza sta dunque tutta in questa maggiore fragilità difensiva, che in certe partite è stata persino attenuata dai ‘miracoli’ di Montipò e alla quale non hanno giovato nemmeno gli espedienti tattici messi via via in pratica da Inzaghi (vedi, ad esempio, il frequente ricorso al 3-5-2).

Anzi, i continui cambi di modulo e di posizione dei giocatori per trovare la giusta quadra hanno finito addirittura per minare le residue certezze dei calciatori. E così il Benevento è lentamente precipitato sull’orlo del baratro.

A quattro giornate dal termine non ci sono quindi alternative: o la Strega ritrova la compattezza difensiva, la concentrazione e lo spirito pugnace dei “due mesi d’oro” (ingredienti indispensabili anche per guadagnarsi i favori della dea Eupalla), oppure il destino dei giallorossi in quest’ultimo mese di campionato è irrimediabilmente segnato.

Il Benevento deve assolutamente evitare che la gara interna contro il Cagliari diventi un match all’ultimo sangue

Pubblicato il 15 Aprile 202115 Aprile 2021 by Billy Nuzzolillo

Archiviata la sconfitta interna con il Sassuolo, il Benevento si appresta ora a disputare un poker di gare di fondamentale importanza prima dello scontro diretto contro il Cagliari, in programma il 9 maggio allo stadio Ciro Vigorito. I giallorossi affronteranno dapprima Lazio e Genoa in trasferta, poi l’Udinese in casa e infine il Milan a San Siro. Il tutto nel giro di tre settimane. Nello stesso lasso di tempo i sardi, attualmente terz’ultimi in classifica, dovranno affrontare il Parma in casa, l’Udinese in trasferta, la Roma in casa e, infine, il Napoli allo stadio Diego Armando Maradona.

I sardi sono attualmente distanziati di 8 punti in classifica. Un margine abbastanza ampio ma non del tutto rassicurante alla luce dell’andamento lumaca della Strega nel girone di ritorno: 1 sola vittoria (sia pure di prestigio in casa della Juventus), 5 pareggi e 5 sconfitte, con 7 gol all’attivo e 19 al passivo e appena 8 punti conquistati in 11 partite disputate. In pratica una media di 0,7 punti a partita. Nello stesso periodo il Cagliari ha mantenuto la stessa media dei giallorossi e ha conquistato gli stessi punti, inanellando 7 sconfitte, 2 pareggi e 2 vittorie con 14 gol al passivo e 8 all’attivo. Peggio hanno fatto solo Parma e Crotone, mentre la Fiorentina ha conquistato un punto in più di Benevento e Cagliari.

Stando ai numeri, dunque, sarà difficile per i sardi riagguantare i sanniti o la Fiorentina (che nel girone di ritorno ha una media di 0,81 punti a partita) senza un deciso cambio di passo ma nel calcio, si sa, tutto è possibile e a volte può bastare un singolo episodio per cambiare il corso di una stagione. Ma c’è soprattutto un dato che non lascia tranquilli: ogniqualvolta il Benevento si è trovato ad affrontare nel proprio stadio squadre alla sua portata, e con la necessità di vincere per tirarsi fuori dalle zone basse della classifica, ha puntualmente fallito l’obiettivo e soprattutto mostrato di soffrire la pressione. Basti pensare ai capitomboli interni con Spezia, Fiorentina, Verona e Sassuolo o al pareggio con il Parma.

Di qui l’esigenza di evitare che possa diventare un match all’ultimo sangue la gara interna con il Cagliari in programma il 9 maggio. Nei prossimi 4 turni di campionato la squadra allenata da Pippo Inzaghi dovrà quindi ragranellare quanti più punti possibili e cercare di mantenere più o meno inalterato l’attuale distacco dai sardi. Altrimenti c’è il rischio concreto che possa aumentare la pressione psicologica su una squadra che – è bene ricordarlo – non è mai stata nelle ultimissime posizioni di classifica e ha potuto fin qui giocare con relativa tranquillità. Quella tranquillità che, ad esempio, ha consentito ai giallorossi di conquistare 4 punti contro la Juventus o di strappare un punto a entrambe le squadre romane.

E chissà che un’ulteriore spinta verso la salvezza non possa venire proprio dalla trasferta di domenica all’Olimpico, una partita apparentemente proibitiva ma che il Benevento sicuramente affronterà con lo stesso atteggiamento mentale avuto all’Allianz Stadium. Nel calcio nulla è scontato e la Strega quest’anno ha spesso regalato sorprese ai suoi tifosi, soprattutto lontano dal Ciro Vigorito e nei momenti di maggiore difficoltà (vedi le vittoriose trasferte di Firenze, Cagliari e Torino). Staremo a vedere.

Contro il Sassuolo un’altra chance per aumentare il vantaggio sul Cagliari (impegnato nella difficile trasferta contro l’Inter)

Pubblicato il 6 Aprile 20216 Aprile 2021 by Billy Nuzzolillo

Il pareggio interno contro il Parma indubbiamente ha lasciato un pò di amaro in bocca perchè il Benevento ha visto svanire la conquista dei tre punti nelle ultimissime battute della gara. Così come del resto era già accaduto contro Sampdoria e Torino. Tre gare che avrebbero potuto consentire di raccogliere 9 punti anzichè 3 e che avrebbero proiettato il Benevento al 10° posto in classifica con 36 punti, anzichè gli attuali 30. In pratica il Benevento sarebbe già quasi salvo dovendo racimolare ancora 2 o 3 punti nelle rimanenti 9 gare per ottenere la matematica certezza di poter disputare il prossimo anno ancora la massima serie.

Di contro, però, c’è anche da sottolineare che se gli ospiti avessero sfruttato le occasione capitate nelle battute finali della gara, il Benevento probabilmente sarebbe riprecipitato nella difficile condizione psicologica vissuta dopo le sconfitte interne con Spezia e Fiorentina e avrebbe conseguemente vanificato la carica psicologica derivante dall’impresa dello Stadium. Di qui, dunque, l’importanza di un pareggio che ha comunque consentito alla squadra giallorossa di allungare di un punto il vantaggio su alcune dirette concorrenti (Spezia, Cagliari e Crotone) o di non perdere terreno nei confronti delle altre.

C’è infine un ulteriore dato che dovrebbe far riflettere chi ancora si rammarica per l’occasione persa sabato scorso contro i ducali: il Benevento finora ha ottenuto 30 in 29 gare, ovvero una media di 1 punto a partita. Di gare, da qui al termine della stagione, ne mancano ancora 9 e mantendo l’attuale media i giallorossi dovrebbe tagliare il traguardo finale a 39 punti. In pratica 1 punto in più della media salvezza dell’ultimo decennio. Una media quest’ultima che, alla luce dell’andamento del campionato, quest’anno dovrebbe essere sicuramente inferiore.

Di qui l’inevitabile ottimismo che dovrebbe accompagnare quest’ultima parte di stagione del Benevento. L’unico pericolo potrebbe essere dunque rappresentato da un improvviso crollo della squadra giallorossa, un pò come accadde ad esempio all’Empoli nella stagione 2016/2017. I toscani allora dilapidarono il vantaggio di 8 punti sul Crotone a 10 giornate dal termine.

Ecco perchè occorre dimenticare subito il mezzo passo falso rimediato contro il Parma e concentrarsi sulla prossima gara interna con il Sassuolo. Una vittoria contro la squadra allenata da De Zerbi (tra l’altro impegnata anche domani nel recupero contro l’Inter) potrebbe consentire al Benevento di distanziare la terz’ultima in classifica di ben 11 punti a 8 giornate dal termine poichè il Cagliari, com’è noto, sarà impegnato a San Siro contro l’Inter nel lunch match di domenica prossima e verosimilmente dovrebbe restare a secco di punti.

Lunedì sera la squadra allenata da Pippo Inzaghi avrà dunque un’altra importante chance a disposizione per avvicinarsi decisamente alla sospirata salvezza.

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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