Benevento – “Nella provincia di Benevento, come tra l’altro in gran parte del Mezzogiorno, a fine Ottocento l’attività industriale, prevalentemente a carattere artigianale, era strettamente collegata al mondo agricolo. Nel 1903 il comparto annoverava la macinazione dei cereali, le fabbriche di paste da minestra, i frantoi da olio, le fabbriche di torroni e dolci, le fabbriche di spirito e le fabbriche di acque gassose. Queste industrie, nel complesso, rappresentavano il 71,72% degli opifici operanti ed assorbivano quasi il 71% della manodopera impiegata, compresi donne e bambini. La produzione dell’olio e la macinazione dei cereali costituivano le attività prevalenti del comparto alimentare. Le industrie tessili rappresentavano poco più del 4% degli opifici della provincia, con una media di 4,2 addetti per opificio. Le più numerose erano quelle per la lavorazione dei cordami e le tintorie. Nel complesso, i 983 opifici esistenti nella provincia di Benevento rappresentavano poco più del 9% di quelli operanti in Campania ed occupavano appena il 3% dei lavoratori della regione, con una media per opificio di 3,8 occupati”.
La descrizione è riportata nel libro “L’economia sannita nel ventesimo secolo” pubblicato lo scorso anno dalla casa editrice Franco Angeli, che raccoglie uno studio effettuato dal Dipartimento di Analisi dei sistemi economici e sociali dell’Università del Sannio in occasione del primo centenario della Camera di Commercio.
Gli autori, Ennio De Simone e Vittoria Ferrandino, ricostruiscono le vicende dell’economia sannita dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni: “La produzione media annua di frumento della provincia sannita era aumentata, fra il 1896-1898 e il 1901-1905, del 53% (da 445.529 a 683.000 ettolitri) e quella di granturco del 27,46% (da 222.000 a 282.952 ettolitri). Nonostante la riduzione del prezzo, la produzione di vino crebbe del 45,92%, arrivando a ben 286.000 ettolitri, mentre soltanto quella dell’olio d’oliva si ridusse del 12,46%”.
L’opera analizza, infine, il fenomeno migratorio, che per gran parte del secolo ha influenzato l’economia del Sannio: “Nel complesso, fra il 1886 e il 1914, dalla provincia beneventana partirono ben 157.303 persone. Di cui i due terzi nei primi quattordici anni del secolo, anche se la popolazione continuò ad aumentare, passando da 236 mila residenti nel 1881 a 276 mila nel 1921”.
BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 3/03/04)
Un tempo tutto ruotava su olio e frumento
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