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Categoria: Sole 24 Ore

L’innovazione a colpi di master

Pubblicato il 11 Giugno 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

“Sin dalla nascita abbiamo puntato su settori di intervento collegati alle esigenze di sviluppo delle aree interne della Campania. E li abbiamo proiettati ai massimi livelli di eccellenza e di competitività, puntando, ad esempio, su master innovativi. Ecco perché oggi siamo considerati un’università piccola, bella ma, soprattutto, di alta qualità” spiega soddisfatto Aniello Cimitile, rettore dell’ateneo sannita.

Nata nel 1990 come sede gemmata dell’Università di Salerno e divenuta autonoma nel 1998, l’Università del Sannio annovera attualmente quattro facoltà: Economia (con corsi di laurea in Scienze Giuridiche, Scienze Statistiche ed Attuariali, Operatore Giuridico d’Impresa e Giurisprudenza), Scienze Economiche ed Aziendali (con corsi di laurea in Economia e Commercio e in Economia e Gestione dei Servizi Turistici), Ingegneria (con corsi di laurea in Ingegneria Civile, Ingegneria Informatica, Ingegneria Energetica ed Ingegneria delle Telecomunicazioni) e Scienze (con corsi di laurea in Scienze Ambientali, Scienze della Terra, Biotecnologie e Scienze Biologiche). Gli studenti iscritti sono circa 7.000, mentre i laureati dal 1° giugno del 1998 sono circa 1.500.

Particolarmente interessante è l’offerta dei master: si va da quelli in “Tecnologie del software”, “Tecnologie e gestione del software” e “Tecnologie di archiviazione e gestione dei dati satellitari” della facoltà di Ingegneria a quelli in “Bioinformatica” e “Rischi geologici ed ambientali nel disaster management” della facoltà di Scienze. La facoltà di Economia ha attivato i master per “Persona e mercati” ed “Esperto dei mercati sensibili e dei diritti del consumatore”, mentre la facoltà di Scienze Economiche e Sociali propone quello in “Marketing per lo sviluppo e l’innovazione territoriale”.

L’ultimo nato riguarda, infine, la “Sicurezza urbana e territoriale” ed è gestito in collaborazione con la Scuola regionale di formazione della polizia. Il master, primo del genere ad essere attivato in Europa, è riservato a comandanti ed ufficiali di polizia municipale e provinciale, oltre che a dirigenti e funzionari della Pubblica Amministrazione che si occupano di sicurezza.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)<

Il polo tecnologico calamita le imprese

Pubblicato il 11 Giugno 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

La Telsey, società trevigiana leader mondiale nella progettazione e produzione di soluzioni che permettono l’accesso e l’uso di servizi di comunicazione multimediale a banda larga, ha recentemente consolidato la sua presenza nel Sannio, andando ad occupare 1.500 mq di uffici e laboratori nella struttura dell’ex Tabacchificio Eti di S. Giorgio del Sannio, destinata dalla Provincia al Centro Multifunzionale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica.

La presenza della Telsey nel Sannio rientra nell’ambito del processo di crescita tecnologica del territorio, che ha visto la nascita e l’insediamento di varie aziende operanti nel settore dell’Information & Communication Technology, tra cui Didagroup, azienda romana impegnata nel settore della formazione a distanza e dell’e-learning, e Carlo Gavazzi Space. Per i prossimi mesi è stato preannunciato anche l’arrivo del gruppo Siemens, che in Italia, con un fatturato di 3.465 milioni di euro e 9.750 collaboratori, rappresenta una delle più importanti realtà multinazionali.

Motore dello sviluppo tecnologico delle aree interne della Campania è l’Università degli Studi del Sannio, con la quale la Telsey collabora sin dal 1998. Nell’ambito di questo rapporto sono stati assunti dodici ingegneri informatici laureatisi presso l’Università del Sannio ed altri tre studenti stanno attualmente svolgendo un dottorato di ricerca presso la società trevigiana. La sede di S. Giorgio del Sannio ospita un grande laboratorio dedicato alla ricerca avanzata di nuove soluzioni di distribuzione, come ad esempio quelle basate su tecnologie wireless o su tecnologia powerline (per la distribuzione dei segnali attraverso la rete elettrica), ed un nuovo centro di riparazione per le apparecchiature.

E sempre nella Silicon Valley sannita di S. Giorgio del Sannio la Carlo Gavazzi Space ha realizzato il software utilizzato dal minisatellite Rubin 2, lanciato in orbita il 20 dicembre del 2002 dalla base di Baikonur. L’azienda milanese, leader nel settore della progettazione e dello sviluppo di piccoli satelliti per missioni scientifiche e partner accreditato dell’Agenzia spaziale italiana (Asia), da alcuni anni ha trasferito in provincia di Benevento la propria divisione informatica.

Nel 2002 nel capoluogo sannita si è anche insediato il Centro regionale di competenza per l’Ict, che ha come capofila Rcost, il Centro di eccellenza sulle tecnologie del software dell’Università del Sannio.

Il Centro mette in rete tutte le competenze scientifiche e tecnologiche del settore Ict della Campania. Si tratta, in pratica, del nucleo promotore del “cluster campano” delle Ict.

La sede è in via Traiano nell’ex palazzo delle Poste. Nella fase iniziale il Centro ha puntato sul lavoro di convergenza e di integrazione dei gruppi di ricerca campani operanti nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. Nello stesso tempo ha, però, anche coinvolto attivamente il sistema delle imprese in modo da raggiungere l’obiettivo di partenza, e cioè quello di creare un’organizzazione stabile, capace di orientare i risultati della ricerca accademica verso progetti applicativi realizzati in collaborazione con le imprese. Un modo, insomma, per rispondere concretamente alle reali esigenze del settore. In questo senso particolarmente significativa è la collaborazione con la Engineering, azienda leader nella “system e business integration” e nei servizi di “application management” alle imprese.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)

 

Il tempo visto dal Mars

Pubblicato il 11 Giugno 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Benevento si candida ad essere la capitale europea del monitoraggio ambientale grazie al Mars (Mediterrean Agency for Remote Sensing), un sistema integrato di monitoraggio satellitare promosso dalla Provincia di Benevento e progettato dall’Università del Sannio.

Da circa un anno, infatti, dallo spazio, in collegamento con una centrale di controllo situata nella Villa dei Papi, è possibile avere notizie, informazioni ed immagini in tempo reale sullo stato di salute del territorio. Un sistema  di protezione civile, pianificazione urbanistica e controllo dell’ecosistema all’avanguardia, progettato dai professori Domenico Villacci, Innocenzo Pinto e Maurizio Di Bisceglie dell’ateneo sannita.

L’antenna satellitare (un megapallone di circa cinque metri di diametro installato su una base di trenta metri) è stata realizzata da una azienda sannita, la Michelangelo Lombardi, ed è stata arricchita da pannelli disegnati dall’artista Salvatore Paladino. Non un traliccio qualsiasi, quindi, ma un vero e proprio oggetto d’arte. I sistemi di “puntamento” e rilevazione satellitare sono stati, invece, realizzati dall’azienda californiana Sea Space.

Il Centro nazionale di meteorologia del Cnr di Firenze ha di recente chiesto di insediare presso il Mars una sua struttura al servizio dell’intero Mezzogiorno. La firma dell’accordo è prevista per le prossime settimane. Il progetto vedrà coinvolte le Università del Sannio, di Lecce e di Venezia, oltre all’Agenzia spaziale italiana, al Centro italiano di ricerche aerospaziali, al gruppo Eni e all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il Mars è stato, inoltre, scelto dal ministero dei Beni Ambientali come sede di un Centro di cartografia: una struttura che sarà dedicata alla gestione del territorio attraverso il rilevamento satellitare.

Senza dimenticare, inoltre, che è in  via di definizione un accordo tra Governo nazionale, Regione Campania, Provincia ed Università del Sannio per avviare un programma a favore della sicurezza del suolo. L’intesa punterà sulle capacità di telerilevamento satellitare del Mars e permetterà di intervenire tempestivamente a difesa del territorio.

La Provincia sta per chiudere, infine, un protocollo d’intesa con il Cnr per la realizzazione del progetto Va.Ri.Te.  (Valorizzazione della risorsa territorio),che utilizzerà il sistema satellitare del Mars per studiare l’interazione tra eventi climatici e forme di vita del territorio. Sei gli ambiti d’intervento del progetto: monitoraggio meteorologico e climatico del territorio per la difesa idrogeologica ed agro-forestale e la programmazione urbanistica; studio di metodologie di osservazione della terra attraverso il satellite; ecofisiologia di piante agrarie e forestali in relazione al miglior uso dell’acqua; valutazione e valorizzazione delle biorisorse vegetali autoctone caratterizzanti la tipicità dei prodotti; sviluppo di sistemi agroforestali sostenibili per la valorizzazione del territorio agrario e forestale attraverso colture non alimentari (fibre, bioenergie, officinali, medicinali, legno, biomolecole); sistemi di orientamento e formazione per lo sviluppo rurale integrato e per la tutela del paesaggio attraverso la valorizzazione della qualità dei prodotti tipici, della cultura e delle tradizioni del territorio.

Ma il fiore all’occhiello del sistema integrato satellitare di monitoraggio ambientale promosso dalla Provincia è rappresentato soprattutto dalla collaborazione con la Nasa nell’ambito degli esperimenti scientifici “Adriex” ed “Eaquate”, che verranno effettuati nell’area del Mediterraneo a partire dal 28 agosto. Gli esperimenti riguarderanno lo studio dell’effetto serra e del buco nell’ozono.

Due aerei, l’inglese Bae 146-300, che volerà a 6-7.000 metri, ed il Proteus 2l della Nasa, che volerà a 20.000 metri, assieme ad un satellite orbitante a 800 chilometri dalla Terra, invieranno i loro dati alla “Mediterrean agency for remote sensing” di Benevento che, a sua volta, li ritrasmetterà all’ente spaziale statunitense.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)

 

Jannotti Pecci: “Le nuove infrastrutture sono dietro l’angolo”

Pubblicato il 11 Giugno 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

“Indubbiamente il rapporto elaborato dall’Istituto Tagliacarte per conto dell’Unioncamere, i cui dati, è bene ricordarlo, risalgono allo scorso mese di dicembre – spiega il presidente della locale Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci – fotografa una provincia dove ancora sembrano prevalere le ombre rispetto alle luci, soprattutto per quanto riguarda alcuni indicatori: prevalenza del settore agricolo rispetto a quello industriale (un’anomalia in confronto al resto del Paese), presenza soprattutto di microimprese, Pil al di sotto del dato medio meridionale, scarsa propensione all’export, insufficiente dotazione infrastrutturale, alto tasso di disoccupazione giovanile concentrato nella fascia 15-29 anni. In realtà, come ho già avuto modo di segnalare, nel primo semestre del 2004 si registrano dei segnali di cambiamento. Un fenomeno confermato anche dai dati in nostro possesso”.

A quali cambiamenti, in particolare, si riferisce?

“Il sistema istituzionale sta lavorando in sinergia. Nei prossimi mesi partiranno, infatti, i lavori per la realizzazione di importanti infrastrutture ed interventi, frutto di questa partnership tra pubblico e privato: basti pensare al raddoppio della Benevento-Caianello, il cui progetto è stato definitivamente approvato dal consiglio d’amministrazione dell’Anas, al collegamento autostradale tra Benevento e Napoli, agli importanti interventi inseriti nell’ambito del Progetto integrato “Benevento: il futuro nella storia” o a quelli legati ai Por. Senza dimenticare, inoltre, i progetti relativi all’aviopista di terzo livello nella zona di contrada Olivola a Benevento, alla metropolitana leggera, al programmato raddoppio della tratta ferroviaria Caserta-Benevento-Foggia. Interventi che, complessivamente, consentiranno di restituire alla provincia di Benevento il suo naturale ruolo di cerniera tra Tirreno ed Adriatico. I benefici immediati interesseranno, a cascata, l’intero sistema socio-economico: dalle attività economiche al potenziamento degli interscambi (non solo commerciali), determinando anche un complessivo miglioramento della qualità della vita”.

Benevento resta, comunque, una provincia dove l’economia si basa essenzialmente sull’agricoltura…

“Si tratta di un dato innegabile. Come Confindustria stiamo, però, lavorando per rafforzare e far crescere ulteriormente il tessuto imprenditoriale locale. Stiamo, infatti, favorendo la nascita di nuove imprese in modo da bilanciare e riequilibrare il rapporto tra i vari comparti economici. Inoltre, stiamo definendo un progetto concreto di internazionalizzazione delle nostre imprese. Punteremo, infine, al rilancio di alcuni comparti in crisi, ma strategici, come l’edilizia ed il tessile”.

Insomma, mi sembra di capire che le guarda al futuro con ottimismo?

“Le premesse ci sono tutte per essere ottimisti e, quindi, sono fortemente convinto che la provincia di benevento farà registrare, rispetto al passato, una forte e consistente inversione di tendenza. Il processo è già in atto. Si tratta soltanto di favorirlo con adeguate politiche ed azioni di supporto”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)

Sannio, la vite ha radici profonde

Pubblicato il 11 Giugno 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Olio e vino hanno soppiantato il tabacco, ma la musica è rimasta la stessa. Il Sannio è la maggiore realtà agricola del Paese, tuttavia resta basso il grado d’integrazione con i mercati esteri (4,6% rispetto al 20% della Campania ed al 44% del dato nazionale). L’export ammonta a 58 milioni, soltanto l’1% del dato regionale, perdipiù in flessione del 33 per cento.

Secondo l’ultima indagine effettuata dall’Unioncamere attraverso l’Istituto Tagliacarne, le oltre 31.500 imprese registrate al 31 dicembre 2002 pongono Benevento al terzo posto nel Mezzogiorno come livello di densità imprenditoriale, con 10,9 imprese ogni 100 abitanti (2,3 in più rispetto al dato nazionale), ma oltre la metà delle iniziative imprenditoriali (50,5%) opera nel settore agricolo.

La provincia di Benevento fa registrare, infatti, la più alta quota di addetti all’agricoltura del Paese (22,6%) e, relativamente all’area meridionale, la maggiore percentuale di lavoratori indipendenti sul totale degli occupati (44,4%).

Gli altri comparti, come l’artigianato e l’industria, risentono di questa decisa presenza del settore agricolo e le loro percentuali di incidenza fanno segnare valori tra i più bassi a livello nazionale. Decisamente migliorabile appare la situazione infrastrutturale, il cui indice generale di dotazione è di 69,4, dato che posiziona la provincia di Benevento al 76° posto in Italia ed al 20° nel Sud. Molto sostenuto appare, invece, il ritmo di crescita delle imprese: nel corso dell’anno 2002 si è registrata una crescita di 3,3 imprese ogni 100 esistenti, un dato decisamente superiore alla media nazionale. Vi è, comunque, una decisa prevalenza delle micro attività (cioè, imprese con uno o due addetti).

La struttura per età evidenzia, invece, la notevole forza esercitata dalle imprese iscritte nell’intervallo temporale 1990-1999 il cui peso (64,2%) è il più alto d’Italia. Periodo in cui, va ricordato, si è registrata una trasformazione strutturale dell’economia in seguito al drastico taglio della produzione del tabacco imposto dalla politica agricola dell’Unione Europea.

Agli inizi degli anni ’90, con una produzione annua di circa 60.000 tonnellate, Benevento era considerata la provincia più tabacchicola d’Europa. I successivi tagli hanno, però, contribuito a determinare una progressiva modernizzazione del settore ed un graduale passaggio da una produzione di tipo agricolo ad una produzione di tipo agroalimentare.

“In pratica, c’è stato un taglio del 70% della produzione di tabacco, con inevitabili conseguenze sulla formazione del Pil – spiega il presidente della Camera di Commercio, Roberto Costanzo –. Una parte della perdita del reddito è stata recuperata in altri comparti. In particolare, nei settori vitivinicolo, lattiero-caseario ed olivicolo. Oltre alla crescita ed alla razionalizzazione di questi comparti, si è registrata anche una modificazione dei modelli produttivi ed organizzativi”. Fondamentale, in questo senso, è stato il tentativo di trasformazione da produttori di materia prima a produttori di derrate alimentari trasformate e, spesso, confezionate in proprio. E così, senza una precisa programmazione, è nato un processo di “filiera corta”.

Importante è stato anche il riconoscimento delle produzioni tipiche, che ha favorito, ad esempio, la nascita di una miriade di piccoli produttori di vino, molti dei quali hanno puntato sulla qualità. La provincia di Benevento occupa attualmente il primo posto in Campania, con il 43%, nella produzione dei vini Doc e Docg. Nella seconda metà degli anni ’90 è, inoltre, riemerso un crescente interesse verso la zootecnia e la produzione di latte. Un altro settore in forte espansione è quello olivicolo, con una produzione di oltre 80.000 quintali di olio all’anno per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, che collocano il Sannio al secondo posto, dopo la provincia di Salerno, nella produzione regionale. “Decisivo per questo settore – continua Costanzo – è il riconoscimento delle Dop per gli oli extravergini Colline Beneventane e Sannio Caudino-Telesino. La nota dolente riguarda, invece, l’isolamento in cui versa il sistema produttivo locale”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)

 

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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