Billy Nuzzolillo

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Categoria: Sole 24 Ore

Benevento, due gallerie “bloccate” nelle aule giudiziarie

Pubblicato il 1 Ottobre 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Approvato dal consiglio comunale nel lontano marzo del 1987, il progetto per la costruzione dell’asse viario di collegamento tra il viale Mellusi, in pieno centro cittadino, e l’area circostante lo stadio S. Colomba sembrava destinato a cambiare radicalmente il sistema di viabilità della città di Benevento.

Già si pensava ad una progressiva pedonalizzazione del centro storico. Obiettivo che, tra molte polemiche, sarà ora raggiunto attraverso gli interventi previsti nell’ambito del Progetto integrato “Benevento: il futuro nella storia”, che vanno ad aggiungersi alla viabilità realizzata per l’isolamento al traffico dell’Arco di Traiano, monumento simbolo della città. Le gallerie di via Avellino, mai completate, rappresentano, invece, una sorta di monumento alle “opere incompiute”.

Il progetto dell’amministrazione guidata dall’allora sindaco Antonio Pietrantonio, per la cui realizzazione
la Casmez aveva stanziato 26 miliardi di lire, prevedeva la realizzazione di una galleria tra via Avellino e viale Martiri d’Ungheria lunga 224 metri, larga 9,70 metri ed alta 5 metri. Un’altra galleria artificiale, della lunghezza di 360 metri, doveva essere costruita a via Avellino. Le altre opere previste nel pacchetto di interventi erano, infine, un ponte sul fiume Sabato, un viadotto per lo scavalcamento della linea ferroviaria, una strada di collegamento tra la zona del Santa Colomba e l’imbocco della prima galleria ed un’altra strada destinata a collegare le due gallerie.

Nel novembre del 1987 fu stipulata una convenzione con l’Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno e nel gennaio del 1998 la gara fu aggiudicata dall’impresa Provera & Carrassi.

Seguirono numerose varianti al progetto originale, redatto dall’ingegnere Luigi Tedeschi, al punto che tra via Avellino e viale Martiri d’Ungheria le gallerie divennero tre, sovrapposte, anziché una e furono previsti anche dei parcheggi sotterranei. Aumentarono anche le dimensioni delle gallerie e, conseguentemente, lievitarono i costi, fino ad una previsione di spesa di 37 miliardi. Bisognava, quindi, reperire ulteriori 11 miliardi e mezzo di finanziamenti; che, però, non arrivarono.

E, nell’estate del 1991, esauriti i fondi, l’impresa Provera & Carrassi chiuse i cantieri, senza che alcuna opera fosse completata. Successivamente il Comune di Benevento, con alla guida l’attuale sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, annullò le undici delibere della precedente amministrazione comunale (che nominavano Tedeschi direttore dei lavori e approvavano le varianti al progetto originale) ritenendole illegittime perché prive di copertura finanziaria e perché mai ratificate dal consiglio comunale. Il Cipe revocò il finanziamento e il Comune iniziò un’azione giudiziaria per chiedere all’impresa Provera & Carrassi ed all’ingegnere Tedeschi la restituzione di quanto, secondo l’ente, era stato indebitamente percepito in base a tali atti.

Una vicenda, quindi, che si trascina da molti anni nelle aule giudiziarie. L’ultima sentenza in ordine di tempo è stata emessa lo scorso luglio dal tribunale di Roma ed è favorevole all’impresa Provera & Carrassi, ma il Comune già ha preannunciato la presentazione del ricorso in Appello attraverso i legali Massimo Pagano e Luigi Giuliano. A palazzo Mosti puntano, comunque, al completamento del ponte sul fiume Sabato e all’ultimazione dell’asse che collega lo stadio Santa Colomba al viale Martiri d’Ungheria, anche alla luce della definitiva trasformazione del centro storico in zona a traffico limitato.

Rimarranno lungo la collina, invece,  gli enormi squarci nel terreno assurti nel tempo a simbolo delle gallerie mai realizzate.

BILLY NUZZOLILLO  (da Il Sole 24 Ore – Sud del 1 ottobre 2004)

Sannio, Costanzo via dalla Camera di Commercio dopo 13 anni

Pubblicato il 22 Settembre 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Slitterà probabilmente a fine autunno il rinnovo dei vertici della Camera di Commercio di Benevento. Dopo la trasmissione da parte dell’ente camerale al presidente della Giunta Regionale, Antonio Bassolino, dei dati e dei documenti acquisiti dalle organizzazioni imprenditoriali, sindacali e dei consumatori, avvenuta lo scorso mese di luglio, si attende in queste ore il decreto che fissa il numero dei consiglieri spettanti a ciascuna organizzazione. Decreto che Bassolino avrebbe dovuto emettere entro 20 giorni dal ricevimento della nota camerale.

Il ritardo è stato determinato da un supplemento di istruttoria, necessario per l’acquisizione di ulteriori documenti da parte della Regione in relazione alle questioni sollevate da alcune organizzazioni: la Confidustria e la Confesercenti (che si sono apparentate) hanno, infatti messo in dubbio la rappresentatività della Confservizi nell’ambito del settore Servizi alle imprese, credito e assicurazioni, oltre che contestato la tipologia delle imprese incluse nel settore Turismo; la Federconsumatori, a sua volta, si è “sfilata” dall’accordo di apparentamento con il cartello composto dall’Unione nazionale consumatori, dal Movimento di difesa del cittadino, dalla Lega dei consumatori e dal Codacons. Resta, poi, da risolvere il nodo dell’Api, con due presidenti, Amleto Ocone e Pasquale De Nicola, che si stanno contendendo la rappresentanza legale dell’associazione nelle aule giudiziarie.

L’iter stabilito dal decreto n. 501/1996 del ministero dell’Industria prevede, tra l’altro, che le varie organizzazioni  possono proporre ricorso al Ministero delle Attività Produttive entro 30 giorni dalla notifica del decreto del presidente della Giunta Regionale. Trascorsi 10 giorni dalla scadenza del termine, le varie organizzazioni devono indicare alla Regione i nominativi dei propri rappresentanti in seno al nuovo Consiglio Camerale. A questo punto il presidente della Giunta Regionale ha a disposizione ulteriori 10 giorni per verificare i requisiti dei designati e fissare la data della prima seduta del Consiglio, chiamato ad eleggere il nuovo presidente.

La ripartizione per settore dei 22 seggi del consiglio camerale sannita è la seguente: 7 seggi all’agricoltura, 3 all’artigianato, 2 all’industria, 3 al commercio, 1 alle cooperative, 1 al turismo, 1 al trasporto, 2 ai servizi alle imprese, assicurazioni e credito, 1 alle organizzazioni sindacali e, infine, 1 alle associazioni dei consumatori.

Roberto Costanzo, che è al vertice dell’ente camerale dal 1991, ha ribadito più volte di non volersi ricandidare. Una decisione scaturita probabilmente dalle divergenze che hanno, di fatto, spezzato la precedente unità delle organizzazioni del settore agricolo. Benevento, com’è noto, è tra le province più agricole d’Italia ed il peso di Coldiretti, Cia e Confagricoltura (quest’ultime due apparentate) è tutt’ora determinante per l’elezione dei vertici camerali, potendo queste organizzazioni esprimere quasi un terzo dei consiglieri. Ma a determinare il disimpegno del presidente uscente vi è, soprattutto, la stanchezza accumulata in mezzo secolo di impegni politici e sindacali: Costanzo, prima di approdare ai vertici dell’ente che ha sede in piazza IV Novembre, è stato, infatti, dirigente della Coldiretti, assessore regionale all’Agricoltura, eurodeputato, consigliere d’amministrazione del Banco di Napoli e presidente nazionale di Terranostra, l’associazione per l’agriturismo della Coldiretti.

Prudente, per ora, appare l’atteggiamento della locale Confindustria, che nelle precedenti elezioni si oppose sino alla fine alla candidatura di Costanzo. L’attuale presidente, Costanzo Jannotti Pecci, si è detto più volte disponibile ad un confronto sul programma con le altre organizzazioni, prima ancora che sul nome del candidato alla presidenza. Un invito che, però, è stato finora accolto solo dalla Confesercenti, con cui gli industriali hanno siglato l’apparentamento. Compatto appare, infine, il fronte delle organizzazioni degli artigiani, che si è apparentato con la Confcommercio, il cui presidente, Giuseppe Donatiello, da molti anni aspira alla presidenza della Camera di Commercio. Gli altri possibili candidati sono, infine, il vice presidente della Provincia, Giovanni Mastrocinque (che è anche vice presidente della Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio di Foglianise), il presidente del Parco Scientifico e Tecnologico delle Aree Interne della Campania, Floriano Panza, e l’ex presidente provinciale della Confcooperative, Ciro Fanzo.

BILLY NUZZOLILLO (da Il Sole 24 Ore – Sud del 22 settembre 2004)

Gavazzi Space punta su Benevento per sviluppare le microtecnologie

Pubblicato il 22 Settembre 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Entro la fine dell’anno la Carlo Gavazzi Space inaugurerà presso la sede di Benevento un laboratorio di ricerca in micro e nanotecnologie. A confermarlo è Manfred Fuchs, presidente della holding tedesca OHB Techlogy (600 dipendenti, 150 milioni di euro di fatturato, secondo gruppo in Germania e terzo a livello europeo nel settore aerospaziale), che controlla la Carlo Gavazzi Space: “Quello di Benevento sarà l’unico laboratorio in Europa del nostro gruppo per lo sviluppo delle nano e microtecnologie. Ci consentirà di sperimentare  la costruzione di oggetti dalle dimensioni ridottissime, talvolta invisibili ad occhio nudo, da utilizzare nelle applicazioni aerospaziali”.

Una scelta, quella di aprire il laboratorio a Benevento,  che accresce l’importanza del polo sannita, che comprende anche il laboratorio informatico di S. Giorgio del Sannio dove è stato realizzato il software del minisatellite Rubin 2, lanciato in orbita il 20 dicembre del 2002.

“I costi delle strutture qui in Italia sono più bassi di circa il 30-40% rispetto alla Germania – spiega ancora Fuchs -. E poi gli italiani sono più innovativi rispetto a noi tedeschi, più portati alla pragmatismo. Del resto, a conferma dell’importanza che riveste l’Italia nel nostro cluster di imprese, va ricordato che quando ho rilevato la Carlo Gavazzi c’erano solo 70 dipendenti. Oggi ne sono circa 200, prevalentemente ingegneri e fisici. Consideriamo, inoltre, strategica la nostra presenza in Campania ed i risultati finora raggiunti sono molto soddisfacenti, grazie anche alla stretta collaborazione con il territorio”.

La sede principale dell’azienda, che nel corso dell’esercizio finanziario 2003-2004 ha raggiunto un fatturato di 30.000.000,00 euro circa, è a Milano. Vi sono poi quattro centri di eccellenza: Rivalta Scrivia(in provincia di Alessandria), Bologna, Giorgio del Sannio e, dallo scorso febbraio, Benevento, che si occupa, in particolare, delle tecnologie del software e delle applicazioni per l’osservazione della terra, grazie anche alla collaborazione con la Merlino Servizi (vedi box). Un’azienda locale, quest’ultima, che partecipa con la Gavazzi a vari progetti di ricerca, tra cui quello relativo alle micro e nanotecnologie.

Specializzata nel settore dei sistemi chiavi-in-mano per missioni scientifiche e applicative, la Carlo Gavazzi Space è il principale fornitore di piattaforme standard per piccole missioni dell’Agenzia spaziale italiana. Ha partecipato alla missione Mita (Micro-satellite italiano a tecnologia avanzata) ed è ora responsabile per lo sviluppo della missione Agile (Astrorivelatore gamma ad immagini leggero), che verrà lanciata nel 2005.

“Abbiamo scelto di investire nell’area campana perché offre figure professionali specializzate nel settore delle tecnologie d’avanguardia – spiega l’amministratore delegato, Lanfranco Zucconi –. Per il laboratorio di ricerca in micro e nanotecnologie di Benevento avremo la collaborazione dell’Università del Sannio e dell’Università “Federico II” di Napoli, oltre che dell’ateneo di Bari. Vi svilupperemo anche software di bordo per i satelliti ed applicazioni telematiche nel campo del fleet management e della sicurezza”. Lo stretto rapporto con il territorio è testimoniato anche dallo sviluppo, per conto del Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali) di Capua, del veicolo spaziale non pilotato Usv e dal coinvolgimento nel programma “Minerva” dell’Esa (Agenzia spaziale europea) per il monitoraggio satellitare del Vesuvio e dell’area flegrea.

La Carlo Gavazzi Space fa, infine, parte del Consorzio Sam (Società europea mediterranea), che ha sede nel polo aeronautico di Pozzuoli ed è impegnato nel campo del monitoraggio ambientale.

BILLY NUZZOLILLO (da Il Sole 24 Ore – Sud del 22 settembre 2004)

Per la Merlino Servizi una joint venture in Iran

Pubblicato il 22 Settembre 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Nata due anni fa nell’ambito di un progetto per lo sviluppo del commercio elettronico,la Merlino Servizi offre oggi servizi ad alto contenuto tecnologico, soprattutto nel settore aerospaziale e dell’osservazione della Terra. L’azienda sannita è divenuta la principale partner della sede sannita della Gavazzi Space e sta, inoltre, perfezionando un accordo per la realizzazione di una joint venture in Iran attraverso l’acquisizione del 33% di un’azienda locale.

“Come commercialista ho favorito la nascita di molte imprese, sia nel Sannio che in Lombardia, dove opero da alcuni anni. Ad un certo punto ho deciso di mettermi alla prova creando una mia impresa. C’è stato l’incontro con la Gavazzi, di cui sono diventata consulente, e si è registrata la svolta – spiega l’amministratore delegato, Diodora Costantini, nata 46 anni fa a S. Marco dei Cavoti, piccolo centro della provincia di Benevento di cui è originario anche l’ex manager della Chrysler, Lee Iacocca.

Diciannove dipendenti, una sede distaccata a Busto Arstizio ed una previsione di fatturato di circa 2.500.000,00 euro per il 2004 (nel 2002 il fatturato è stato di 357.000,00 euro e nel 2004 di 1.350.000,00 euro), la Merlino Servizi è attualmente impegnata nella realizzazione del laboratorio di ricerca in micro e nanotecnologie della Carlo Gavazzi Space. Collabora, inoltre, con l’Agenzia spaziale italiana e con il Centro italiano ricerche aerospaziali, oltre che con Telematic Solutions, Sce, Blue Elettronic, Delta Elettronic ed Euroways, il centro di studio e ricerca nel campo delle telecomunicazioni e delle tecnologie aerospaziali di Milano. Molto stretto è anche il legame con il mondo accademico: la Merlino opera, infatti, con il Rcost – Centro di eccellenza sulle tecnologie del software dell’Università del Sannio (da cui provengono gran parte dei laureati assunti dall’azienda) e con l’Università “Federico II” di Napoli.

“In questi tre anni di attività – conclude Diodora Costantini – abbiamo realizzato il framework AntHill. Si tratta di un kit che comprende una serie di componenti che si possono facilmente combinare tra loro per generare in modo semplice ed efficace tutta una serie di possibili applicazioni ad alto contenuto tecnologico. Abbiamo, poi, sviluppato e fornito una stazione di terra alla Marotta AS per il controllo di piccoli satelliti in orbita bassa. Senza dimenticare, infine, le applicazioni di telerilevamento che abbiamo sviluppato nel settore della mappatura degli incendi”.

BILLY NUZZOLILLO (da Il Sole 24 Ore – Sud del 22 settembre 2004)

Del Basso De Caro: “Ma le carenze strutturali permangono”

Pubblicato il 9 Luglio 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

“Nell’amministrazione della giustizia a Benevento si registrano gli stessi problemi che nel resto del paese. Le strutture non sono ancora adeguate alle mutate esigenze della giustizia, nonostante gli sforzi compiuti dall’amministrazione centrale e da quelle periferiche. Basti pensare alla dislocazione degli uffici del giudice di pace, le cui competenze determinano un costante aumento del contenzioso. Rispetto a questo segmento di giurisdizione c’è, ad esempio, la necessità di dare risposte immediate, anche in termini organizzativi”. A puntare il dito sul problema delle strutture è il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Benevento, Umberto Del Basso De Caro, che in passato è stato parlamentare e membro della commissione Giustizia della Camera.

“Nei prossimi mesi la situazione dovrebbe migliorare – chiarisce fiducioso il presidente – perché ci sarà l’appalto dei lavori di ampliamento dell’attuale palazzo di Giustizia. E poi, come sede degli uffici del giudice di pace, dovrebbe rendersi disponibile il vecchio palazzo dell’Inail, recentemente acquistato dal Comune. La piena funzionalità di questi plessi giudiziari, quindi, assieme ad un più razionale utilizzo delle circostanti aree di parcheggio, determinerà senza dubbio una maggiore funzionalità ed efficienza dell’intero sistema-giustizia”.

Anche sul problema della lentezza dei procedimenti l’avvocato Del Basso De Caro è molto chiaro: “La carenza di magistrati contribuisce moltissimo al rallentamento dei processi, anche perché il rimedio migliore, come l’esperienza c’insegna, non è certamente quello di ricorrere ai magistrati onorari. Occorre, invece, che il Csm provveda in tempi assai celeri alla copertura dell’organico e che i giudici onorari proseguano lungo il cammino della formazione e del costante aggiornamento professionale. Quest’ultimi, infatti, devono concorrere attivamente, assieme agli altri soggetti della giurisdizione, a riannodare i fili, spesso interrotti, del rapporto tra i cittadini e la giustizia”.

Un invito, infine, il presidente Del Basso De Caro lo rivolge anche agli oltre mille iscritti all’ordine: “Per migliorare il sistema giudiziario sannita anche noi avvocati siamo chiamati a svolgere il ruolo di protagonisti della giurisdizione, e non quello di controparte. Dobbiamo, insomma, rappresentare con estrema dignità e professionalità il nostro compito di regolatore sociale della domanda di giustizia”

Billy Nuzzolillo (dal Sole 24 Ore Sud del 9 luglio 2004)

 

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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