Benevento, due gallerie “bloccate” nelle aule giudiziarie

Approvato dal consiglio comunale nel lontano marzo del 1987, il progetto per la costruzione dell’asse viario di collegamento tra il viale Mellusi, in pieno centro cittadino, e l’area circostante lo stadio S. Colomba sembrava destinato a cambiare radicalmente il sistema di viabilità della città di Benevento.

Già si pensava ad una progressiva pedonalizzazione del centro storico. Obiettivo che, tra molte polemiche, sarà ora raggiunto attraverso gli interventi previsti nell’ambito del Progetto integrato “Benevento: il futuro nella storia”, che vanno ad aggiungersi alla viabilità realizzata per l’isolamento al traffico dell’Arco di Traiano, monumento simbolo della città. Le gallerie di via Avellino, mai completate, rappresentano, invece, una sorta di monumento alle “opere incompiute”.

Il progetto dell’amministrazione guidata dall’allora sindaco Antonio Pietrantonio, per la cui realizzazione
la Casmez aveva stanziato 26 miliardi di lire, prevedeva la realizzazione di una galleria tra via Avellino e viale Martiri d’Ungheria lunga 224 metri, larga 9,70 metri ed alta 5 metri. Un’altra galleria artificiale, della lunghezza di 360 metri, doveva essere costruita a via Avellino. Le altre opere previste nel pacchetto di interventi erano, infine, un ponte sul fiume Sabato, un viadotto per lo scavalcamento della linea ferroviaria, una strada di collegamento tra la zona del Santa Colomba e l’imbocco della prima galleria ed un’altra strada destinata a collegare le due gallerie.

Nel novembre del 1987 fu stipulata una convenzione con l’Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno e nel gennaio del 1998 la gara fu aggiudicata dall’impresa Provera & Carrassi.

Seguirono numerose varianti al progetto originale, redatto dall’ingegnere Luigi Tedeschi, al punto che tra via Avellino e viale Martiri d’Ungheria le gallerie divennero tre, sovrapposte, anziché una e furono previsti anche dei parcheggi sotterranei. Aumentarono anche le dimensioni delle gallerie e, conseguentemente, lievitarono i costi, fino ad una previsione di spesa di 37 miliardi. Bisognava, quindi, reperire ulteriori 11 miliardi e mezzo di finanziamenti; che, però, non arrivarono.

E, nell’estate del 1991, esauriti i fondi, l’impresa Provera & Carrassi chiuse i cantieri, senza che alcuna opera fosse completata. Successivamente il Comune di Benevento, con alla guida l’attuale sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, annullò le undici delibere della precedente amministrazione comunale (che nominavano Tedeschi direttore dei lavori e approvavano le varianti al progetto originale) ritenendole illegittime perché prive di copertura finanziaria e perché mai ratificate dal consiglio comunale. Il Cipe revocò il finanziamento e il Comune iniziò un’azione giudiziaria per chiedere all’impresa Provera & Carrassi ed all’ingegnere Tedeschi la restituzione di quanto, secondo l’ente, era stato indebitamente percepito in base a tali atti.

Una vicenda, quindi, che si trascina da molti anni nelle aule giudiziarie. L’ultima sentenza in ordine di tempo è stata emessa lo scorso luglio dal tribunale di Roma ed è favorevole all’impresa Provera & Carrassi, ma il Comune già ha preannunciato la presentazione del ricorso in Appello attraverso i legali Massimo Pagano e Luigi Giuliano. A palazzo Mosti puntano, comunque, al completamento del ponte sul fiume Sabato e all’ultimazione dell’asse che collega lo stadio Santa Colomba al viale Martiri d’Ungheria, anche alla luce della definitiva trasformazione del centro storico in zona a traffico limitato.

Rimarranno lungo la collina, invece,  gli enormi squarci nel terreno assurti nel tempo a simbolo delle gallerie mai realizzate.

BILLY NUZZOLILLO  (da Il Sole 24 Ore – Sud del 1 ottobre 2004)

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Informazioni su Billy Nuzzolillo 351 Articoli
Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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