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Categoria: Vecchio Blog

Ricordate Cheick Diabaté? Ha il contratto in scadenza e Benevento nel cuore…

Pubblicato il 24 Gennaio 202124 Gennaio 2021 by Billy Nuzzolillo

Ricordate Cheick Diabaté, il gigante maliano che nella stagione 2017-2018 arrivò in prestito dai turchi dell’Osmanlıspor e che con le sue 8 reti in 11 presenze (di cui 3 doppiette) diventò il giocatore con la miglior media-gol (0.73) di tutta la Serie A nel decennio 2010-2019? A fine stagione, con il Benevento malinconicamente retrocesso in Serie B, tornò all’Osmanlispor, per poi trasferirsi prima all’Emirates Club e infine all’Esteghlal, la squadra con cui lo scorso anno si è laureato capocannoniere del campionato iraniano.

In questa stagione Diabatè, che ad aprile compirà 33 anni, ha già realizzato 3 gol in 2 partite nella Champions League asiatica e 2 gol in 6 partite nella massima serie iraniana. Insomma, il gigante buono che entrò nel cuore dei sanniti non ha perso il vizio del gol. E tra l’altro ha il contratto in scadenza a giugno. Ragion per cui in questi ultimi giorni di mercato non è da escludere che possa entrare nel casting del diesse del Benevento, Pasquale Foggia, alla disperata ricerca di un bomber che sappia buttare la palla in rete e soprattutto dare maggiore fisicità all’attacco del Benevento.

Non a caso la prima scelta della Strega in questo mercato di riparazione è caduta su Pinamonti e tra le alternative vi è stato pure Fernando Llorente. In pratica due giocatori dal fisico possente. E allora perchè non pensare al maliano, che ha il contratto in scadenza a giugno e ha lasciato un pezzo di cuore a Benevento. Un anno fa a Gol Italia confessò che “In Italia è stato incredibile, mi sono divertito tantissimo. Ancora oggi quando segno qui in Iran mi inviano messaggi dall’Italia. Sono molto contento di aver giocato lì”.

Anche qualche tifoso giallorosso in queste ore, di fronte all’ipotesi Eder (che di anni ne ha 2 in più), sui social ha caldeggiato il clamoroso ritorno del bomber che con la maglia della Strega rifilò una doppietta alla Juventus. In fondo conosce sia l’ambiente che la città e ha già assaporato la Serie A. Insomma, potrebbe essere una soluzione neanche tanto onerosa per uscire dall’attuale impasse e offrire una nuova variante tattica a mister Pippo Inzaghi.

La ‘Gazzetta’ su Benevento-Torino: “I giallorossi ci restano malissimo, ma il Toro ha uno spirito nuovo”

Pubblicato il 23 Gennaio 202123 Gennaio 2021 by Billy Nuzzolillo

“I giallorossi ci restano malissimo, grazie al rigore di Viola e al raddoppio di Lapadula si sentivano in carrozza. E nonostante il primo gol di Zaza (inzuccata su precisa assistenza di Singo) fosse giunto dopo nemmeno due minuti dal 2-0, il fatto di aver tenuto botta sino al recupero aveva convinto un po’ tutti che i tre punti fossero in saccoccia: maniera splendida di reagire alla caduta fragorosa di Crotone“.

Esordisce l’articolo di Nicola Cecere sulla Gazzetta dello Sport a commento di Benevento-Torino. Per la “rosea”

“il Toro ha mostrato uno spirito nuovo. Nessuno ha mollato, nessuno si è scoraggiato. La battaglia è stata organizzata soprattutto da un indomito Rincon, mentre in avanti quando Belotti ha potuto giocare faccia alla porta per Glik e compagni è stato allarme costante. Due i gol cancellati dalla Var a conferma della capacità di reazione a episodi avversi”.

Il quotidiano diretto da Stefano Barigelli sottolinea, infine, che

“il Benevento è uscito dal campo come se avesse perso, il Torino ha invece festeggiato con il presidente Cairo, piombato sul terreno di gioco a complimentarsi con tutti i suoi giocatori: per come si era messa, è un pari di platino. Pippo Inzaghi, dopo aver incassato la rimonta con un gesto di stizza, al fischio finale ha subito cercato di consolare i suoi, dimostrando di intendersi di psicologia”.

La palma del miglior giallorossso in campo per la Gazzetta va a Nicolas Viola (7 in pagella, come Lapadula), giudicata negativa invece la prestazione di Tello, Caldirola, Improta e Caprari (voto 5,5).

Numeri da record per il “Benevento dei miracoli” dopo il clamoroso capitombolo interno con lo Spezia

Pubblicato il 12 Gennaio 202112 Gennaio 2021 by Billy Nuzzolillo

La classifica di Serie A, a due giornate dal termine del giorne d’andata, delinea ormai una netta spaccatura: da un lato le squadre che lottano per il vertice e un posto nelle coppe europee, dall’altro quelle impegnate nella lotta per la salvezza. Alle spalle dell’ancora una volta sorprendente Verona di Juric, nono in classifica con 27 punti, c’è proprio l’altrettanto sorprendente Benevento di Pippo Inzaghi, distanziato di sei lunghezze. Una posizione che il giallorossi possono tranquillamente confermare al giro di boa dovendo affrontare due dirette concorrenti (il Crotone in trasferta e il Torino tra le mura amiche).

La prestazione

Nonostante la sconfitta interna contro un’Atalanta a tratti sembrata irresistibile e gli affanni derivanti dall’emergenza infortuni, la Strega ha confermato di attraversare un ottimo momento. Nella ripresa, dopo il pareggio, ha infatti addirittura dato l’impressione di poter ribaltare l’inziale svantaggio (13° rete subita nella prima mezz’ora, record assoluto della massima serie). Poi è finita come tutti sapete, ma resta la prestazione e la conferma che, dopo la bruciante sconfitta interna contro lo Spezia, il Benevento ha definitivamente innestato un’altra marcia.

Le statistiche

Una conferma arriva dai numeri che, come sempre, certificano le impressioni che si ricavano vedendo all’opera i calciatori di Inzaghi e soprattutto l’impenetrabilità difensiva (a dispetto del poker di reti subite dagli orobici). Nella classfica parziale degli ultimi 10 incontri, i giallorossi occupano infatti l’8° posto a pari merito con il Verona, a 1 punto di distanza dal Napoili e a 2 dalla Lazio. Il Benevento, assieme alla Juventus, vanta inoltre la 2° miglior difesa della Serie A 10 reti subite), dopo l’Atalanta (9 reti subite), e il 4° peggior attacco (10 reti), dopo Cagliari (9), Fiorentina (8) e Cagliari (9). Senza dimenticare, infine, che in 10 gare il Benevento è rimasto 4 volte con la porta inviolata.

La svolta

La svolta di Firenze è tutta racchiusa soprattutto in un dato: nelle prime 7 giornate il Benevento aveva subito 21 gol (in pratica 3 gol a partita e peggior difesa della Serie A), nelle successive 10 gare solo 10 reti al passivo (ovvero una media di 1 gol a partita). Un dato incoraggiante, dunque, che testimonia l’ottimo lavoro svolto dal tecnico Pippo Inzaghi e dal suo staff durante la soste per le Nazionali e che induce all’ottimismo per il futuro. La quota salvezza è in genere fissata a 40 punti. I giallorossi al momento ne hanno conquistati 21 e mancano ancora 2 partite al termine del giorne d’andata. Il Benevento potrebbe addirittura virare a 27 punti nel caso battesse Crotone e Torino. Impresa sicuramente difficile da realizzare, ma non proprio impossibile. In ogni caso chiamatelo pure “miracolo Benevento”, anche perchè difficilmente qualcuno avrebbe potuto immagine un simile cambio di passo dopo le 4 sconfitte consecutive patite a cavallo tra la 4° e la 7° giornata di campionato.

 

Il Benevento vanta la migliore difesa del campionato nelle ultime 6 giornate

Pubblicato il 22 Dicembre 2020 by Billy Nuzzolillo

Se il campionato del Benevento fosse iniziato a partire dalla trasferta di Firenze i giallorossi occuperebbero attualmente il 7° posto assieme al Napoli (1 punto in meno di Lazio e Roma, che occupano la 5° posizione) e vanterebbero la miglior difesa del campionato con appena 3 reti subite. Una rete in meno di Juventus, Atalanta e Udinese, 2 in meno dell’Inter. Solo l’Udinese (prossimo avversario della Strega) ha fatto meglio nelle ultime 7 giornate, conquistando complessivamente 11 punti (2 in più del Benevento) e occupando il 4° posto della classifica parziale. Bastano questi pochi numeri per sintetizzare lo straordinario cambio di passo compiuto dagli uomini di Pippo Inzaghi dopo il deludente e clamoroso passo falso interno contro lo Spezia.

    

Una sorta di rivoluzione copernicana nata durante la sosta per le Nazionali, quando il tecnico Pippo Inzaghi ha tirato le somme, apportato qualche modifica all’assetto tattico iniziale e chiamato idealmente a raccolta i pretoriani della marcia trionfale nel campionato cadetto. Quelli che rararmente lo scorso anno lo hanno tradito. E il Benevento ha improvvisamente ritrovato la vecchia identità: squadra corta e compatta a difesa della propria area di rigore, baricentro basso e tanta densità, estrema concretezza nelle transizioni offensive e una spiccata tendenza a ricercare subito la conclusione a rete (il Benevento è nono nella classifica dei tiri e dei cross e ultimo nella classifica del possesso palla).

In pratica, è il Benevento di Pippo Inzaghi in “formato cobra” che tutti avevano imparato a conoscere lo scorso anno. Al pari del famigerato rettile, che aspetta con pazienza il momento ideale per attaccare la preda e iniettare il proprio veleno, la squadra giallorossa preferisce lasciare l’iniziativa agli avversari, per poi colpire con improvvise e letali ripartenze. Una squadra che ha assimilato quasi alla perfezione il sano e concreto pragmatismo del suo tecnico che, accantonata la soddisfazione per l’ottima prestazione dei suoi ragazzi contro il Genoa, è già proiettato alla sfida di domani sera a Udine contro una delle squadre più in forma del campionato.

Un ulteriore esame di maturità per un Benevento che vuole chiudere in bellezza un anno, il 2020, che resterà indelebilmente scolpito nella memoria dei tifosi giallorossi per le straordinarie imprese calcistiche realizzate dai propri beniamini.

Hetemaj, Barba e Improta hanno trasformato il Benevento: da peggiore a migliore difesa della Serie A

Pubblicato il 9 Dicembre 20209 Dicembre 2020 by Billy Nuzzolillo

20 gol subiti dopo 7 giornate (e peggior difesa della Serie A), un solo gol subito nelle ultime 3 partite (con 2 clean sheet esterni consecutivi e la miglior difesa degli ultimi tre turni di campionato). E’ racchiusa in questi numeri la svolta del Benevento dopo il clamoroso ko interno subito ad opera dello Spezia, il quarto consecutivo in campionato.

Una svolta iniziata a Firenze e coincisa con il passaggio a un assetto tattico più prudente e l’ingresso in pianta stabile tra i titolari di tre giocatori rivelatisi determinanti: Perparim Hetemaj, Federico Barba e Riccardo Improta.

Il centrocampista finnico-kossovaro, a dispetto dell’età (compirà 34 anni il 12 dicembre), è tuttora un motorino inesauribile, una vera e propria diga davanti alla difesa. All’inizio Inzaghi lo aveva utilizzato poco per dare spazio ai nuovi arrivati Artur Ionita e Bryan Dabo, un concentrato di muscoli, corsa e soprattutto stazza fisica. Una sorta di casting per comprendere meglio le caratteristiche e l’adattabilità dei due nuovi acquisti, vista la mancanza di amichevoli estive in questa tribolata stagione pandemica.

Per il difensore ex Chievo, Sporting Gijón, Empoli, Real Valladolid e Stoccarda la prima parte della stagione è stata pesantemente condizionata dai problemi muscolari. La sosta per le Nazionali è stata una sorta di toccasana e il suo ritorno tra gli arruolabili è stato determinante per registrare i meccanismi difensivi, anche in virtù della sua poliedricità (potendo il calciatore romano ricoprire indifferentemente sia il ruolo di esterno che quello di centrale).

Ma la vera sorpresa delle ultime giornate è rappresentata dall’esplosione di Riccardo Improta, il tuttocampista per eccellenza che molti (a torto) ritenevano non all’altezza della Serie A. E invece proprio il calciatore di Pozzuoli, grazie alla felice intuizione di SuperPippo, è diventato un elemento cardine del centrocampo del Benevento per la sua capacità di imprimere improvvise accelerazioni nella fase offensiva e di effettuare veloci recuperi e raddoppi di marcatura nelle transizioni difensive. In pratica un jolly instancabile.

Tre giocatori della vecchia guardia, insomma, che hanno consentito alla squadra giallorossa di ritrovare quella pragmaticità, compattezza e impenetrabilità difensiva che, lo scorso anno, avevano contraddistinto la storica cavalcata della Strega in Serie B.

Ingressi importanti che, assieme alla migliore condizione fisica dei nuovi acquisti Glik, Ionita e Lapadula e al ritorno a un assetto tattico più prudente, consentono ora al Benevento di guardare al futuro con crescente ottimismo.

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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