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Categoria: Vecchio Blog

Roberto Insigne: “Abbiamo bisogno di trovare il giusto equilibrio, ma non è una questione tattica”

Pubblicato il 23 Ottobre 2020 by Billy Nuzzolillo

A due giorni dal derby Benevento-Napoli, Roberto Insigne lancia il guanto di sfida al fratello Lorenzo nell’intervista concessa a Franco Santo del Corriere dello Sport e soprattutto difende le scelte tattiche fin qui operate dal tecnico Pippo Inzaghi:

“Stiamo facendo bene quando abbiamo il pallone: allora dimostriamo di saperci fare. Ma sappiamo anche di dover migliorare tanto. Abbiamo bisogno di trovare il giusto equilibrio, ma non è una questione tattica, piuttosto una cosa che dobbiamo gestire bene noi. Il mister ci dà le indicazioni giuste, poi dipende da noi interpretarle al meglio. Ecco perchè dico che dipende molto dalla nostra testa: siamo noi a dover capire quando andare a tutta e quando tenere la palla. Se riusciamo a fare questo, lotteremo senz’altro per rimanere in Serie A”.

E pazienza se di fronte domenica ci sarà il Napoli, una squadra che segna tanto e che ha subito un solo gol finora….

“Io la penso come il mister, questa è la strada migliore per affrontare le avversarie. Sento dire in giro che queste non sono le nostre partite, che dovremo dare tutto contro quelle squadre che lotteranno per non retrocedere. Consentitemi di dire che non sono d’accordo. Dobbiamo giocarcela con tutti. All’Olimpico sul 2-2 abbiamo avuto addirittura l’occasione per passare in vantaggio, allora non mettiamo le mani avanti. Proviamo solo a trovare quell’equilibrio che ci serve quando abbiamo il pallone tra i piedi. E giochiamo senza paura”.

Quindi, nulla di scontato: il Benevento scenderà in campo per vincere il derby…

“E’ scontato che il pronostico sia a favore del Napoli. Ma alzi la mano ci si aspettava la partita di Roma potesse essere in bilico fino al 70°. Il calcio è bello per questo, mai dare per scontato nulla. Neanche che il Napoli vinca a mani basse”.

Parola di Roberto Insigne, il fratello minore che sogna di fare lo sgambetto alla sua ex squadra.

Il Benevento ha la difesa più perforata della Serie A, ma anche il 7° miglior attacco

Pubblicato il 20 Ottobre 202020 Ottobre 2020 by Billy Nuzzolillo

Archviata la partita dell’Olimpico, da oggi l’attenzione dello staff tecnico del Benevento è già rivolta al derby con il Napoli in programma domenica prossima al Ciro Vigorito. Una sfida tutt’altro che facile, soprattutto alla luce dell’esaltante prestazione degli uomini di Gattuso contro l’Atalanta.

L’attenzione del tecnico Pippo Inzaghi e dei suoi collaboratori si concentrerà soprattutto sulle immagini della gara con la Roma e sulle ripartenze subite nel corso dei 90 minuti di gioco (4 delle 5 reti dei capitolini sono infatti arrivate in contropiede).

Inoltre, ci sarà da tenere conto di un altro dato piuttosto preoccupante: la retroguardia giallorossa ha finora subito ben 12 reti, ovvero una media di 3 reti a partita. Numeri che fanno del Benevento la squadra più perforata dalla Serie A (il Crotone ne ha subite 11 e il Cagliari 10, Spezia, Parma e Atalanta 9). Di contro va però anche detto che la Strega ha finora realizzato ben 8 reti (una media di 2 gol a partita) risultando, al pari della Roma, il 7° miglior attacco della massima serie.

Alla luce di questi dati appare ovvio che c’è necessità di adottare qualche correttivo, soprattutto per evitare di esporre la difesa alle ripartenze a campo aperto, che finora hanno rappresentato un tallone d’Achille della squadra allenata da SuperPippo.

Ma ci sono anche altri dati che andranno analizzati con attenzione: nella classifica dei chilometri percorsi, ad esempio, il Benevento è 14°, mentre è ultimo nella graduatoria del possesso palla. C’è poi un altro dato che, come ha ammesso lo stesso tecnico giallorosso nel post partita, merita di essere approfondito con estrema attenzione: nella gara dell’Olimpico i calciatori della Roma hanno commesso ben 17 falli, mentre quelli del Benevento solo 7.

Un dato quest’ultimo riconducibile alla maggiore esperienza o a una maggiore cattiveria agonistica degli uomini di Fonseca? In ogni caso si tratta di un aspetto da migliorare perchè, soprattutto quando si subiscono così tante ripartenze, il ricorso al fallo tattico potrebbe rappresentare un espediente molto utile per evitare di subire gol.

 

Pillole e curiosità della sfida Roma-Benevento in programma domenica sera all’Olimpico

Pubblicato il 15 Ottobre 202016 Ottobre 2020 by Billy Nuzzolillo
  • La Roma ha vinto entrambi i precedenti contro il Benevento in Serie A TIM: 4-0 in trasferta nel settembre 2017 e 5-2 all’Olimpico nel febbraio 2018.
  • Inoltre solo la Lazio (11 gol) ha segnato più reti della Roma (nove) contro i campani nel massimo campionato.
  • La Roma ha vinto tutte le ultime 23 partite contro squadre neopromosse in Serie A TIM: è già la striscia di successi più lunga nel massimo campionato contro avversarie provenienti dallaSerie B.
  • La Roma ha segnato in tutte le ultime 50 gare contro formazioni neopromosse in Serie A TIM, 117reti nel periodo (2.3 di media a match) – già striscia record nella storia del massimo campionato.
  • La Roma ha vinto 1-0 l’ultimo match di campionato contro l’Udinese; con Paulo Fonseca non ha mai registrato due clean sheet di fila in Serie A TIM.
  • Il Benevento arriva dal successo per 1-0 in campionato contro il Bologna, solo una volta in precedenza in Serie A TIM ha ottenuto due successi di fila: tra dicembre 2017 e gennaio 2018 con Roberto De Zerbi alla guida.
  • Prima del Benevento le ultime due squadre neopromosse ad aver vinto due delle prime tre gare stagionali di Serie A TIM erano state Hellas Verona e Livorno nel 2013/14 – l’ultima formazione, salita dalla Serie B, ad aver ottenuto tre successi nelle prime quattro è la Sampdoria nel2012/13.
  • A partire dall’arrivo di Paulo Fonseca alla Roma la scorsa stagione, nessuna squadra ha mandato in gol più giocatori diversi dei giallorossi in Serie A TIM (19, al pari dell’Inter).
  • Il Benevento è la squadra contro cui Edin Dzeko ha la miglior media gol a partita in Serie ATIM: tre reti in due sfide (1.5 gol di media) – l’attaccante della Roma potrebbe rimanere a secco di gol in tutte le sue prime tre gare stagionali di Serie A TIM per la prima volta con la maglia della Roma.
  • Borja Mayoral della Roma è uno dei quattro giocatori nati dopo il 1/1/1997 ad aver segnato almeno tre reti in ciascuna delle precedenti tre stagioni (dal 2017/18 al 2019/20) in Liga, assieme a Youssef En-Nesyri, Enes Ünal e Mikel Oyarzabal.
  • Marco Sau del Benevento ha segnato tre reti contro la Roma in Serie A TIM, inclusa la sua ultima marcatura nel massimo campionato nel dicembre 2018, solo contro Genoa e Sassuolo ha realizzato più gol nella competizione (quattro ad entrambi).

Fonte: Lega di Serie A

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Ballottaggio Sau-Lapadula per sostituire Moncini, il Benevento vira sull’attacco leggero

Pubblicato il 14 Ottobre 202014 Ottobre 2020 by Billy Nuzzolillo

In attesa del rientro di Ionita, Glik e Dabo, c’è  soprattutto un dubbio che continua ad assillare il tecnico del Benevento Pippo Inzaghi, e cioè a chi affidare inizialmente il ruolo di centravanti nella difficile trasferta di domenica sera all’Olimpico contro la Roma di Fonseca.

Con Moncini fermo ai box per infortunio e Lapadula ancora alle prese con il fastidio alla caviglia che lo tormenta dalla scorsa stagione (ieri, l’ex Lecce ha ripreso ad allenarsi con il gruppo), sembrano essere in forte ascesa le quotazioni di Marco Sau che, ricordiamolo, ha già ricoperto tante volte il ruolo di punta centrale nel corso della sua carriera.

L’ipotesi più probabile è quella di una staffetta con l’attaccante italo-peruviano poichè entrambi i calciatori ancora non hanno nelle gambe i novanta minuti.

Con Pattolino in campo mancherà ovviamente la fisicità fin qui assicurata da Moncini, ma in compenso il Benevento potrà contare sulla maggiore fantasia, velocità ed estrosità dell’attaccante sardo. Un aspetto quest’ultimo che potrebbe mettere in difficoltà la difesa a tre della Roma, che rimane molto fisica e poco agile nonostante l’arrivo di Smalling (gli altri difensori a disposizione di Fonseca sono i corazzieri Mancini, Kumbulla e Ibanez).

Con Sau al centro dell’attacco e la coppia di mezze punte formata da Caprari e Iago Falque (o Roberto Insigne) la Strega mettrebbe dunque in campo un trio d’attacco leggero, tecnico, mobile e veloce e non darebbe punti di riferimento alla difesa romanista. Con Lapadula sarebbe sicuramente meno tecnico e veloce, ma in ogni caso resterebbe un attacco leggero nonostante la maggiore fisicità e capacità di attaccare la profondità dell’ex calciatore del Lecce.

Il Benevento punterà dunque sulla soluzione del trio d’attacco cosiddetto leggero, certamente non una novità nella storia del calcio italiano: basti pensare, ad esempio, agli interpreti del famoso 4-3-3 utilizzato da Zeman nel “Foggia dei miracoli” (che in attacco schierava Rambaudi, Baiano e Signori) o a quelli del suo Foggia 2010/2011 (che stabilì il record dei gol in Serie C e che schierava il trio formato da Sau, Farias e Lorenzo Insigne) o, in tempi più recenti, agli interpreti del 4-3-2-1 di Oddo del campionato 2015/2016 che, si badi bene, in attacco schierava proprio Lapadula e Caprari (30 gol per il primo  e 13 per il secondoa fine stagione).

Come si vede, dunque, Inzaghi può contare su interpreti come Sau, Lapadula e Caprari che hanno già giocato, e con ottimi risultati, in un attacco leggero. Senza dimenticare, inoltre, i trascorsi di Iago Falque e Roberto Insigne, che pure sono stati utilizzati in passato in attacchi leggeri.

Il dubbio principale resta dunque quello legato al nome di chi verrà schierato inizialmente al centro dell’attacco. Un dubbio che Inzaghi scioglierà solo al termine dell’allenamento di rifinitura, anche alla luce dello stato di forma atletica dei suoi attaccanti.

 

 

Benevento attento ai conti, Roma e Milan invece a rischio default

Pubblicato il 12 Ottobre 202012 Ottobre 2020 by Billy Nuzzolillo

Nell’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Corriere dello Sport dal direttore sportivo del Benevento, Pasquale Foggia, c’è un passaggio molto significativo su cui dovrebbero riflettere i tanti appassionati che, entusiasmati dall’iniziale acquisto di Kamil Glik, speravano nell’arrivo di qualche altro nome altisonante nelle battute finali del calciomercato. Il diesse giallorosso ha infatti spiegato a chiare lettere che “gli investimenti milionari sono fuori luogo” in questo momento storico, non solo nel nostro Paese.

Come ha ricordato Massimiliano Gallo sul sito IlNapolista.it:

“il calcio francese è stato (recentemente) sconvolto dall’annuncio di Mediapro: il vincitore della gara dei diritti tv, che dovrà trasmettere la Ligue1 fino al 2025, ha lasciato che passasse la scadenza del 5 ottobre senza versare la rata dovuta di 172 milioni (in totale ogni anno devono versarne 780)… Mediapro vuole rinegoziare la cifra pattuita perchè, nel frattempo, il mondo, e quindi anche il calcio, è stato travolto dal coronavirus… Mediapro puntava alla sottoscrizione di 3,5 milioni di abbonamenti. Al momento, secondo alcuni report francesi, soltanto 278 mila francesi avrebbero sottoscritto l’abbonamento da 25,90 euro al mese”.

Come ricorda ancora il sito IlNapolista.it, qualcosa del genere sta avvenendo anche nel Regno Unito:

“Prima del virus, gli inglesi avevano altre abitudini. Lì non tutte le partite erano trasmesse in diretta tv: andare allo stadio era ed è considerato sacro. Ma adesso non si può. In un primo momento, i tifosi hanno ottenuto che tutte le partite della Premier venissero trasmesse in diretta tv. Ora, però, dopo quattro giornate di campionato, i club hanno deciso che questo servizio non può più essere fornito gratis. Ogni partita va pagata 15 sterline. Apriti cielo”.

In Italia Sky ancora non ha versato l’ultima rata dei diritti televisivi della stagione 2019-20 per un totale di 131 milioni di euro e le società fanno registrare perdite rilevanti, come sottolinea lo stesso Massimiliano Gallo:

“In settimana abbiamo letto dei bilanci di Juventus, Roma e Milan. Tre aziende che, se fossero “normalmente” sul mercato, dovrebbe solo portare i libri in tribunale. Il Milan ha chiuso il bilancio con una perdita di 195 milioni. Il rosso della Roma è di 242,5 milioni. La Juventus ha chiuso con un passivo di 71,4 milioni. Il club più importante del calcio italiano ha condotto una campagna acquisti all’insegna del “pagherò”, come al supermercato: prendi oggi, paghi domani e a rate. Vale per Chiesa (50 milioni) e l’americano McKennie (25,5). E ha persino varato una novità quasi assoluta per il calcio: l’acquisto in leasing, avvenuto per Morata… Tutte operazioni all’insegna della disperazione, nella speranza che qualcosa possa cambiare… Fin qui il calcio ha fatto finta che il mercato non esistesse. Il calcio si presume azienda quando si tratta di incassare e di far valere i propri privilegi; ma la conduzione di un’azienda impone anche il rispetto delle regole. Da anni, invece, i bilanci delle società di calcio sono alterati dal fenomeno delle plusvalenze”.

Una situazione allarmante, come conferma anche il sito Calcioefinanza.it:

“Il deficit strutturale della Serie A tra ricavi e costi corre verso i 350 milioni e si regge sulle plusvalenze, che negli ultimi tre anni hanno generato 2,1 miliardi. Il solo costo della rosa, vale a dire gli ingaggi lordi dei tesserati (1,6 miliardi) più gli ammortamenti (650 milioni) assorbe l’85% dei proventi ordinari dei club (diritti tv, stadi e sponsor) che quindi devono ricorrere alle entrate del calciomercato o indebitarsi per far fronte agli altri costi operativi (1,3 miliardi)”.

E qui si torna al punto di partenza, alla frase pronunciata dal diesse Pasquale Foggia: gli investimenti milionari sono fuori luogo in questo momento storico, soprattutto per una società come il Benevento alla cui guida c’è un imprenditore vero come Oreste Vigorito, da sempre molto attento ai numeri e alle regole sui bilanci. Si tratta dunque di sano pragmatismo, quel sano pragmatismo che è invece clamorosamente mancato negli ultimi anni a tanti protagonisti del calcio italiano spingendo il sistema a un passo dal baratro economico.

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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