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Categoria: Vecchio Blog

Emergenza a centrocampo, Bucchi è pronto a lanciare Volpicelli

Pubblicato il 12 Ottobre 201826 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

In attesa di conoscere l’entità dell’infortunio rimediato in allenamento da Lorenzo Del Pinto, il tecnico del Benevento, Cristian Bucchi, sta dedicando in queste ore particolare attenzione al giovane e promettente Giovanni Volpicelli, che ha già lanciato nella mischia dal primo minuto in occasione dell’amichevole contro la Roma dello scorso 6 settembre.

Fu acquistato dall’Aversa Normanna nel 2016

Al momento, infatti, il tecnico romano ha solo tre centrocampisti a disposizione, e cioè Nicolas Viola, Antonio Nocerino e Andrès Tello. Filippo Bandinelli è ancora alle prese con i postumi del problema muscolare accusato nel pre-gara di Pescara, mentre Martin Bukata resta un oggetto misterioso a causa dei problemi fisici che si trascina fin dal suo arrivo nel capoluogo sannita.

Di qui l’idea di Bucchi di accelerare l’inserimento del giovane centrocampista nei meccanismi tattici della squadra in vista del tour de force che attende il Benevento alla ripresa del campionato (5 partite in 19 giorni).

Volpicelli, 19 anni da poco compiuti, è cresciuto nella scuola calcio del Real Casarea e ha militato negli Allievi del Napoli, prima di far ritorno all’Aversa Normanna, società dalla quale il Benevento lo acquistò nell’estate del 2016.

L’esordio in Serie A con De Zerbi

Aggregato alla prima squadra da Marco Baroni nell’anno della promozione, Volpicelli ha esordito in Serie A lo scorso campionato contro il Verona. L’ex tecnico De Zerbi, che di giovani se ne intende, lo definì “il prototipo del giocatore ideale sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo tattico”.

Un bigliettino da visita niente male per il giovane talento napoletano, che finora non ha mai giocato in Serie B. Volpicelli spera di farlo nelle prossime partite e per questo ce la sta mettendo tutta per farsi trovare pronto.

Universiadi, via libera dell’Anac per l’avvio dei lavori al Vigorito

Pubblicato il 11 Ottobre 201816 Maggio 2019 by Billy Nuzzolillo

L’Anac ha dato il via libera per i lavori delle Universiadi che interessano Benevento, ossia le riqualificazioni dello stadio comunale Ciro Vigorito e del complesso sportivo Pacevecchia.

A renderlo noto, con una dichiarazione rilasciata stamani al quotidiano Il Mattino, è stato il consigliere delegato del presidente De Luca per le Universiadi, Luigi Barone: “Presto ci sarà l’aggiudicazione definitiva delle opere da realizzare. Il commissariato ha ricevuto il via libera dell’Anac qualche giorno fa, il Comune di Benevento ha inviato tutta la documentazione necessaria e ora si sta predisponendo la determina di aggiudicazione definitiva. La prossima settimana si terrà un incontro a Napoli, all’Aru, per condividere con il Comune di Benevento il percorso da intraprendere per i lavori”. Una volta ratificato l’accordo, ci sarà incontro tra tutte le parti interessate (Comune, Benevento Calcio e Costruzionitalia) per stabilire date e tempi di realizzazione delle opere”.

La strada di collegamento con la curva Sud

L’importo dei lavori, com’è noto, ammonta complessivamente a circa un milione e 100mila euro e consentirà innanzitutto di realizzare la strada di collegamento tra il parcheggio della zona retrostante il settore curva Sud e via Santa Colomba. Un intervento che permetterà di decongestionare il traffico veicolare in occasione delle gare e costituirà un ulteriore percorso di deflusso dei mezzi di soccorso in caso di emergenza. La strada partirà dal piazzale retrostante la curva del Ciro Vigorito per poi immettersi sulla strada Santa Colomba e sarà lunga 241 metri.

La tribuna stampa e i nuovi seggiolini

Gli altri interventi riguarderanno l’impianto di climatizzazione degli spogliatoi, l’adeguamento della cabina elettrica, la rimozione del vecchio gabbiotto della tribuna stampa e l’installazione di una nuova postazione destinata ai giornalisti, l’installazione di nuovi seggiolini nel settore distinti, il recupero dei seggiolini attualmente collocati nel settore distinti con successivo adattamento degli stessi nel settore curva Sud e montaggio di nuovi sediolini a parziale copertura del settore curva Nord e infine il superamento delle barriere architettoniche agli ingressi dei settori che ne sono sprovvisti.

 

A Benevento va in scena la consueta disputa sull’utilità o meno del turnover

Pubblicato il 10 Ottobre 201810 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

Tra gli argomenti affrontati nel corso dell’ultima puntata di Ottogol, la trasmissione condotta da Antonio Martone sulle frequenze di Ottochannel, molto spazio è stato dedicato soprattutto alla questione del turnover “spinto” praticato dal tecnico del Benevento, Cristian Bucchi.

Un argomento, quello della rotazione massiccia dei giocatori in rosa, che da sempre divide i commentatori e più in generale gli appassionati di calcio. Un po’ come la questione del bel gioco di cui si è discusso molto lo scorso anno, anche in conseguenza della contrapposizione “filosofica” tra Allegri e Sarri.

Le due correnti di pensiero

Da una parte ci sono quelli che sono convinti che convenga far scendere in campo tanti giocatori in modo da far rifiatare i più importanti, dall’altra quelli che credono che ogni partita vada affrontata con i migliori e che giocare insieme contribuisca a consolidare i meccanismi della squadra.

Si inserisce in questo solco, quindi, la critica rivolta a Bucchi dagli assertori di quest’ultima teoria, secondo cui l’eccessivo turnover praticato dal tecnico giallorosso, a partire dalla trasferta di Cittadella, sia la principale causa della perdita d’identità della squadra e delle due sconfitte di fila rimediate contro Foggia (in casa) e Pescara.

La larghezza della rosa

Nelle stesse ore, però, i media nazionali celebrano anche le imprese di Carlo Ancelotti, che di giocatori, al pari di Allegri, ne ha cambiato molti di più di Bucchi in conseguenza dell’alto livello qualitativo della rosa a disposizione.

La stessa motivazione che probabilmente è alla base delle scelte operate dall’ex tecnico del Perugia che, come la stragrande maggioranza degli osservatori del campionato di Serie B, ritiene che rosa messagli a disposizione dal presidente Vigorito e dal direttore sportivo Foggia sia tra le migliori della categoria e, di conseguenza, vada utilizzata nella sua interezza.

La disputa ideologica

Si tratta sostanzialmente di una disputa “ideologica”, come quella avvenuta lo scorso anno tra quanti propendevano per il pragmatismo di Allegri e quelli che, invece, preferivano la bellezza estetica di Sarri.

Tornando a Bucchi, è comprensibile che in questo momento si valuti quanto abbia potuto pesare il turnover “spinto” sul pessimo rendimento della squadra nelle ultime partite ma, nello stesso tempo, occorre anche tener presente che è troppo presto per esprimere giudizi definitivi.

Il futuro

La stagione è ancora nella fase iniziale e, dopo la sosta, il Benevento avrà a disposizione due match casalinghi per cancellare il doppio passo falso contro Foggia e Pescara e per dimostrare di aver capito che nel campionato di Serie B, a differenza della massima serie, ogni partita è una sorta di guerra all’ultimo sangue, a prescindere dal turnover o meno.

Napoli-Sassuolo via Telese Terme: l’incontro tra Enrico Brignola e Massimo Buono

Pubblicato il 8 Ottobre 201824 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

Napoli-Sassuolo è stato anche una sorta di derby personale tra il fisioterapista del Napoli, Massimo Buono, e il golden boy del Sassuolo, Enrico Brignola.

Entrambi sono, infatti, originari di Telese Terme, la piccola cittadina (circa 7.000 abitanti) della provincia di Benevento assurta a notorietà lo scorso anno grazie all’inserimento nella Guida Michelin dei due chef “stellati” Giuseppe Iannotti e Luciano Villani.

Il selfie con sfottò

Massimo Buono ha giocato con il papà di Enrico, Gennaro Brignola, e ha visto muovere i primi passi dell’attaccante della Nazionale Under 21 quando ancora collaborava con il talent scout Saby Mainolfi nella scuola calcio Valle Telesina.

Dopo l’immancabile selfie sul prato dello stadio San Paolo, prima dell’inizio della gara, ha scherzosamente invitato il talentuoso concittadino a non segnare troppi gol al suo Napoli.

L’esordio in Serie A con De Zerbi

Pericolo scongiurato, anche perché il tecnico del Sassuolo, Roberto De Zerbi, alla fine ha preferito utilizzare Berardi, Babacar e Bourabia lasciando in panchina l’attaccante telesino. Che, ricordiamolo, proprio il tecnico bresciano fece esordire lo scorso anno in Serie A nelle fila del Benevento. Appuntamento con il gol rimandato, quindi, per il giovane Brignola, che in cuor suo sperava di poter celebrare il ritorno in Campania con una rete da dedicare ai familiari presenti in tribuna.

 

(tratto dal Napolista)

 

Il Benevento e l’Hellas Verona accomunati dallo stesso destino

Pubblicato il 8 Ottobre 201812 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

Se Atene piange, Sparta non ride. Le due superfavorite del campionato di Serie B di calcio, Benevento ed Hellas Verona, hanno improvvisamente rallentato la marcia rimediando entrambe due sconfitte consecutive. Un doppio passo falso che alla luce del nuovo format a 19 squadre, e del conseguente minor numero di partite da disputare, rischia di pesare parecchio sull’economia del campionato perché, come sottolinea anche Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, quest’anno chi sbaglia ha meno tempo di recuperare rispetto al passato.

A finire sul banco degli imputati in queste ore sono stati soprattutto i due tecnici, Fabio Grosso e Cristian Bucchi, le cui scelte hanno destato più di una perplessità tra i supporter scaligeri e sanniti.

Le critiche a Pazzini e Nocerino

A Grosso viene soprattutto rimproverato il mancato utilizzo di Samuel Di Carmine, il cui rientro era stato preannunciato dallo stesso tecnico alla vigilia della gara con il Lecce, e il fatto di aver puntato invece su uno spento Giampaolo Pazzini, apparso ancora lontano da una condizione atletica accettabile.

In pratica la stessa critica mossa che viene mossa a Bucchi dai tifosi sanniti relativamente alla scelta di puntare ancora su Antonio Nocerino che, in questo avvio di stagione, ancor più dell’altro vecio Christian Maggio ha palesato grossi limiti dal punto di vista atletico.

L’analisi di Grosso e Bucchi

Problemi comuni, quindi, ma analisi diverse da parte dei due allenatori. Se per Grosso l’obiettivo è quello di migliorare la lettura delle gare da parte dei suoi giocatori, per Bucchi il problema maggiore è rappresentato invece dall’atteggiamento mentale della squadra e dalla mancanza di quella cattiveria agonistica che nel campionato cadetto, com’è noto, fa la differenza.

La pausa del campionato consentirà ora ai due tecnici di lavorare per migliorare questi aspetti. Un lavoro particolarmente delicato, anche perché d’ora innanzi per il Benevento e per l’Hellas Verona sarà assolutamente vietato sbagliare.

Vincere a Pescara per abbattere un altro tabù

Pubblicato il 5 Ottobre 201816 Maggio 2019 by Billy Nuzzolillo

La trasferta di domani a Pescara rappresenta un importante banco di prova per la squadra diretta da mister Bucchi. Dal cosiddetto “trittico della verità” (Salernitana, Cittadella e Foggia in soli 9 giorni)) è emerso che il Benevento è già a buon punto nel suo percorso di crescita ma non è ancora in grado di gestire al meglio le gare quando lascia l’iniziativa agli avversari. Se con il Cittadella erano stati i prodigiosi interventi di Puggioni a salvare la Strega nel convulso finale, contro il Foggia sono state proprio le incertezze dell’estremo difensore a pesare maggiormente, soprattutto in occasione della rete del pareggio messa a segno su punizione dal tedesco Kragl.

Gli errori

Prim’ancora dell’incertezza del portiere c’è stato però l’ingenuo fallo commesso dai difensori al limite della propria area di rigore, che ha consentito al Foggia di battere una punizione da una posizione molto pericolosa. Allo stesso modo è stato un errore in disimpegno di Viola a innescare la ripartenza che ha consentito a Galano di mettere a segno la rete del ko. Di qui la necessità, sottolineata molte volte dallo stesso tecnico romano, di mantenere le giuste distanze tra i reparti e soprattutto di evitare pericolosi cali di concentrazione.

L’avversario

Domani il tecnico del Delfino Pillon dovrebbe schierarsi, almeno all’inizio, con il consueto 4-3-3 e, conseguentemente, sarà difficile che si vengano a creare quelle situazioni di inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo che hanno messo in grossa difficoltà il Benevento contro il Foggia. Ma il Pescara ha fin qui dimostrato di saper variare con estrema disinvoltura il modulo di gioco a partita in corso, utilizzando spesso anche un compatto 4-5-1 in grado di sfruttare al meglio la dinamicità di Cristiano Del Grosso sulla fascia e le capacità realizzative del bomber Leonardo Mancuso, che finora ha messo a segno 4 reti in 6 gare e guida la classifica dei cannonieri della Serie B assieme a Donnarumma del Brescia e Palombi del Lecce. Senza dimenticare, infine, la pericolosità del capitano Gaston Brugman sui calci piazzati e dell’ex Andrew Gravillon sui calci d’angolo (ha  messo a segno il gol della vittoria contro il Foggia e si è procurato un rigore contro il Padova).

Proprio quest’ultimo, però, ha anche palesato qualche incertezza e rappresenta talvolta l’anello debole della difesa diretta da Hugo Campagnaro, che finora ha subito 6 reti in campionato e domani sarà ancora priva di Gennaro Scognamiglio, un altro ex dal dente avvelenato, alle prese con i postumi di un infortunio.

Il tabù

Da non trascurare, infine, due importanti dati statistici che confermano la difficoltà del match: il Pescara, assieme alla Cremonese, è l’unica squadra ancora imbattuta in Serie B e il Benevento non è mai riuscito a vincere nei precedenti scontri diretti con la squadra abruzzese (3 pareggi e 5 sconfitte).

Vincere a Pescara, quindi, significherebbe abbattere un altro tabù, dopo quello del lunghissimo digiuno di vittorie contro la Salernitana, e dimostrare che il passo falso contro il Foggia è stato solo un piccolo incidente di percorso.

 

 

 

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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