I tormenti di Super Pippo alla vigilia dell’esordio di Pisa

Foto di Saverio Minicozzi

Al di degli schemi e degli uomini utilizzati, per Pippo Inzaghi il principale obiettivo da perseguire resta quello dell’equilibrio. Quell’equilibrio che, ricordiamolo, lo scorso anno sfuggiva sempre di mano al predecessore Cristian Bucchi proprio nel momento in cui sembrava che l’avesse agguantato.

Il 4-4-2 prediletto in questo momento da Super Pippo, il 4-3-1-2 di scorta, il 4-3-3 e 3-5-2 adottati lo scorso anno da Bucchi sono infatti schemi che si prestano a varie interpretazioni a secondo dei giocatori utilizzati o della posizione in cui quest’ultimi vengono schierati in campo. Alla fine a determinare la riuscita o meno del disegno tattico è però l’equilibrio, quello che generalmente porta alla vittoria.

La partita di Coppa Italia con il Monza (e anche la successiva amichevole di Vasto) ha dimostrato che, nonostante l’evidente crescita della squadra sul piano caratteriale (grazie al certosino lavoro mentale del tecnico e alla personalità dei nuovi arrivati), il Benevento sembra non aver cancellato i problemi di equilibrio emersi drammaticamente la scorsa stagione.

Inzaghi, al pari del suo predecessore Bucchi, predilige il pressing alto. Quando gli avversari riconquistano il pallone i suoi giocatori, anzichè gli avversari, devono guardare il pallone nel tentativo di riconquistarlo subito, impedendo lo sviluppo del gioco, l’uscita palla al piede dalla difesa. Quest’impostazione richiede ovviamente un baricentro molto alto e diventa rischioso quando gli avversari riescono a superare il primo pressing poichè costringe a difendere a campo aperto. Il rischio ovviamente aumenta quando i meccanismi difensivi non sono perfettamente oleati e soprattutto quando gli esterni di centrocampo sono delle ali piuttosto che dei giocatori capaci di coprire tutta la fascia e in grado di accentrarsi quando il gioco si sviluppa sulla fascia opposta. In fondo il problema dell’equilibrio è in gran parte racchiuso in questo aspetto, oltre che nella velocità dei centrocampisti e difensori centrali.

Di qui i timori di molti tifosi alla vigilia della gara di venerdì sera a Pisa che, com’è noto, darà il via ufficialmente al campionato di Serie B. La domanda ricorrente è questa: i calciatori attualmente in rosa sono in grado di attuare questa tattica? Oppure ci si chiede: non è forse il caso di inserire giocatori meno offensivi nel ruolo di esterni di centrocampo in modo da garantire un maggiore supporto difensivo ai due playmaker?

Il futuro del Benevento di Pippo Inzaghi ruota dunque tutto attorno a questo aspetto, quello dell’equilibrio, anche perchè una falsa partenza farebbe inevitabilmente riaffiorare gli spettri della passata stagione e rischierebbe di cancellare quanto di buono fatto sinora. Super Pippo ne è consapevole e per questo motivo sta valutando attentamente tutti gli aspetti assieme ai componenti del suo staff. Pisa rappresenta il primo bivio della stagione e non è quindi più tempo di esperimenti.

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo su Ottochannel 696 TV.