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Categoria: Vecchio Blog

Quella volta che ‘ndrangheta e Gea “condizionarono” la semifinale tra Crotone e Benevento

Pubblicato il 21 Dicembre 201824 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

Le sfide tra Benevento e Crotone non sono mai state banali. Alle partite con i pitagorici sono, tra l’altro, legati anche alcuni dei più brutti ricordi della storia del calcio sannita: basti pensare allo spareggio playoff per la promozione in serie C1 che andò in scena il 14 giugno 1998 allo stadio Via del Mare di Lecce, oppure al gol di Calil allo stadio Santa Colomba nella finale dei playoff del 21 giugno 2009.

La ferita più dolorosa

Ma la ferita più dolorosa è probabilmente quella  legata alla semifinale play off Crotone-Benevento, disputata il 6 giugno 2004. Una gara contrassegnata soprattutto dalla scandalosa direzione di Oberdan Pantana di Macerata che, dapprima, negò un evidente rigore a favore della Strega e, subito dopo, regalò invece un penalty inesistente ai calabresi, all’epoca allenati da Gian Piero Gasperini. Il Benevento del presidente Pino Spatola finì la gara addirittura in nove uomini.

Il ruolo della Gea

Quanto accaduto nel corso di quel match assunse connotati ancora più inquietanti qualche anno dopo, all’indomani dello scoppio di Calciopoli, quando vennero a galla i rapporti esistenti tra il Crotone e la Gea e tra la Gea e la Viterbese. Serena Spatola, figlia dell’ex presidente del Benevento, svelò agli inviati di Striscia la Notizia anche un altro inquietante particolare: prima della gara a tutte le squadre impegnate negli spareggi era arrivata una lettera anonima, indirizzata anche a Carraro, nella quale era scritto a chiare lettere che, per volontà della Gea, la finale sarebbe dovuta essere necessariamente tra Crotone e Viterbese.

Le rivelazioni del pentito

E, come se non bastasse, nel 2013, a rendere i contorni di quella gara ancora più inquietanti ci pensò il quotidiano la Repubblica, che pubblicò uno stralcio dell’inchiesta barese contenente le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, reggente di una delle cosche più potenti della costa ionica e capo della security della squadra del cugino, quel Raffaele Vrenna presidente del Crotone negli anni della grande scalata dalla Promozione alla Serie B: “A Crotone i miei uomini nella società che gestiva la sicurezza dello stadio aggredivano i calciatori avversari, avvicinavano i dirigenti, compravano giocatori. Le partite contro il Benevento (play off 2003-2004) e contro il Locri (stagione 1997) ce le siamo aggiustate”.

In pratica la conferma di quanto denunciato, senza essere presi considreazione, al termine della gara dal presidente Spatola («Siamo stati minacciati, alcuni calciatori sono stati picchiati») e dal suo consulente di mercato Gino Corrado («Almeno quattro giocatori sono stati colpiti negli spogliatoi alla fine del primo tempo»).

Insomma, una partita che, a distanza di anni, ancora grida vendetta e rende la sfida con i rossoblu ancora più sentita per la tifoseria sannita .

Dopo Nocerino, anche Puggioni verso l’addio al Benevento

Pubblicato il 19 Dicembre 201819 Dicembre 2018 by Billy Nuzzolillo

Dopo Antonio Nocerino anche Christian Puggioni potrebbe chiedere di andare via da Benevento nel mercato di gennaio. L’ex portiere blucerchiato lo ha lasciato intendere in un’intervista rilasciata a Telenord in occasione della festa di Natale del settore giovanile della Sampdoria: “A gennaio avrò una settimana di vacanza per stare con la famiglia. Poi valuteremo la situazione, ci sono altre tre gare. Il Benevento ha preso la decisione di fare giocare un ragazzo più giovane, è comprensibile. A quel punto con tranquillità valuteremo le situazioni. Da parte mia c’è la tranquillità di aver sempre fatto molto bene, io ho la coscienza a posto”.

Parole chiare, seppure misurate, da cui traspare inequivocabilmente il malumore dell’estremo difensore che, ricordiamolo, assieme a Nocerino e Maggio avrebbe dovuto rappresentare l’arma in più del Benevento in termini di esperienza e leadership in un campionato difficile come quello di Serie B.

Anche lui, però, è stato risucchiato nel vortice di polemiche che ha accompagnato questa prima fase della stagione dei giallorossi e, dopo alcune prestazioni non proprio convincenti, è scivolato malinconicamente in panchina per far posto al sempre più convincente Lorenzo Montipò.

La famiglia

Una scelta difficile da accettare per un atleta che ha, tra l’altro, confessato di soffrire molto anche la lontananza da Genova, dove tutt’ora vivono la moglie e i figli: “E’ sempre piacevole riuscire ad incastrare gli impegni lavorativi con la famiglia. Oggi – ha spiegato nell’intervista concessa a Telenord – sono qui in veste di papà per vedere i miei bimbi ripercorre un po’ quello che ho fatto io da bambino. Sono felice di poter stare con loro perché è tanto che non li vedo e in quest’occasione ancor di più”.

Ancora una volta, come nel caso di Antonio Nocerino, la via di fuga per lasciare Benevento è rappresentata dalla famiglia. Un argomento molto valido per convincere il presidente Oreste Vigorito a dare il via libera a un eventuale cessione.

L’ingaggio

L’ingaggio di Puggioni è abbastanza oneroso e la sua cessione potrebbe rappresentare un ulteriore risparmio per il Benevento che, tra l’altro, in queste ore si è già alleggerito anche del pesante ingaggio di Baroni ma, nello stesso tempo, rappresenta pure un grosso ostacolo per le società eventualmente interessate al suo acquisto. Un problema di non poco conto, quindi, che però potrebbe essere aggirato se Puggioni decidesse di limare le cifre pur di andare via da Benevento e riavvicinarsi alla famiglia.

Staremo a vedere. Il mercato di gennaio è alle porte e, come lo scorso anno, la Strega potrebbe radicalmente cambiare volto per provare a riagguantare l’agognata Serie A.

Baroni è il nuovo allenatore del Frosinone, domani l’ufficialità

Pubblicato il 18 Dicembre 2018 by Billy Nuzzolillo

Marco Baroni è il nuovo allenatore del Frosinone. La notizia, anche se ancora manca l’ufficialità, è stata diffusa questo pomeriggio sia dal sito di Gianluca Di Marzio che dal sito di Alfredo Pedullà.

Secondo quanto riportato da quest’ultimo, “Marco Baroni è arrivato a Frosinone dopo mezzogiorno, ha incontrato il presidente Stirpe e ha raggiunto l’accordo definitivo. Fino al 2020, bene precisarlo, passaggio fondamentale per trovare le intese definitive senza inserire opzioni o altro sul nuovo contratto. Adesso il Frosinone, che aveva sfiduciato Longo già da domenica sera, aspetta di firmare le carte per la risoluzione con il Benevento, passaggio formale considerato che sono stati raggiunti tutti gli accordi. Domani mattina alle 10 parlerà Maurizio Stirpe”.

Per il sito di Gianluca Di Marzio, la scelta dell’ex tecnico del Benevento rappresenta “un segnale dato dal presidente alla vigilia di un’importantissima sfida salvezza contro l’Udinese. Una salvezza che il presidente vuole assolutamente e che passerà inevitabilmente anche dai rinforzi del mercato di gennaio, uno dei primi acquisti infatti per puntare alla salvezza potrebbe essere Zukanovic difensore bosniaco del Genoa“.

La risoluzione del contratto è una buona notizia per il Benevento che in questo modo risparmierà una parte dell’oneroso ingaggio che il tecnico avrebbe dovuto percepire sino al prossimo 30 giugno.

Nocerino al passo d’addio, Vigorito pronto alla svolta

Pubblicato il 18 Dicembre 201818 Dicembre 2018 by Billy Nuzzolillo

Voltare pagina al più presto. E’ questo l’imperativo categorico che il presidente del Benevento Oreste Vigorito ha rivolto ai suoi collaboratori, a partire dal tecnico Cristian Bucchi, nei numerosi e lunghi colloqui avuti nei giorni successivi al tonfo interno con il Verona e ha ribadito con fermezza anche dopo la non proprio esaltante prestazione sull’acquitrino di Cosenza.

Il primo a farne le spese è Antonio Nocerino, l’ex giocatore di Milan e Juventus accasatosi la scorsa estate al Benevento dopo l’esperienza oltreoceano all’Orlando City di Kakà. Il trentatreenne centrocampista napoletano, secondo quanto riferito ieri pomeriggio dai siti Calciomercato.com e GianlucaDiMarzio.com , in giornata potrebbe incontrare il presidente Vigorito per rescindere il contratto e tornare nella Major League Soccer.

La panchina di Cosenza

Alla base della decisione, secondo i due siti, ci si sarebbero dei motivi personali ma, in realtà, ad indurre all’addio l’ex giocatore della Nazionale dovrebbe essere stato il suo progressivo accantonamento, complice anche l’infortunio occorsogli. Domenica scorsa, ad esempio, Nocerino è rimasto malinconicamente seduto in panchina, nonostante l’assenza di Viola.

Bucchi ha preferito adattare Bandinelli nel ruolo di play e utilizzare, a partita in corso, il rientrante Del Pinto e non l’ex calciatore rossonero. Una scelta che probabilmente ha fatto comprendere all’ex pupillo di Massimiliano Allegri di essere giunto al capolinea della sua avventura sannita.

Una svolta importante, dunque, perché Nocerino, secondo le intenzioni estive di Pasquale Foggia, avrebbe dovuto rappresentare, assieme a Maggio e Puggioni, uno dei perni fondamentali della squadra, soprattutto dal punto di vista della leadership. E, invece, alla prova dei fatti, ha fallito finendo progressivamente ai margini della squadra. Una sorte toccata prima di lui anche a Puggioni, scavalcato nelle gerarchie interne della squadra da un sempre più convincente Montipò.

Lo stesso discorso, per certi versi, vale anche per capitan Maggio che, prima dell’infortunio, ha alternato buone prestazioni ad altre meno esaltanti e al momento non rappresenta certamente il giocatore indispensabile che si riteneva potesse essere la scorsa estate.

La pattuglia dei napoletani

Un altro giocatore finito ai margini della squadra nelle ultime settimane, nonostante abbia recuperato dall’infortunio occorsogli in precedenza, è l’esterno d’attacco Roberto Insigne, schierato per l’ultima volta titolare in occasione della sconfitta esterna con lo Spezia dello scorso 18 novembre.

Anche lui, al pari di Nocerino, a gennaio potrebbe finire in lista di sbarco assottigliando ulteriormente la nutrita pattuglia di calciatori napoletani in forza al Benevento che, attualmente, ha trovato nel generosissimo e volitivo Gaetano Letizia il suo nuovo leader. Non a caso Bucchi gli ha recentemente affidato anche la fascia di capitano.

I dubbi su Antei

E tra i giocatori finiti sotto esame, in vista del mercato di gennaio, c’è infine anche il claudicante Antei. Non è casuale, infatti, che una delle firme di punta di Ottopagine (gruppo editoriale Vigorito), Sonia Lantella, abbia scritto ieri che “gennaio è alle porte e con questo mese glaciale ci sarà anche il mercato di riparazione. Capire ora se Antei è effettivamente un giocatore recuperato è  indispensabile”.

Insomma, il mercato di riparazione incombe e il presidente Vigorito, particolarmente deluso dal rendimento altalenante della squadra, è pronto a fare una vera e propria rivoluzione.

A rischio anche Bucchi

Lo stesso Bucchi, nonostante l’assenza di valide alternative e il perdurante sostegno del patron giallorosso, risulta essere sotto esame. Una vittoria, tre pareggi e tre sconfitte nelle ultime sette partite non rappresentano certamente un ruolino di marcia esaltante e degno di una squadra che punta a risalire in Serie A.  Ulteriori passi falsi, e soprattutto altre prestazioni come quella di Cosenza,  potrebbero mettere a rischio anche la sua panchina.

La riapertura del mercato è vicina, il tempo dell’attesa è finito e d’ora innanzi è assolutamente vietato sbagliare.

Benevento obbligato a vincere per cancellare la sconfitta con l’Hellas Verona

Pubblicato il 15 Dicembre 201815 Dicembre 2018 by Billy Nuzzolillo

Vincere a Cosenza per cancellare il passo falso casalingo con l’Hellas Verona: è questo l’obiettivo dei giocatori del Benevento che scenderanno in campo questo pomeriggio alle ore 18 sul rettangolo di gioco dello stadio San Vito-Marulla. La sconfitta rimediata sabato scorso contro gli scaligeri, la quinta dall’inizio della stagione, ha inevitabilmente lasciato il segno. Sul banco degli imputati, oltre ai calciatori, sono finiti il tecnico Cristian Bucchi, il direttore sportivo Pasquale Foggia e anche lo staff medico, a cui il presidente Oreste Vigorito ha chiesto chiarimenti in merito alla lunga sequela di infortuni che ha caratterizzato l’inizio di stagione dei giallorossi.

Emergenza in difesa

Infortuni e condizione di forma non ottimale dei giocatori appena recuperati con cui, ancora una volta, l’allenatore dei sanniti dovrà fare i conti anche oggi in un incontro che, in caso di sconfitta, potrebbe anche precludere al suo esonero. L’emergenza riguarderà soprattutto la difesa dove mancheranno anche gli squalificati Volta e Costa mentre dovrebbe essere schierato sin dal primo minuto Antei, che però ancora non si è completamente ripreso dal grave infortunio al tendine d’Achille subito lo scorso anno. Inoltre, Bucchi dovrà fare a meno, ancora una volta, anche degli esperti Maggio e Viola, ancora alle prese con i postumi dei recenti infortuni. Al seguito dei giallorossi, per assistere all’incontro tra due squadre in cui ha militato l’indimenticato Carmelo Imbriani, ci saranno circa 200 tifosi provenienti dal Sannio.

La Salernitana in trasferta a Carpi

Obbligo di vittoria anche per la Salernitana, che è reduce dalle sconfitte rimediate a Cittadella e all’Arechi lunedì scorso contro il Brescia. I granata, che non vincono in trasferta da oltre nove mesi, saranno impegnati domani pomeriggio a Carpi contro una formazione che, a sua volta, in questa stagione non ha ancora vinto tra le mura amiche ma è pur sempre alla disperata ricerca dei punti necessari per tirarsi fuori dalle zone basse della classifica.

Il tecnico dei campani Colantuono è intenzionato ad accantonare il 4-3-1-2 provato contro il Brescia e a puntare nuovamente sul più accorto e collaudato 3-5-2. In rampa di lancio per vestire una maglia da titolare anche l’attaccante bosniaco Djiuric, autore di una splendida rete contro il Carpi di Castori quando vestiva la maglia del Cesena, e l’ex Modena Mazzarani che potrebbe affiancare Akpa Akpro e Di Tacchio nel terzetto di centrocampo.

E’ tutta colpa di Bucchi?

Pubblicato il 10 Dicembre 201816 Maggio 2019 by Billy Nuzzolillo

Alla terza sconfitta casalinga della stagione il pubblico del Vigorito ha sonoramente fischiato la squadra.  Una contestazione indirizzata soprattutto nei confronti del tecnico Cristian Bucchi, a cui dalla tribuna inferiore hanno persino lanciato una bottiglietta d’acqua planata fortunatamente sulla copertura del sottopassaggio. Ma è davvero l’allenatore la causa di tutti i mali di questo Benevento?

La sequela d’infortuni

Andiamo con ordine. Innanzitutto, a sua parziale discolpa va ricordato che negli ultimi tempi l’allenatore è stato fortemente condizionato nelle scelte di formazione da una insolita e imprevedibile sequela d’infortuni.

Colpa della preparazione atletica? Non proprio se si pensa che molti infortuni non sono legati a problemi muscolari bensì a traumi subiti in partita o allenamento. Il problema semmai è un altro: siamo sicuri che la rosa messa a disposizione del tecnico romano sia numericamente e qualitativamente adeguata per affrontare le emergenze?

Tuia, Bukata e Antei

A quasi metà del percorso i fatti dimostrano che sono stati commessi degli errori durante la campagna acquisti, il primo dei quali è stato quello di lasciare libera una casella nella rosa. Anzi, tre caselle, perché di Tuia e Bukata si sono perse le tracce sin dal ritiro precampionato. A ciò va aggiunta, poi, l’indisponibilità di Antei a causa dell’iniziale errore di valutazione sui tempi di recupero da parte dei medici di Villa Stuart. E per fortuna non è stato mandato via  Billong nelle ultime ore di mercato, altrimenti la situazione sarebbe stata ben peggiore.

Maggio e Nocerino

Un altro aspetto che merita un approfondimento è quello che riguarda il tesseramento degli svincolati Maggio e Nocerino. Due ultratrentenni che, si sapeva, avevano bisogno di tempo per acquisire una forma fisica accettabile e dare un importante contributo in termini di esperienza. Entrambi, però, hanno iniziato ad avere problemi fisici proprio nel momento in cui avrebbero avuto maggiore bisogno di accumulare minuti nelle gambe. E per Maggio la cosa non è di poco conto se la problematica all’adduttore emersa nelle ultime ore dovesse essere riconducibile ad un inizio di pubalgia. Si poteva prevedere tutto ciò ad inizio di stagione? Sicuramente no.

Campo d’allenamento e staff medico

E sempre a proposito degli infortuni va anche detto che non è possibile tirare in ballo nemmeno alcuni aspetti su cui si è molto dibattuto in passato, perché il Benevento quest’anno ha trasferito la sede degli allenamenti da Paduli all’Antistadio (dove è stato collocato un fondo in erba naturale al posto del sintetico) e ha tesserato per la prima volta un medico sociale a tempo pieno sopperendo in questo modo ad una precedente grave lacuna organizzativa.

Costa, Coda e Di Chiara

Passando alla rosa va poi detto che, al di là delle indubbie responsabilità di Bucchi nel volere giocatori per lo più adatti al ripudiato 4-3-3, va anche ricordato che il tecnico romano ha parzialmente subito anche gli effetti della sciagurata campagna acquisti di due anni fa. Costa ha confermato di essere un “pacco”, mentre Coda ha evidenziato, ancora una volta, i limiti mentali che ne hanno condizionato la carriera. Lo stesso Bucchi non ha esitato a sottolinearlo, anche in modo “colorito”, nel disperato tentativo di pungolarlo. Impresa miseramente fallita, come attesta l’inspiegabile e irresponsabile scelta di optare per lo “scavino” in un momento così delicato della partita e della stagione.

Lo stesso discorso vale per Antei, arrivato nel Sannio due estati fa a suon di milioni dal Sassuolo assieme a Iemmello e, come quest’ultimo, già alle prese con ricorrenti problemi fisici. Se per l’attaccante c’è stata la possibilità di “piazzarlo” altrove nella speranza di poter recuperare parte della somma spesa in sede di mercato, per il difensore sarà difficile recuperare qualcosa viste le sue perduranti “difficoltà psicologiche”, oltre che fisiche. Lo stesso discorso vale per Di Chiara, il cui rendimento non è stato fin qui pari alle aspettative, nonostante lo sforzo economico effettuato dalla società per soffiarlo a suotempo proprio al Sassuolo.

Gli esterni d’attacco

Se qualche colpa si può attribuire a Bucchi (e al direttore sportivo Pasquale Foggia) relativamente alla campagna acquisti effettuata la scorsa estate, bisogna focalizzare l’attenzione sull’acquisto della doppia coppia di esterni d’attacco, Improta–Buonaiuto e Ricci–Insigne e sul mancato acquisto del sostituto di Iemmello per il ruolo di terza punta.

Gli esterni d’attacco sono stati infatti la maggiore delusione di quest’inizio di stagione. Il loro rendimento è stato altalenante e molto al di sotto delle attese al punto da indurre lo stesso Bucchi, complice anche la sequela d’infortuni e i tanti gol subiti, ad optare per un cambio tattico (dal 4-3-3 si è passati a un più prudente 3-5-2).

La mancata sostituzione di Iemmello

Scelta che, però, ha fatto emergere la grave lacunadella mancanza di una terza punta da affiancare a Coda e al sin qui deludente Asencio. A parziale discolpa del duo Bucchi–Foggia c’è anche da dire che, a parte Galano (praticamente acquistato e poi sfuggito a causa dell’inserimento in extremis del Parma) e Ragusa (ormai stabilmente destinato alla panchina nel Verona) il mercato non offriva alternative migliori rispetto ai giocatori acquistati.

Bandinelli, Montipò e Volta

Fortunatamente, però, ci sono state anche alcune noteliete in quest’avvio di stagione, a partire da Bandinelli, fortemente voluto da Bucchi e il cui contributo è stato determinante in molte occasione, e Montipò, che sembra destinato a seguire le orme di Cragno, così come si è rivelato un acquisto molto prezioso anche quello di Volta, anche lui fortemente voluto dall’ex tecnico di Perugia e Sassuolo. Un difensore che probabilmente assieme a Lucioni avrebbe costituito la migliore coppia di centrali della categoria ma che per caratteristiche non si è certamente rivelato il sostituto ideale dell’ex capitano, la cui cessione ha fin qui pesato negativamente anche in termini di leadership.

Gli esoneri in Serie B

Insomma, sono tanti gli aspetti che hanno fin qui determinato il deludente avvio di stagione del Benevento ed appare quindi del tutto riduttivo attribuire le colpe solo a Bucchi, anche perché c’è un altro aspetto che non bisogna assolutamente sottovalutare: con l’imminente esonero di Grassadonia da parte del Foggia saranno ben nove su complessive diciannove le panchine fin qui saltate in Serie B dall’inizio della stagione. Una dato tutt’altro che trascurabile e casuale.

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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