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Categoria: Vecchio Blog

A Perugia sarà un Benevento votato all’attacco, parola di Cristian Bucchi

Pubblicato il 5 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

Nell’ultima parte della stagione sarà un Benevento sbarazzino e votato maggiormente all’attacco rispetto al recente passato. Il tecnico Cristian Bucchi è stato chiaro in durante la conferenza stampa di questa mattina: “Nella parte centrale del campionato siamo diventati pratici con il passaggio al 3-5-2. Adesso nello sprint finale occorre tornare a essere come nella prima parte del campionato: voglio vedere una squadra che si difende attaccando. Voglio che scenda in campo un gruppo forte mentalmente e che abbia voglia di dominare la partita“.

A partire dal secondo tempo di Ascoli si è passati, dunque, alla terza fase della stagione: quella in cui dovranno emergere le indubbie qualità tecniche di una rosa costruita con tante pedine intercambiabili e, quindi, in grado di offrire più soluzioni, anche in partita in corsa, per segnare un gol in più dell’avversario e provare in questo modo a riagguantare quella promozione diretta che, dopo le tre sconfitte consecutive, sembrava ormai definitivamente svanita.

Insomma, la speranza è l’ultima a morire e in ogni caso, anche nella malaugurata ipotesi che la promozione diretta dovesse sfuggire, c’è comunque la necessità di arrivare il più in alto possibile per sfruttare il fattore campo e disputare una partita in meno nei play off.

I dubbi sul modulo da adottare

Domani, nell’insidiosa trasferta di Perugia, il tecnico giallorosso dovrà rinunciare a Gaetano Letizia, che non si è del tutto ripreso dall’inforutnio subito nella trasferta in terra marchigiana, ma potrà contare invece su Bandinelli. Bucchi non ha, invece, fornito indicazioni sul modulo che adotterà al Curi, anche perchè è ancora leggermente indeciso. In linea di massima dovrebbe essere il nuovo 4-3-1-2 utilizzato dapprima ad Ascoli e poi nella parte iniziale della gara casalinga contro il Carpi.

Un modulo che, grazie anche alla buona vena dello scalpitante Ricci, ha consentito di occupare gli spazi tra il centrocampo e l’attacco a due punte rendendo la manovra del Benevento finalmente più pericolosa, e non più legata solo alle palle buttate in avanti nella speranza che le punte inventassero qualcosa. Resta in piedi, però, anche l’ipotesi del 4-4-2 adottato a partita in corso contro la formazione allenata da Castori.

Una soluzione tattica, quest’ultima, che ha consentito di sfruttare al meglio le caratteristiche di Nicolas Viola, indubbiamente l’uomo di maggior classe della formazione sannita. Da sempre maggiormente a suo agio in un centrocampo a 2, il regista calabrese ha pottuto soprattutto sfruttare la grande intesa con il ritrovato Del Pinto. Un calciatore che, nonostante qualche limite tecnico, assicura sempre grande sapienza tattica, grinta e personalità. Doti sicuramente importanti per una squadra chiamata ad attaccare. Di qui probabilmente il dubbio che accompagnerà Bucchi sino a domani, e forse anche nel corso della stessa gara, allorquando il cambio di modulo potrebbe rappresentare l’arma in pù del Benevento per battere il Perugia di Alessandro Nesta.

Maggio ‘dimentica’ i fischi e tende la mano ai tifosi che lo hanno contestato

Pubblicato il 3 Aprile 20193 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

L’applauso che ha accolto ieri sera l’ingresso in campo dell’immortale Enrico Pezzi è stato uno dei momenti emotivamente più intensi dell’intera stagione giallorossa. Per gli eroi della doppia cavalcata dalla C alla A ci sarà sempre uno spazio particolare nel cuore dei tifosi giallorossi.

Peccato, però, che nel corso della serata si sia registrata anche una piccola contestazione nei confronti di Christian Maggio, propria nella gara in cui è tornato ad indossare la fascia di capitano del Benevento e ha probabilmente disputato la sua migliore partita di una stagione sin qui travagliata anche a causa degli infortuni.

Una contestazione a cui il calciatore di Montecchio Maggiore ha reagito a modo suo, e cioè rinunciando al consueto inchino rivolto al pubblico dopo la realizzazione della rete che ha riportato in vantaggio il Benevento.

Ma l’ex calciatore del Napoli e della Nazionale non è il tipo da lasciarsi andare a inutili polemiche e così, con lo stile che lo ha sempre contraddistinto in carriera, ha preferito smorzare sul nascere ogni polemica affidando a Instagram il suo messaggio distensivo nei confronti di chi lo ha contestato: “Oltre alle parole, oltre a tutto! Forza Benevento!“.

Un’intera carriera senza polemiche

Del resto, l’estate scorsa evitò persino di polemizzare con Maurizio Sarri, che pure gli aveva negato il tributo dei suoi ex tifosi impedendogli di giocare i minuti finali dell’ultima gara di campionato.

E anche quando con Rafa Benitez faticò non poco ad adattarsi al ruolo di quarto di difesa, lui che aveva sempre giocato da esterno a tutto campo nel 3-5-2, non accampò scuse. Alle parole, infatti, preferì l’impegno costante in allenamento per migliorare il suo rendimento in un ruolo che fino ad allora aveva interpretato sporadicamente solo con la maglia azzurra della Nazionale.

Anche stavolta, dunque, ha deciso di far prevalere il senso di responsabiltà e si è comportato da vero capitano: al bando le polemiche e l’amarezza che pure ha provato nel sentire quegli ingenerosi fischi di una piccola parte del pubblico del Vigorito. Il momendo è troppo delicato per lasciarsi distrarre e c’è bisogno dell’apporto di tutti, contestatori compresi.

In fondo, come ha confidato stamani a qualche amico, Benevento in questi mesi gli è entrata nel cuore e pazienza se qualcuno non l’ha ancora compreso.

 

 

Chi si ferma è perduto, contro il Carpi la vittoria è d’obbligo

Pubblicato il 2 Aprile 20192 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

“Chi si ferma è perduto” non è solo il titolo di un celebre film di Sergio Corbucci ma anche l’imperativo categorico da tenere bene in mente questa sera prima di scendere in campo per affrontare la seconda partita in quattro giorni. Il turno infrasettimanale della Serie B, che si concluderà domani sera, oltre a Benevento-Carpi, presenta infatti anche due importantissime sfide in chiave promozione, e cioè Verona­-Brescia e Pescara-Palermo.

Come scrive oggi la Gazzetta dello Sport, le squadre che giocano in casa hanno due obiettivi comuni: riscattare le sconfitte dell’andata (il peggior Verona della stagione, uno dei più brutti Pescara della dell’intera annata) e dare una bella spallata alle certezze di chi sta più in alto. E alla finestra c’è il Lecce dei miracoli di mister Liverani, che domani sera affronterà il Cosenza in casa e teoricamente ha quindi la possibilità di agguantare il vertice della classifica. Insomma, il campionato cadetto è entrato nella fase decisiva della stagione e non sono più ammessi errori.

Una vittoria per svoltare definitivamente

Lo sanno bene anche Cristian Bucchi e i suoi ragazzi che, stasera, al Ciro Vigorito affronteranno il fanalino di coda Carpi, squadra alla disperata ricerca di punti per non spegnere definitivamente l’ultima fiammella di speranza in chiave salvezza. E sanno bene anche che in questo momento nessun risultato è scontato. Di qui l’importanza di un match che il Benevento deve assolutamente vincere per sperare di riavvicinarsi alla vetta della classifica, e soprattutto per mettere definitivamente alle spalle il periodo nero attraversato nelle ultime settimane (tre sconfitte consecutive e il rocambolesco pareggio di Ascoli).

All’andata fu proprio la trasferta di Carpi a segnare la svolta, grazie alla novità tattica introdotta dal tecnico con il 3-5-2. Dopo quella trasferta la Strega iniziò a volare, prima di incappare nelle tre sconfitte consecutive rimediate contro Livorno, Cremonese e Spezia. Un’inaspettata debacle che ha indotto il tecnico giallorosso a svoltare nuovamente ad Ascoli con il passaggio a un inedito 4-3-1-2. Assetto tattico, quest’ultimo, che Bucchi confermerà anche questa sera contro la squadra di Castori nella speranza di poter riagguantare quella vittoria che manca da circa un mese e di poter dare il via a una nuova striscia vincente proprio nel momento decisivo della stagione.

L’allenatore sarà in un certo senso anche avvantaggiato dalle numerose assenze (Caldirola e Tuia squalificati e Letizia e Bandinelli infortunati) perché paradossalmente la squadra ha dato il meglio di sé proprio nei momenti in cui il tecnico romano ha avuto gli uomini contati ed è stato costretto ad arrangiarsi. Al di là delle scelte di formazioni, c’è dunque una sola certezza che il tecnico ribadirà anche stasera ai suoi ragazzi prima di scendere in campo: chi si ferma è perduto, d’ora in avanti ogni incertezza o passo falso può definitivamente compromettere una stagione che, vincendo questa sera, potrebbe nuovamente riaprire il discorso della promozione diretta in Serie A.

La Premiata ditta Nicolas & Lollo è tornata, gli ‘immortali’ nuovamente protagonisti

Pubblicato il 31 Marzo 2019 by Billy Nuzzolillo

A tirar fuori il Benevento dal baratro in cui stava precipitando ieri ad Ascoli è stata soprattutto la personalità di due veterani: Nicolas Viola e Lollo Del Pinto. Alla vigilia il tecnico giallorosso Cristian Bucchi aveva fatto appelllo alla personalità dei giocatori e ieri, soprattutto negli ultimi venti minuti è stata proprio la Premiata ditta Nicolas & Lollo a prendere per mano la squadra e a rispondere all’appello dell’allenatore.

Rivendendo la gara ci sono quattro immagini che racchiudono l’importanza di questi due giocatori: la prima è quando, sul punteggio di 1-2, Lollo Del Pinto si è tuffato a terra per riprendere il pallone, dopo il fischio dell’arbitro, e calciare il prima possibile il calcio di punzione a favore del Benevento; la seconda è stata l’esultanza dello stesso Del Pinto subito dopo la trasformazione del penalty del pareggio da parte di Viola e la sua sfrenata corsa verso lo spicchio di stadio dove erano assiepati i circa 400 supporters della Strega; la terza istantanea è quella relativa alla grinta con cui Viola chiedeva a Bucchi la nuova disposizione tattica da adottare dopo la seconda espulsione; la quarta, infine, è la determinazione con cui, a pochi istanti dalla fine, lo stesso centrocampista di Oppido Mamertina ha soccorso Bandinelli crollato a terra per i crampi.

 

Ecco, è racchiusa tutta in queste quattro immagini la forza mentale e la personalità della Premiata ditta Nicolas & Lollo che del resto era già nota alla torcida giallorossa. Viola e Del Pinto sono, infatti, tra i pochi reduci in giallorosso della meravigliosa cavalcata di due anni fa, due ‘immortali‘ insomma. E di che tempra fosse dotata quella squadra lo si è avuto conferma anche vedendo la grinta di Amato Ciciretti, che pure non attraversava un periodo felice, o la determinazione con cui il panchinaro Padella ha affrontato Caldirola a bordo campo in un momento concitato della partita.

Insomma, d’ora innanzi sarà difficile per Bucchi tenere fuori due pedine così importanti dal punto di vista caratteriale, soprattutto nella fase più delicata della stagione. Anche perchè, come disse John Belushi nella celebre scena del film Blues Brothers: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

L’ultimatum di Cristian Bucchi: “Chi delude non giocherà più”

Pubblicato il 29 Marzo 201929 Marzo 2019 by Billy Nuzzolillo

Vincere per cancellare il pesante fardello del recente passato. E’ questo l’imperativo categorico per entrambi i tecnici in vista della sfida Ascoli-Benevento in programma domani alle ore 15 allo stadio Del Duca.

Cristian Bucchi deve cancellare le tre sconfitte consecutive rimediate contro Livorno, Cremonese e Spezia, mentre Vincenzo Vivarini deve soprattutto cancellare il terribile smacco subito una settimana fa contro il Lecce, la pagina più nera della storia del Picchio. Per entrambi un’ulteriore sconfitta potrebbe anche preludere a un doloroso esonero, soprattutto se dovesse arrivare in malo modo. Di qui la voglia matta di vincere di entrambi gli allenatori.

Bucchi, in particolare, sa che da qui al termine della stagione regolare non sono più consentiti passi falsi, perchè ciò equivarebbe a dire definitivamente addio alle residue speranze di promozione diretta. E sa bene anche che l’Ascoli non è certamente quello uscito umiliato dallo stadio di Via del Mare.

Le caratteristiche dell’Ascoli

A differenza che a Livorno e Cremona, il Benevento non si troverà di fronte una formazione dalla difesa imperforabile, tutt’altro. L’Ascoli, infatti, in questa stagione ha subito ben 41 gol, segnandone a sua volta 28. Solo il fanalino di coda Carpi ha una differenza reti peggiore. In casa i marchigiani hanno finora ottenuto 5 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte, ma l’ultima vittoria tra le mura amiche risale addirittura allo scorso 30 dicembre, quando gli uomini di Vivarini superarono in rimonta per 3-2 il Crotone.

Nonostante ciò, l’Ascoli resta pur sempre una brutta gatta da pelare. Lo si è visto anche all’andata. Si tratta, infatti, di una squadra molto fisica e spigolosa, che ama spesso ricorrere all’aggressività e al fallo, come attestano le statistiche.

Bucchi ne è consapevole ed è stato molto chiaro in conferenza stampa. Punterà soprattutto sull’orgoglio dei suoi giocatori: “Dobbiamo assolutamente riscattarci. Voglio vedere la giusta rivalsa e quella voglia di tornare a essere quella squadra che siamo stati per tanto tempo. Sappiamo che loro partiranno forte, ma noi dobbiamo rispondere al meglio approcciando con agonismo“.

Il ritorno di Del Pinto

Più che ai cambi di moduli, il tecnico del Benevento punta quindi sulla sostanza e sul carattere. Non a caso ha già anticipato che a centrocampo ci sarà il ritorno di Lorenzo Del Pinto dal primo minuto: “E’ un leader dello spogliatoio e domani voglio vedere l’anima di questa squadra. Chi mi deluderà non giocherà più perché vuol dire che non può darci una mano concreta in un momento fondamentale della stagione“. Parole che in buona sostanza equivalgono a un vero e proprio ultimatum: da domani inizia un nuovo campionato e d’ora innanzi non ci sarà più spazio per il fioretto ma solo per la spada e il coltello tra i denti.

 

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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