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Categoria: Vecchio Blog

Palermo, attento ai colpi di… Coda! L’Ispanico punta al record personale

Pubblicato il 12 Aprile 201912 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

“Un gol così probabilmente non lo segnerà mai in Serie B, ma il solo fatto di averci pensato fa di Massimo Coda uno dei bomber più cerebrali della categoria“. Inizia così l’ampio articolo a firma di Franco Santo che il Corriere dello Sport ha dedicato oggi al centravanti giallorosso in vista del big match con il Palermo in programma domenica sera al Ciro Vigorito.

L’articolo prende spunto dalla partitella con l’Under 16 disputata ieri pomeriggio all’antistadio Carmelo Imbriani. “Battere il calcio d’inizio  e guardare già la posizione del portiere – prosegue l’articolo – la dice lunga sulle attitudini realizzative dell’Ispanico: questione di una frazione di secondo, accorgersi che il portierino dell’Under 16 è troppo fuori dai pali e beffarlo con una parabola diabolica da 50 metri. Se la ride il bomber di Cava, fare gol regala sempre la stessa soddisfazione, anche se è solo nella partitella del giovedì. E, se il piede risponde appieno ai comandi che arrivano dal cervello, vuol dire che si è in un momento invidiabile dal punto di vista psicofisico“.

Insomma Massimo Coda, dopo il quindicesimo centro stagionale messo a segno sabato scorso contro il Perugia, è tornato a essere uno dei dei calciatori più pericolosi della Strega. Sgravato del peso psicologico di tirare i rigori, dopo averne fallito tre, e dalla  necessità di fare reparto da solo, grazie alla presenza del ritrovato Armenteros al suo fianco, l’Ispanico può ora provare a superare anche il record personale dei 18 gol  realizzati con il Nova Gorica nella massima divisione slovena.

Un obiettivo che, del resto, aveva candidamente confessato ai giornalisti sin dall’inizio della stagione, come ricorda anche Franco Santo: “Mi piacerebbe fare più gol delle mie precedenti stagioni. Con la squadra che ci ritroviamo credo di poterlo centrare“.

Ancora tre gol per eguagliare il record personale

Traguardo che, del resto, avrebbe già centrato se non fosse stato per quei tre maledetti rigori sbagliati nel corso della stagione. Errori che hanno riacceso lampi di contestazione da parte dei tifosi, delusi soprattutto da quel maldestro cucchiaio tirato frettolosamente contro il Verona quasi un girone fa. Un errore che ancora pesa come un macigno e che il bomber di Cava dei Tirreni vuole definitivamente cancellare a suon di gol in questo trepidante finale di campionato.

La promozione diretta è lì, ad un passo, ma per continuare a sperare occorre assolutamente vincere contro il Palermo. Massimo ne è consapevole e per questo sogna di mettere a segno il classico colpo di… Coda! Magari non bello come quello realizzato ieri nella partitella in famiglia, anche perchè Brignoli lo conosce e sa bene che non può consentirsi alcuna distrazione, ma sicuramente importante per spingere la Strega ancora più vicino alla vetta della classifica.

‘Von Karajan’ Viola è pronto a dirigere l’assalto al Palermo

Pubblicato il 10 Aprile 201916 Maggio 2019 by Billy Nuzzolillo

All’inizio della sua carriera pensava di fare il trequartista. Poi, seguendo le orme di Pirlo (a cui ha sempre detto di ispirarsi) ha via via arretrato il suo raggio d’azione assumendo il ruolo di direttore d’orchestra. Oggi Nicolas Viola, finalmente riportato nella sua posizione naturale da Bucchi, è tornato a essere il Von Karajan della Strega

Lì in mezzo detta i tempi di gioco, si sbraccia, affonda i colpi e si è persino preso il lusso di battere i rigori emulando le gesta del grande Andrea Pirlo (ne ha segnato quattro in appena tre partite). L’altra sera, ospite della trasmissione Ottogol, è stato amabilmente pungolato dall’ottimo Antonio Martone e nell’occasione ha dimostrato di essere un vero leader anche fuori dal campo. Proprio lui che solitamente preferisce tenersi lontano dai riflettori e dare il meglio di sè solo sul rettangolo di gioco. “Quello di regista – ha candidamente confessato a OttoChannel – è il ruolo che più mi si addice. Non a caso i campioni a cui mi ispiro sono tutti grandi registi, da Pirlo a Redondo e Guti“.

Domenica sera al Vigorito sarà di scena il Palermo ed è inevitabile che il pensiero vada a quella maledetta sera dello scorso 30 novembre, quando il mancino calabrese fu costretto ad abbandonare l’incontro che si stava disputando allo stadio Barbera a causa di un pestone alla caviglia. Sembrava un colpo come tanti altri ricevuti in carriera e, invece, fu l’inizio di un calvario durato tre mesi.

“Ho avuto questo problema ma fortunatamente ora è solo un ricordo del passato e sono più carico che mai – ha spiegato con serenità a Martone -. Dopo il lungo stop mi mancavano i novanta minuti ma ora sto decisamente meglio. Queste tre partite di fila mi hanno aiutato moltissimo“.

Fosse stato per lui sarebbe tornato anche prima, ma il tecnico ha preferito attendere prima di riaffidargli le chiavi del centrocampo giallorosso: “Sì, sarei voluto rientrare prima, contro lo Spezia ero pronto a gettarmi nella mischia, volevo aiutare i compagni e ho avuto una reazione nervosa, ma col mister non ci sono stati mai problemi. Tra l’altro, credo che abbia fatto piacere anche a lui che ci tenessi tanto a rientrare“.

La svolta di Ascoli

E giù un sorriso ammiccante, come forse non era mai accaduto prima durante la sua permanenza nel Sannio. Ad Ascoli, dunque, finalmente la svolta e il gol del pareggio al 91° su penalty: “Avevamo deciso che l’eventuale rigore l’avrei battutto io e non mi sono tirato indietro”.

A pochi giorni di distanza, poi, anche il rigore segnato contro il Carpi e la doppietta, sempre dagli undici metri, contro il Perugia. Gol pesantissimi che hanno proiettato nuovamente la Strega a ridosso della zona promozione diretta: “Questo non è il momento dei rimpianti, pensiamo al futuro. Siamo un gruppo fortissimo, che può ancora dare tanto in questo duro campionato di Serie B. Ci sarà da divertirsi ancora, ne sono sicuro“.

Il Palermo è quindi avvisato, anche perchè nel capoluogo siciliano Viola non visse una stagione felice quando, nell’annata 2012-2013, indossò la casacca rosanero. Quell’anno, dopo 9 stagioni di fila in Serie A e nonostante la presenza in squadra di giocatori del calibro di Miccoli, Ilicic, il giovane Dybala e Barreto, il Palermo retrocesse in Serie B e Viola disputò appena sei spezzoni di partita. Un motivo in più, quindi, per dimostrare ai tifosi siciliani che fu un errore privarsi di lui al termine della stagione.

La rinascita degli ‘immortali’ e le belle parole di Amato Ciciretti

Pubblicato il 9 Aprile 20199 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

“Dalle stalle alle stelle” scrive oggi il Corriere dello Sport a proposito di Amato Ciciretti che, secondo il quotidiano sportivo romano, finalmente si è ricordato di essere stato l’oggetto del desiderio di quasi tutta la B a gennaio e ha cominciato a fare in modo che l’Ascoli non dovesse pentirsi di aver puntato su di lui.

Perciò, un gol e un assist contro il Benevento senza esultanza, più un gol e un assist (per il rigore procurato) con il Pescara, stavolta con un’esultanza smodata.

E a proposito della mancata esultanza con i giallorossi Ciciretti ha anche chiarito il motivo ai microfoni di Dazn: “Ho passato due anni e mezzo fantastici nel Sannio, non ho esultato per rispetto della gente e dei tifosi che mi hanno voluto bene“.

Eppure, il mancato rinnovo e la firma anzitempo con il Napoli non era piaciuta ad una parte della tifoseria sannita, che l’aveva pure beccato in occasione delle ultime apparizioni in maglia giallorossa pensando ad uno scarso impegno del talentuoso prodotto del vivaio della Roma.

I problemi muscolari

E, invece, a tarpare le ali di Ciciretti nell’ultima parte della stagione al Benevento, dopo un’inizio sfolgorante (come dimenticare la splendida rete a Marassi contro la Sampdoria e la punizione spedita alle spalle di Szczęsny allo Stadium?), erano stati proprio quei problemi muscolari che ne hanno poi condizionato il rendimento sia a Parma che nelle prime apparizioni con la maglia dell’Ascoli.

Problemi che ora fortunatamente sono solo un brutto ricordo. E poi è sempre meglio pensare ai ricordi belli, quelli non si dimenticano mai. Di qui il richiamo all’esperienza in maglia giallorossa, alla fantastica galoppata dalla C alla A e all’affetto dei tifosi sanniti.

Ciciretti resta uno degli ‘immortali’ e anche per lui, come per Nicolas Viola e Lollo Del Pinto, la riscossa è iniziata proprio l’altro sabato al Del Duca in occasione di Ascoli-Benevento. Una partita che ha dunque segnato la contemporanea rinascita di tre moschettieri della Strega dei miracoli.

 

Pasquale Foggia: “Ad Ascoli è scattato qualcosa, ora dobbiamo giocarcela senza assilli”

Pubblicato il 8 Aprile 20198 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

“La terza posizione deve essere il nostro obiettivo minimo, ma dobbiamo giocarcela senza assilli“. Parola di Pasquale Foggia che ha rilasciato un’intervista esclusiva a Luigi Trusio sul quotidiano Il Mattino.

Il direttore sportivo del Benevento, memore di quanto accaduto ogniqualvolta la squadra si è trovata ad un passo dal vertice, è ben consapevole delle insidie che attendono ora la Strega e preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra: “Più che guardare classifica e calendario, dobbiamo essere bravi a restare sul pezzo, concentrandoci sulla singola partita senza fare calcoli di sorta.  Perché già a Livorno l’abbiamo pagata a caro prezzo e dobbiamo evitare di ricaderci. Come sempre, dipende tutto da noi“.

Sette punti in tre gara sono serviti però a riaccendere l’entusiamo dei tifosi e tutto è partito dal secondo tempo di Ascoli, quando il Benevento era in svantaggio e rischiava di perdere la quarta partita consecutiva: “E’ come se fosse scattato qualcosa. Quella partita riacciuffata per i capelli potrebbe essere stata la molla che tutti aspettavamo. Bucchi ha saputo cogliere il momento giusto per
tornare alla difesa a quattro ed alleggerire la pressione del dover vincere a tutti i costi e direi che questa scelta sta dando i suoi frutti“.

L’asse con Bucchi più solido che mai

Una conferma, insomma, che l’asse Foggia-Bucchi è più solido che mai, nonostante il periodo buio conseguente le tre sconfitte consecutive rimediate contro Livorno, Cremonese e Spezia.

“Il fatto di aver recuperato calciatori importanti  – ha proseguito il diesse giallorosso – consente all’allenatore di avere un ventaglio di scelte molto ampio. In organico abbiamo tanti giocatori di qualità, è una squadra costruita per attaccare e condivido il tempismo di Bucchi nel toglierle ogni freno adesso che siamo sul rettilineo d’arrivo. Il 3-5-2 è servito a farci ritrovare equilibrio e compattezza e ci ha aiutato ad uscire da un momento difficile. Non dimentichiamoci che ci ha fatto infilare dieci risultati utili di fila e portato ad incassare appena 3 gol in 10 gare. Sappiamo che è un modulo su cui potremo sempre contare, ma adesso è opportuno che questa squadra si allinei al progetto tattico in base al quale è stata allestita in estate“.

Mente già rivolta al Palermo

La vittoria di Perugia, però, fa già parte del passato e Pasquale Foggia preferisce pensare alla gara di domenica sera contro il Palermo: “Ci ritroveremo di fronte un avversario solido, con la seconda miglior difesa del torneo e giocatori molto pericolosi sul piano offensivo. Credo sarà una partita aperta e vibrante come quella di Perugia, vincerla ci farebbe acquisire ancora più fiducia in vista del rush finale. Siamo all’altezza di poter battere chiunque se andiamo in campo con il giusto atteggiamento“.

E cioè l’atteggiamento sbarazzino che il tecnico giallorosso ha invocato alla vigilia della trasferta umbra e che i calciatori sembrano aver recepito a pieno. Nel frattempo, occhi puntati al big match in programma questa sera allo stadio Renzo Barbera tra Palermo e Verona che, in ogni caso, farà scivolare il Benevento al quarto posto ad un solo posto dal terzo posto e soprattutto ad appena 4 punti dal Lecce, secondo in classifica ma con una partita in più rispetto ai sanniti, dovendo ancora osservare il turno di riposo.

Il ritorno di Nicolas Viola rilancia le ambizioni del Benevento

Pubblicato il 7 Aprile 20197 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

Quattro rigori che hanno tirato fuori il Benevento dallo spettro della quinta sconfitta consecutiva ad Ascoli e lo hanno trasciato momentaneamente al 3° posto in coabitazione con il Palermo. E’ lui, Nicolas Viola, l’eroe del momento. Nelle ultime giornate ha preso per mano la squadra, grazie anche all’aiuto del redivivo Lollo Del Pinto, e ha cancellato il triste ricordo degli errori commessi dagli undici metri da Massimo Coda.

Ieri a Perugia, dopo aver portato in vantaggio la Strega con un millimetrico penalty depositatosi nell’angolino alla sinistra di Gabriel, ha deciso con estrema sicurezza che il nuovo rigore concesso dall’arbitro al 73° minuto doveva tirarlo nuovamente lì, proprio alla sinistra dell’ex portiere di Milan e Napoli.

E per la seconda volta ha piazzato la sfera nell’angolo, chiudendo definitivamente l’incontro e regalando il 7° punto in 3 partite alla Strega. E domenica al Ciro Vigorito arriva il Palermo, proprio la squadra contro cui era iniziato il suo calvario un girone fa. Era il 30 novembre e Viola lasciò il campo dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa, sostituito da Christian Buonaiuto, a causa di un infortunio alla caviglia.

L’infortunio e l’arrivo di Crisetig

Un lungo periodo di riabilitazione, le prime panchine, poi l’arrivo di Lorenzo Crisetig nel mercato di riparazione e le difficoltà derivanti dal cambio di ruolo (mezzala o trequartista). Poi ad Ascoli Bucchi ha finalmente deciso di riaffidargli le chiavi del centrocampo e lo ha anche designato nuovo rigorista della squadra.

E lui, il mancino di Oppido Mamertina, ha ripagato alla grande la fiducia del tecnico: giocate da fromboliere, geometrie millimetriche, tanta grinta e soprattutto quattro realizzazioni dagli undici metri che hanno trascinato nuovamente il Benevento a ridosso delle prime in classifiche. Nicolas Viola è finalmente tornato e i tifosi della Strega ora possono nuovamente sognare la promozione in Serie A.

 

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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