Sei anni fa moriva Carmelo Imbriani, domani la curva lo ricorderà

15 febbraio 2013. Una data che rimarrà impressa per sempre nella mente dei tifosi del Benevento, e non solo. Quel giorno, infatti, presso la struttura complessa di Ematologia di Perugia, esalò l’ultimo sospiro Carmelo Imbriani che da tempo lottava contro una grave forma di leucemia. La sua storia commosse l’Italia intera e abbattè steccati e rivalità storiche tra tifoserie che mai avrebbero immaginato che un giorno si sarebbero ritrovate una accanto all’altra per sostenere la battaglia contro il male di un calciatore che aveva incarnato come pochi altri il valore della lealtà sportiva.

La malattia

Imbriani, qualche mese prima, aveva raccontato della malattia, scoperta per caso in un giorno d’estate durante il ritiro precampionato con il Benevento. La squadra della sua città, di cui era stato giocatore e in quel momento allenatore.  “Venti agosto e non sembrava estate, a mille metri d’altitudine c’erano pioggia e freddo. Tornato in albergo, misurai la febbre: 40. Pochi giorni prima avevo avvertito dolori forti, mi ero riempito di medicinali e avevo trascorso notti insonni – raccontò Imbriani a Il Mattino -. All’inizio si pensava avessi una broncopolmonite, invece ho un tumore. Linfomi in più punti del corpo, uno maligno all’adduttore”.

La gara di solidarietà

Da quel momento iniziò una gara di solidarietà. Il 10 febbraio, giorno del suo compleanno, diverse squadre, dalla Serie A alla Lega Pro, mostrarono la maglietta “Imbriani non mollare”. Pochi giorni dopo, però, il linfoma di Hodgkin ebbe definitivamente il sopravvento strappandolo definitivamente al suo mondo. Un mondo fatto di palloni, bandiere e insegnamenti da dare ai più giovani. Da quel tragico 15 febbraio 2013 l’immagine simbolo dell’ex calciatore del Napoli e del Benevento, la sua esultanza stilizzata ha fatto il giorno del mondo grazie all’impegno del fratello Giampaolo che ha dato vita all’iniziativa “Imbriani non mollare” con lo scopo di diffondere i valori di lealtà sportiva e di antirazzismo che hanno contraddistinto la figura di Carmelo.

L’iniziativa della Curva Sud

La sua immagine stilizzata è entrata persino nello spogliatoio del Santiago Bernabeu, alla vigilia di un Real-Psg, per iniziativa di Fabio Pecchia. E domani, grazie alla Curva Sud, la sua immagine  tornerà a campeggiare nello stadio Ciro Vigorito, prima dell’incontro con il Cittadella. I tifosi hanno, infatti, deciso di aiutare l’associazione «Imbriani Non Mollare» venderdo i gadget realizzati per sostenere l’iniziativa “Un Campo per Carmelo, ovvero la realizzazione di un centro sportivo in Tanzania intitolato all’indimenticato calciatore originario di Ceppaloni. “Per ricordare la memoria del nostro compianto capitano – hanno spiegato i rappresentanti del tifo organizzato – realizzeremo, come ogni anno, una coreografia a lui dedicata e daremo il nostro contributo al progetto“. Carmelo vive perchè, come scrisse Ugo Foscolo, un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.

 

 

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Informazioni su Billy Nuzzolillo 303 Articoli
Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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