Conviene rinunciare alle ‘favole’ accantonando le ‘piccole’ nella spartizione dei diritti televisivi?

Foto: Benevento Calcio

L’impresa realizzata dai ragazzi di Pippo Inzaghi all’Allianz Stadium rappresenta il punto più alto della storia calcistica del Benevento Calcio, ma anche un importante spartiacque nella storia calcistica nazionale perchè, di fatto, ha posto fine alle residue speranze della Juventus di rientrare nella lotta scudetto. In pratica è finita, dopo 9 scudetti di fila, l’egemonia bianconera sul campionato italiano. Ed è finita simbolicamente per mano del Benevento, la matricola terribile che ha saputo far riassaporare agli italiani il gusto e il piacere dell’impresa calcistica.

La vittoria del Beneventus, termine coniato dal Corriere dello Sport per celebrare l’impresa, è stata la vittoria di Davide contro Golia, dei perdenti contro i vincenti, degli ultimi contro i primi. Una vittoria che ha inevitabilmente campeggiato nei titoli dei principali media sportivi, perchè il calcio ha maledettamente bisogno della sua innata dose di imprevedibilità. Si nutre anche attraverso la favola del Leicester in Premier e, prim’ancora, del Verona o Cagliari in Italia, oltre che delle imprese delle squadre più blasonate.

La “presa dello Stadium” dovrebbe quindi far riflettere i presidenti che si battono per il calcio dei ricchi a discapito del calcio dei poveri. Il modello economicamente vincente è da molti anni quello della Premier, dove i proventi vengono distributi abbastanza equamente per ridurre la forbice tra squadre di vertice e quelle di bassa classifica, e conseguentemente favorire lo spettacolo. In Italia si è invece perseguita la strada opposta e le vicende di questi giorni sull’assegnazione dei diritti televisivi non inducono all’ottimismo per il futuro.

Eppure, la straordinaria stagione dello Spezia e del Benevento ha immesso nuova linfa e freschezza nel panorama calcistico italiano. Soprattutto ha profondamente cambiato uno storytelling divenuto negli anni ossessivamente ripetitivo. Perchè ignorarlo? Conviene davvero – per dirla con le parole del presidente del Benevento Oreste Vigorito – accantonare le piccole squadre come se fossero delle intruse, rinunciare alle favole calcistiche?

 

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