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Categoria: Vecchio Blog

Ancora assieme, un anno dopo. Grazie!

Pubblicato il 16 Luglio 201923 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

Come molti di voi ricorderanno, questo blog nacque circa un anno fa. Dopo aver seguito il Benevento agli inizi degli anni Novanta per conto del quotidiano Il Roma, avevo abbandonato il calcio per dedicarmi ad altri settori del giornalismo. Poi, dopo la conquista della Serie B, l’amico Massimiliano Gallo mi chiese di scrivere del Benevento sul quotidiano online Il Napolista.

Grazie a quest’esperienza e alle successive partecipazioni a varie trasmissioni televisive, la scorsa estate scattò la molla che mi spinse a tornare a occuparmi stabilmente di calcio sul Corriere del Mezzogiorno e, contemporaneamente, a dar vita a un blog dedicato interamente al Benevento Calcio. Una sorta di atto d’amore nei confronti della squadra giallorossa, protagonista negli ultimi anni di una meravigliosa ascesa. Un’epopea che, dunque, meritava di essere raccontata attraverso una sorta di diario quotidiano.

A distanza di un anno, grazie al sempre maggiore numero di visitatori, si è dunque reso necessario il trasferimento del blog su un hosting più adeguato alle mutate esigenze tecniche. Di qui la pausa negli aggiornamenti di questi giorni.

Oggi finalmente si riparte e colgo, quindi, l’occasione per ringraziarvi per l’attenzione riservata al blog in questi mesi, per i tanti attestati di stima e soprattutto per la simpatia che mi avete sempre manifestato. Grazie ancora e forza Benevento!

N.B. = E stasera riparte anche la stagione televisiva: vi aspetto alle ore 17:30 su Ottochannel 696 TV per la diretta dell’amichevole Benevento-Las Vegas International.

Il patron Vigorito ‘stregato’ dall’entusiasmo di Pippo Inzaghi

Pubblicato il 11 Luglio 201923 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

“Non si sente un campione del mondo declassato ad allenatore di Serie B, ma un allenatore in rampa di lancio che considera il Benevento una società e un ambiente idonei per fare un salto di qualità. Ci ha contagiato il suo entusiasmo. Ho capito che avevamo l’uomo giusto“. A dichiararlo in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino è oggi il presidente del Benevento Oreste Vigorito.

“Inzaghi – ha proseguito il patron giallorosso – era stato da noi contattato lo scorso anno, alla fine del suo campionato col Venezia. Siccome era stato chiamato anche dal Bologna in A, ci fece capire che non poteva perdere quel treno.Ma ci siamo lasciati bene, soprattutto per la sua voglia di venire al Sud. Mi disse, infatti, che sarebbe venuto con gioia, perché gli era rimasta sempre nell’anima la favola del mancato passaggio dal Parma al Napoli. Il cambio di direzione non fu voluto da lui e per un’intera carriera si è portato dietro l’antipatia dei napoletani“.

Vigorito ha poi rivelato com’è nata quest’estate l’idea di riprovarci: “Eravamo partiti con l’idea di rinnovare il contratto a Bucchi, ma alla fine siamo stati costretti a dirci addio. Così è tornata l’idea di Inzaghi, che è molto amico di Foggia dai tempi del Milan e hanno un rapporto speciale, come ho potuto apprezzare nella cena durata quattro ore, cena nella quale Pippo non ha mangiato nulla. Mi ha stregato con la sua professionalità“.

E non poteva mancare, infine, un cenno alle qualità umane all’artefice dell’operazione, e cioè Pasquale Foggia: “Parliamo di un ragazzo di una pulizia morale e di una sensibilità sociale unica. Poi è un grande competente di calcio. Vive nel sociale e ha una scuola calcio da anni non per speculare, ma per dare una mano“.

Oliver Kragl, il tedesco con la dinamite nei piedi

Pubblicato il 5 Luglio 201915 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

Lo scorso anno, quando un arbitro di Serie B fischiava una punizione in favore del Foggia qualche decina di metri oltre la linea di centrocampo, si potevano osservare le facce preoccupate dei calciatori e soprattutto dei tifosi avversari perchè dal piede sinistro di Oliver Kragl di lì a poco sarebbe partito un missile a velocità supersonica destinato probabilmente a infilarsi alle spalle del proprio portiere.

Ne sanno qualcosa proprio i tifosi della Strega, perchè ‘Dinamite‘ Kragl colpì il Benevento sia all’andata al Ciro Vigorito che al ritorno allo stadio Zaccaria. Due gol che in pratica costarono 5 punti ai giallorossi.

Il prossimo anno saranno, dunque, gli avversari del Benevento a doversi preoccupare dei siluri del calciatore cresciuto nel settore giovanile del Wolfsburg, la stessa squadra da dove nel mercato di gennaio è arrivato Luca Caldirola. Ieri, infatti, Kragl ha superato le visite mediche a Villa Stuart e in serata già scorazzava per il capoluogo sannita.

Nato come esterno sinistro di centrocampo, Kragl nel corso degli anni ha imparato a interpretare anche il ruolo di ala sinistra o quello di laterale difensivo sinistro. Molto abile nel crossare o fornire assist ai compagni, il tedesco, come già detto, si è guadagnato soprattutto la fame di grande specialista nei calci piazzati e nei tiri dalla distanza.

Nelle 186 partite complessivamente disputate tra Bundesliga austriaca, Serie A e Serie B ha messo a segno ben 29 reti e confezionato 36 assist. Un bottino niente male per un calciatore che non gioca in attacco. Scovato in Austria dal Frosinone e transitato brevemente per Crotone, si è definitivamente consacrato a Foggia, città nella quale ha voluto anche celebrare il suo matrimonio con la showgirl Alessia Macari ed è diventato l’idolo incontrastati dei tifosi.

“Qui a Foggia la gente mi ama – spiegò tempo addietro  a Transfermarkt.it -. È una cosa incredibile. È una bella sensazione sentire il calore di questo pubblico. Il calcio è questione di testa. Se non ci sei con la mente in campo fai schifo. Quando senti la fiducia hai più benzina, ti senti meglio e puoi dare il 30, 40 per cento in più“.

Quella fiducia e quel calore che ora spera di trovare anche a Benevento, città nella quale ha deciso di trasferirsi per riagguantare quella Serie A. Quella massima serie in cui finora ha potuto giocare solo una manciata di partite mettendo comunque a segno una magistrale punizione a San Siro contro il Milan di Gigi Donnarumma.

I moduli tattici di Pippo Inzaghi: dal 4-3-3 del Milan al 3-5-2 del Bologna

Pubblicato il 1 Luglio 20192 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

In attesa della conferenza stampa di presentazione di sabato prossimo, prosegue il viaggio alla scoperta del nuovo tecnico del Benevento Filippo Inzaghi.

Analizzata la sua maniacalità nella cura dei dettagli, l’attenzione è ora rivolta all’aspetto tattico. Super Pippo ha finora adottato principalmente due schemi di gioco: il 4-3-3 al Milan e al primo anno alla guida del Venezia in Lega Pro e  il 3-5-2 al secondo anno al Venezia in Serie B e lo scorso anno in Serie A al Bologna.

Nel secondo anno a Venezia – si legge nel sito Assoanalisti.it –  in fase di possesso il modulo utilizzato era una sorta di 3-1-4-2, con gli esterni e le due mezzeali che si portavano più alti rispetto al mediano. La costruzione del gioco avveniva quasi sempre dal basso attraverso il palleggio dei 3 difensori e con il regista Stulac che si abbassava formando un’ulteriore linea di passaggio. L’attacco alla linea difensiva avversaria avveniva attraverso uno sviluppo per fasce laterali con gli esterni che si portavano larghi e molto avanti e il grande supporto delle mezzeali che si proponevano attraverso inserimenti e sovrapposizioni. In fase di possesso, quindi, il Venezia non mostrava un grande gioco tra le linee, ma lo sviluppava di solito per vie laterali arrivandoci tramite la costruzione dal basso o andando alla ricerca dell’attacco diretto sfruttando la fisicità dei suoi attaccanti. In fase di non possesso, invece, il Venezia utilizzava un 5-3-2, tipico modulo di ripiegamento per chi utilizza il 3-5-2 di base. I due esterni si abbassavano sulla linea dei 3 difensori formando così una linea difensiva a 5. A centrocampo la posizione del mediano rimaneva invariata, mentre le 2 mezzeali variavano la loro posizione in base alla modalità di costruzione della squadra avversaria.

Al Bologna – sempre secondo quanto riporta il sito Assoanalisti.it – in fase di possesso i principi di gioco della squadra felsinea erano molto chiari, perchè si cercava di verticalizzare il prima possibile per gli attaccanti che erano sempre pronti ad attaccare la profondità. Questo avveniva principalmente con i centrali o il portiere che cercavano con lanci lunghi la punta forte nel gioco aereo, sfruttando gli inserimenti delle mezzali e degli esterni che andavano alla ricerca della seconda palla. In alternativa, la squadra cercava di sviluppare il gioco per catene laterali coinvolgendo molto gli esterni e le mezzali di parte incaricate di servire in profondità gli attaccanti. In fase di non possesso, invece, il Bologna difendeva con un baricentro abbastanza basso e il 3-5-2 si trasformava in un 5-3-1-1. Difendendo con i difensori centrali uomo su uomo, i giocatori prendevano in consegna un avversario e lo seguivano fino a fine azione formando delle coppie. Uno dei due attaccanti era incaricato di marcare a uomo il giocatore individuato come regista della squadra avversaria. La squadra tentava sempre di creare due linee strette e compatte con difesa e centrocampo. Bisogna, infine, anche sottolineare che durante il ritiro Inzaghi, oltre che sul 3-5-2, aveva lavorato molto anche sul 4-3-3. Schema, quest’ultimo, poi abbandonato probabilmente a causa della scarsa qualità tecnica della rosa felsinea.

Non è da escludere, quindi, che nelle tre settimane di ritiro a Pinzolo e Moena Pippo Inzaghi possa provare entrambi gli schemi di gioco per comprendere quale dei due si adatti meglio alle carartteristiche dei giocatori che gli verranno messi a dispozione dal presidente Vigorito e dal diesse Foggia.

Alla scoperta di Pippo Inzaghi, il tecnico che cura con maniacalità ogni dettaglio

Pubblicato il 29 Giugno 201929 Giugno 2019 by Billy Nuzzolillo

Da calciatore Pippo Inzaghi aveva l’ossessione del gol, da allenatore ha quella per la vittoria. Allora come oggi è, però, rimasto fedele a un concetto: i risultati si ottengono solo attraverso una feroce applicazione nel lavoro e soprattutto attraverso una cura maniacale dei dettagli. Tutte le ore della giornata devono essere calibrate e predisposte in funzione della vittoria.

E’ anche convinto che in una società ogni componente deve funzionare al meglio per creare i presupposti della vittoria. Non a caso ha già inviato i componenti dello staff in avanscoperta per fare un sopralluogo allo stadio Ciro Vigorito e visionare le strutture d’allenamento. E ha anche chiesto di prolungare di un’ulteriore settimana il ritiro in Trentino.

Inzaghi conosce statistiche, nomi e numeri. Il presidente del Venezia Tacopina rimase molto colpito al primo incontro perchè il tecnico già conosceva tutti i nomi della Lega Pro. Passa inoltre molto tempo in campo, anche prima della partita. E’ convinto, infatti, che il riscaldamento sia un’ottima occasione per mantenere alta la concentrazione dei giocatori. “Lo faccio – spiegò tempo addietro a Francesco Paolo Giordano su Rivista Undici – perché non riesco a stare negli spogliatoi, preferisco guardare i miei giocatori, parlargli. Mi piace vivere il riscaldamento come quando giocavo. Poi in panchina cerco di dare la giusta carica, ma devo cercare di rimanere lucido“.

E’, inoltre, convinto che il lavoro vada fatto sempre nel migliore dei modi, con tenacia e senza lasciare nulla d’intentato. Sempre nell’intervista concessa a Rivista Undici spiegò: “Ero così anche da calciatore. Arrivavo alla partita senza rimpianti, sapendo di averla preparata al meglio. Alla lunga i risultati ti premiano. Questa è la mia filosofia. Da allenatore, da giocatore, sarò sempre così“.

Non trascura, infine, nemmeno l’immagine pubblica e il rapporto con i tifosi.  Non a caso, pochi minuti dopo l’annuncio dell’ingaggio da parte del Benevento, sul suo profilo Instagram e Facebook è apparsa la sua immagina accostata ai colori giallorossi e il messaggio: “Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura! 💛❤ #ForzaBenevento“.

Super Pippo – ricordava sempre Rivista Unidici a proposito della sua esperienza al Venezia – è ancora, a distanza di anni dal ritiro, “un ambasciatore del calcio, uno dei suoi figli più noti e celebrati. Accostare l’immagine vincente di Inzaghi a un club che fa dell’ambizione e della voglia di tornare a grandi livelli il suo tratto distintivo è un’operazione perfetta. L’attrattiva esercitata da Inzaghi è stupefacente: tutta Venezia ribolliva al suo arrivo e, come un santo in processione, la sua mistica ha contagiato ogni città, ogni stadio visitato“.

Un pò quello che il presidente Oreste Vigorito spera che accada quest’anno anche a Benevento. Lui e Inzaghi, del resto, sono accomunati dallo stesso desiderio: tornare al più presto in Serie A.

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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