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L’economia del Sannio cambia pelle

Pubblicato il 3 Marzo 200420 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Benevento – L’economia sannita progredisce di anno in anno e, a differenza delle altre province della Campania, non è afflitta dalla congestione urbana e dal disordine ambientale. Attraversa, inoltre, una fase di trasformazione strutturale: si ridimensiona il ruolo delle attività agricole, dell’industria delle costruzioni, dei servizi commerciali, aumenta il peso dell’industria manifatturiera e dei servizi innovativi per le persone e per le imprese.E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dal rapporto sullo sviluppo economico realizzato dall’ITER di Napoli, con il coordinamento del professor Mariano D’Antonio, su incarico della Camera di Commercio di Benevento.

“Nell’ultimo decennio – spiega il professor D’Antonio – l’economia beneventana dimostra di aver ben assorbito i traumi della fine dell’intervento straordinario. Il territorio si avvale anche di un nuovo punto di forza, l’Università del Sannio. Sorto appena cinque anni fa, l’ateneo sannita è già una vivida dimostrazione di quanto sia fruttuoso coniugare radicamento territoriale ed apertura al sapere, alla scienza nella sua dimensione internazionale. Volendo, insomma, impiegare un termine in voga, si può affermare che l’Università del Sannio è un esperimento riuscito d’istituzione “glocal”. Espressione, quest’ultima, che sintetizza la confluenza della dimensione globale nella dimensione locale”.

Dallo studio condotto dall’ITER (che, sempre con il coordinamento del professor D’Antonio, aveva curato un identico rapporto dieci anni fa) emerge, in primo luogo, l’aumento del peso dell’industria manifatturiera: nell’ultimo decennio (1991-2001) aumentano, infatti, sia le unità locali che gli addetti del settore (rispettivamente del 14% e del 21,5%), mostrando un risultato più soddisfacente rispetto a quello registratosi in Campania, nel Sud e, più in generale, nel resto del Paese. Analogamente il tasso di industrializzazione, che misura il rapporto tra addetti all’industria e popolazione, diventa nel 2001 più elevato rispetto alla media campana e si posiziona in linea con la media meridionale.

La ricerca dimostra, inoltre, che cresce la specializzazione territoriale e settoriale dell’industria e dell’artigianato locale. Si affermano, in particolare, due poli che esprimono precise vocazioni: i distretti industriali di San Marco dei Cavoti e di Sant’Agata de’ Goti, risultano specializzati non solo nel tessile e abbigliamento, ma anche in altri comparti più innovativi, come la fabbricazione di macchine e mezzi di trasporto. Poli che dimostrano, inoltre, di saper coniugare tradizione e innovazione, mobilitando le risorse endogene e riuscendo a stabilire connessioni al proprio interno e con altri sistemi produttivi esterni.

Altro dato interessante è quello relativo all’espansione della presenza dei servizi innovativi per le persone e per le imprese. Più in particolare, i dati censuari più recenti dimostrano che il settore terziario si configura oggi più equilibrato rispetto al passato, risultando sostanzialmente stazionario nella sua componente tradizionale (quella del commercio) ed in forte crescita (soprattutto in termini di addetti) negli altri comparti più innovativi, che fanno da sostegno al sistema industriale.

A fronte di questi andamenti positivi ed incoraggianti si registrano, però, anche fenomeni più problematici, legati ai mutamenti demografici, oltre che del mercato del lavoro.

I dati più recenti indicano, infatti, non solo un calo della natalità, ma anche un conseguente incremento degli indici di dipendenza, vale a dire un incremento più sostenuto della popolazione anziana ed inattiva rispetto a quella adulta e attiva. Un fenomeno che rende più pesante il carico sociale di anziani e minori per la generazione produttiva ed economicamente attiva.

Lo studio coordinato dal professor Mariano D’Antonio dimostra, infine, che il mercato del lavoro della provincia di Benevento è contrassegnato da alcuni perduranti elementi positivi, come l’alta partecipazione, la bassa disoccupazione relativa, una domanda di lavoro vivace, a cui si contrappongono, però, la lieve flessione degli occupati complessivi e la crescente disoccupazione giovanile.

BILLY NUZZOLILLO (da Il Sole 24 Ore Sud del 3/03/04)

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Categoria: Sole 24 Ore

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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