12 punti in 5 giornate (4 vittorie e una sconfitta di misura a Cosenza) con una media di 2,40 punti a partita. E’ questo, in sintesi, il ruolino di marcia del nuovo tecnico Antonio Floro Flores, subentrato a Gaetano Auteri (che invece aveva una media di 2 punti a partita).
Una decisa accelerazione a cui indubbiamente hanno contribuito anche il netto miglioramento dello stato di forma di Marco Tumminello (che ha consentito di rimediare efficacemente all’assenza del bomber Salvemini) e il recupero di un calciatore fondamentale come Pier Luigi Simonetti.
Ma a fare la differenza rispetto alla precedente gestione è stata soprattutto la ritrovata armonia all’interno dello spogliatoio (testimoniata anche da alcune dichiarazioni dei giocatori, oltre che da alcuni atteggiamenti in campo) e anche la scelta di puntare decisamente sul rafforzamento dell’attacco passando dal 3-4-2-1 a un maggiormente spregiudicato 4-2-3-1.
In pratica, il tecnico napoletano, pur riconoscendo con estrema onestà intellettuale l’ottimo lavoro fatto in precedenza da Auteri (anche nella scelta dei calciatori da acquistare), ha coraggiosamente deciso di sfruttare al meglio l’enorme potenziale offensivo a sua disposizione e di valorizzare al massimo le caratteristiche dei suoi giocatori (basti vedere, ad esempio, la scelta di dirottare Manconi nella posizione centrale a lui più congeniale o quella di confermare un centrocampo a due pur prediligendo una mediana a tre come principio di gioco).
E i numeri testimoniano che probabilmente Floro Flores ha imboccato la strada giusta perché il Benevento ha l’attacco più prolifico dell’intera Lega Pro con 37 reti all’attivo (media di 2,05 a partita) davanti ad Arezzo (34), Cosenza e Vicenza (32), Ravenna (31) e Catania (30).
Del resto nessuna delle 60 squadre di terza divisione ha a disposizione una batteria di attaccanti paragonabili per prolificità, duttilità e qualità tecnica a quella del Benevento (Salvemini, Tumminello, Manconi, Lamesta, Mignani, Della Morte e Simonetti).
Certo, resta ancora da risolvere il problema del cosiddetto “mal di trasferta” e migliorare quindi il rendimento esterno della compagine giallorossa ma non va nemmeno dimenticato che spesso a fare la differenza e decidere le vittorie dei campionati è il ruolino di marcia interno (basta dare uno sguardo alle squadre vincenti allenate da Antonio Conte).
Sicuramente la squadra andrà ulteriormente puntellata nel mercato di gennaio per coprire i buchi determinati dal cambio di modulo e dall’infortunio di Ricci e bisognerà cedere quei pochi giocatori risultati poco funzionali al progetto per inesperienza o difficoltà di inserimento nell’attuale contesto tattico. E soprattutto bisogna sperare in un rapido recupero di Salvemini (che, ricordiamolo, al momento dell’infortunio era al comando della classifica dei cannonieri).
Ma resta il dato che il Benevento può contare su un attacco atomico e senza pari in Lega Pro (probabilmente solo l’Arezzo di Cristian Bucchi si avvicina alla squadra giallorossa). E di questo Floro Flores ha preso piena coscienza.

