“Ho l’impressione che il Catania primo in classifica dia fastidio a qualcuno e che ogni situazione dubbia venga risolta contro di noi”. A pronunciare queste parole una settimana fa, dopo Potenza-Catania, fu il tecnico della squadra etnea Mimmo Toscano. Dichiarazioni che hanno alimentato sui social un profluvio di commenti e contrapposisioni su presunti favoritismi.
Ieri, al termine della gara vittoriosa gara interna con l’Atalanta Under 23, Toscano ha fatto un deciso dietro-front (anche perchè le situazioni dubbie stavolte sono state risolte in maniera favorevole per la sua squadra): “Sulle decisioni arbitrali di oggi preferisco non parlare. Ho sbagliato a farlo dopo Potenza, non voglio passare per un allenatore che cerca alibi”.
La speranza è che, d’ora innanzi, allenatori e dirigenti rifuggano dalla tentazione di alimentare teorie complottistiche che, finchè sostenute da tifosi (e giornalisti faziosi in cerca di consenso sui social), rientrano nella normalità delle attuali dinamiche comunicative. Se a farlo sono invece i diretti protagonisti si finisce solo per avvelenare il clima e mettere ulteriore pressione addosso ad arbitri imberbi o scarsi che, proprio a causa dei propri limiti, non hanno fatto carriera.
Del resto il recente (e nebuloso) deferimento di Antonio Zappi, n.1 dell’Associazione Italiana Arbitri, con tutta probabilità porterà a una condanna che, una volta divenuta definitiva, determinerà la decadenza dello stesso Zappi e aprirà definitivamente la strada al varo dell’organismo professionistico arbitrale voluto dalla Figc in accordo con la Lega Serie A.
Vi pare che in un momento così delicato della guerra in atto tra Federcalcio e Aia (e anche all’interno dello stesso organismo delle giacchette nere) ci possa essere spazio per complotti e pressioni sugli arbitri per favorire una squadra ai danni di un’altra? A me francamente sembra davvero poco verosimile.
P.S. = Ultima annotazione. Ad aggravare la situazione c’è stata anche la cervellotica e stramba introduzione in via sperimentale del Football Video Support senza prevedere un adeguato numero di telecamere e immagini a disposizione degli arbitri. Insomma, l’ennesima scelta fallimentare della gestione Gravina (Rovina).

