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Categoria: Vecchio Blog

A Benevento va in scena la consueta disputa sull’utilità o meno del turnover

Pubblicato il 10 Ottobre 201810 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

Tra gli argomenti affrontati nel corso dell’ultima puntata di Ottogol, la trasmissione condotta da Antonio Martone sulle frequenze di Ottochannel, molto spazio è stato dedicato soprattutto alla questione del turnover “spinto” praticato dal tecnico del Benevento, Cristian Bucchi.

Un argomento, quello della rotazione massiccia dei giocatori in rosa, che da sempre divide i commentatori e più in generale gli appassionati di calcio. Un po’ come la questione del bel gioco di cui si è discusso molto lo scorso anno, anche in conseguenza della contrapposizione “filosofica” tra Allegri e Sarri.

Le due correnti di pensiero

Da una parte ci sono quelli che sono convinti che convenga far scendere in campo tanti giocatori in modo da far rifiatare i più importanti, dall’altra quelli che credono che ogni partita vada affrontata con i migliori e che giocare insieme contribuisca a consolidare i meccanismi della squadra.

Si inserisce in questo solco, quindi, la critica rivolta a Bucchi dagli assertori di quest’ultima teoria, secondo cui l’eccessivo turnover praticato dal tecnico giallorosso, a partire dalla trasferta di Cittadella, sia la principale causa della perdita d’identità della squadra e delle due sconfitte di fila rimediate contro Foggia (in casa) e Pescara.

La larghezza della rosa

Nelle stesse ore, però, i media nazionali celebrano anche le imprese di Carlo Ancelotti, che di giocatori, al pari di Allegri, ne ha cambiato molti di più di Bucchi in conseguenza dell’alto livello qualitativo della rosa a disposizione.

La stessa motivazione che probabilmente è alla base delle scelte operate dall’ex tecnico del Perugia che, come la stragrande maggioranza degli osservatori del campionato di Serie B, ritiene che rosa messagli a disposizione dal presidente Vigorito e dal direttore sportivo Foggia sia tra le migliori della categoria e, di conseguenza, vada utilizzata nella sua interezza.

La disputa ideologica

Si tratta sostanzialmente di una disputa “ideologica”, come quella avvenuta lo scorso anno tra quanti propendevano per il pragmatismo di Allegri e quelli che, invece, preferivano la bellezza estetica di Sarri.

Tornando a Bucchi, è comprensibile che in questo momento si valuti quanto abbia potuto pesare il turnover “spinto” sul pessimo rendimento della squadra nelle ultime partite ma, nello stesso tempo, occorre anche tener presente che è troppo presto per esprimere giudizi definitivi.

Il futuro

La stagione è ancora nella fase iniziale e, dopo la sosta, il Benevento avrà a disposizione due match casalinghi per cancellare il doppio passo falso contro Foggia e Pescara e per dimostrare di aver capito che nel campionato di Serie B, a differenza della massima serie, ogni partita è una sorta di guerra all’ultimo sangue, a prescindere dal turnover o meno.

Napoli-Sassuolo via Telese Terme: l’incontro tra Enrico Brignola e Massimo Buono

Pubblicato il 8 Ottobre 201824 Luglio 2019 by Billy Nuzzolillo

Napoli-Sassuolo è stato anche una sorta di derby personale tra il fisioterapista del Napoli, Massimo Buono, e il golden boy del Sassuolo, Enrico Brignola.

Entrambi sono, infatti, originari di Telese Terme, la piccola cittadina (circa 7.000 abitanti) della provincia di Benevento assurta a notorietà lo scorso anno grazie all’inserimento nella Guida Michelin dei due chef “stellati” Giuseppe Iannotti e Luciano Villani.

Il selfie con sfottò

Massimo Buono ha giocato con il papà di Enrico, Gennaro Brignola, e ha visto muovere i primi passi dell’attaccante della Nazionale Under 21 quando ancora collaborava con il talent scout Saby Mainolfi nella scuola calcio Valle Telesina.

Dopo l’immancabile selfie sul prato dello stadio San Paolo, prima dell’inizio della gara, ha scherzosamente invitato il talentuoso concittadino a non segnare troppi gol al suo Napoli.

L’esordio in Serie A con De Zerbi

Pericolo scongiurato, anche perché il tecnico del Sassuolo, Roberto De Zerbi, alla fine ha preferito utilizzare Berardi, Babacar e Bourabia lasciando in panchina l’attaccante telesino. Che, ricordiamolo, proprio il tecnico bresciano fece esordire lo scorso anno in Serie A nelle fila del Benevento. Appuntamento con il gol rimandato, quindi, per il giovane Brignola, che in cuor suo sperava di poter celebrare il ritorno in Campania con una rete da dedicare ai familiari presenti in tribuna.

 

(tratto dal Napolista)

 

Il Benevento e l’Hellas Verona accomunati dallo stesso destino

Pubblicato il 8 Ottobre 201812 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

Se Atene piange, Sparta non ride. Le due superfavorite del campionato di Serie B di calcio, Benevento ed Hellas Verona, hanno improvvisamente rallentato la marcia rimediando entrambe due sconfitte consecutive. Un doppio passo falso che alla luce del nuovo format a 19 squadre, e del conseguente minor numero di partite da disputare, rischia di pesare parecchio sull’economia del campionato perché, come sottolinea anche Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, quest’anno chi sbaglia ha meno tempo di recuperare rispetto al passato.

A finire sul banco degli imputati in queste ore sono stati soprattutto i due tecnici, Fabio Grosso e Cristian Bucchi, le cui scelte hanno destato più di una perplessità tra i supporter scaligeri e sanniti.

Le critiche a Pazzini e Nocerino

A Grosso viene soprattutto rimproverato il mancato utilizzo di Samuel Di Carmine, il cui rientro era stato preannunciato dallo stesso tecnico alla vigilia della gara con il Lecce, e il fatto di aver puntato invece su uno spento Giampaolo Pazzini, apparso ancora lontano da una condizione atletica accettabile.

In pratica la stessa critica mossa che viene mossa a Bucchi dai tifosi sanniti relativamente alla scelta di puntare ancora su Antonio Nocerino che, in questo avvio di stagione, ancor più dell’altro vecio Christian Maggio ha palesato grossi limiti dal punto di vista atletico.

L’analisi di Grosso e Bucchi

Problemi comuni, quindi, ma analisi diverse da parte dei due allenatori. Se per Grosso l’obiettivo è quello di migliorare la lettura delle gare da parte dei suoi giocatori, per Bucchi il problema maggiore è rappresentato invece dall’atteggiamento mentale della squadra e dalla mancanza di quella cattiveria agonistica che nel campionato cadetto, com’è noto, fa la differenza.

La pausa del campionato consentirà ora ai due tecnici di lavorare per migliorare questi aspetti. Un lavoro particolarmente delicato, anche perché d’ora innanzi per il Benevento e per l’Hellas Verona sarà assolutamente vietato sbagliare.

Vincere a Pescara per abbattere un altro tabù

Pubblicato il 5 Ottobre 201816 Maggio 2019 by Billy Nuzzolillo

La trasferta di domani a Pescara rappresenta un importante banco di prova per la squadra diretta da mister Bucchi. Dal cosiddetto “trittico della verità” (Salernitana, Cittadella e Foggia in soli 9 giorni)) è emerso che il Benevento è già a buon punto nel suo percorso di crescita ma non è ancora in grado di gestire al meglio le gare quando lascia l’iniziativa agli avversari. Se con il Cittadella erano stati i prodigiosi interventi di Puggioni a salvare la Strega nel convulso finale, contro il Foggia sono state proprio le incertezze dell’estremo difensore a pesare maggiormente, soprattutto in occasione della rete del pareggio messa a segno su punizione dal tedesco Kragl.

Gli errori

Prim’ancora dell’incertezza del portiere c’è stato però l’ingenuo fallo commesso dai difensori al limite della propria area di rigore, che ha consentito al Foggia di battere una punizione da una posizione molto pericolosa. Allo stesso modo è stato un errore in disimpegno di Viola a innescare la ripartenza che ha consentito a Galano di mettere a segno la rete del ko. Di qui la necessità, sottolineata molte volte dallo stesso tecnico romano, di mantenere le giuste distanze tra i reparti e soprattutto di evitare pericolosi cali di concentrazione.

L’avversario

Domani il tecnico del Delfino Pillon dovrebbe schierarsi, almeno all’inizio, con il consueto 4-3-3 e, conseguentemente, sarà difficile che si vengano a creare quelle situazioni di inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo che hanno messo in grossa difficoltà il Benevento contro il Foggia. Ma il Pescara ha fin qui dimostrato di saper variare con estrema disinvoltura il modulo di gioco a partita in corso, utilizzando spesso anche un compatto 4-5-1 in grado di sfruttare al meglio la dinamicità di Cristiano Del Grosso sulla fascia e le capacità realizzative del bomber Leonardo Mancuso, che finora ha messo a segno 4 reti in 6 gare e guida la classifica dei cannonieri della Serie B assieme a Donnarumma del Brescia e Palombi del Lecce. Senza dimenticare, infine, la pericolosità del capitano Gaston Brugman sui calci piazzati e dell’ex Andrew Gravillon sui calci d’angolo (ha  messo a segno il gol della vittoria contro il Foggia e si è procurato un rigore contro il Padova).

Proprio quest’ultimo, però, ha anche palesato qualche incertezza e rappresenta talvolta l’anello debole della difesa diretta da Hugo Campagnaro, che finora ha subito 6 reti in campionato e domani sarà ancora priva di Gennaro Scognamiglio, un altro ex dal dente avvelenato, alle prese con i postumi di un infortunio.

Il tabù

Da non trascurare, infine, due importanti dati statistici che confermano la difficoltà del match: il Pescara, assieme alla Cremonese, è l’unica squadra ancora imbattuta in Serie B e il Benevento non è mai riuscito a vincere nei precedenti scontri diretti con la squadra abruzzese (3 pareggi e 5 sconfitte).

Vincere a Pescara, quindi, significherebbe abbattere un altro tabù, dopo quello del lunghissimo digiuno di vittorie contro la Salernitana, e dimostrare che il passo falso contro il Foggia è stato solo un piccolo incidente di percorso.

 

 

 

Bucchi già al lavoro per correggere gli errori emersi contro il Foggia

Pubblicato il 2 Ottobre 20182 Ottobre 2018 by Billy Nuzzolillo

Archiviata la gara con il Foggia, il Benevento ha ripreso ieri la preparazione in vista dell’insidiosa trasferta di sabato prossimo a Pescara. Molti gli aspetti che mister Bucchi dovrà valutare in questi giorni, a partire dal recupero psicologico dell’estremo difensore Christian Puggioni, le cui incertezze hanno pesato non poco sull’andamento complessivo della gara. Un improvviso ed inaspettato passo indietro rispetto alla gara di Cittadella, dove l’ex portiere della Sampdoria era invece risultato decisivo. A preoccupare maggiormente il tecnico giallorosso sono alcuni errori di valutazione sulle traiettorie alte. Un aspetto che, tra l’altro, era già emerso nella precedente gara casalinga con il Lecce (vedi la rete messa a segno da Fiamozzi). Di sicuro, però, Puggioni non è al momento in discussione, anche perché è uno dei leader della squadra e la sua esperienza rappresenta un’arma in più, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Un altro aspetto su cui il tecnico romano dovrà lavorare è quello relativo alla posizione in campo di Antonio Nocerino, ancora una volta apparso in condizioni fisiche non ottimali. Contro il Foggia Bucchi lo ha utilizzato in una posizione leggermente più avanzata per contrastare Deli, la fonte di gioco dei rossoneri. Una scelta che però ha condizionato fortemente il rendimento di Viola e Bandinelli, trovatisi spesso in inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Il mancato utilizzo del dinamico ed estroso Tello ha inoltre pesato non poco sulla fluidità e velocità di manovra della Strega. Di conseguenza il Benevento solo in pochissime occasioni è riuscito a scardinare il muro difensivo eretto da mister Grassadonia, il cui 3-5-2 è apparso molto più granitico e meno incerto di quello messo in campo dalla Salernitana. Nella prima frazione di gioco, inoltre, non ha funzionato al meglio la catena di destra, dove Maggio ha limitato gli inserimenti offensivi per dedicare maggiore attenzione alla marcatura di Kragl, uno degli elementi chiave della squadra avversaria.

Nel secondo tempo Bucchi ha tentato la carta dello spostamento a destra di Letizia, anche per costringere l’esterno tedesco del Foggia ad arretrare il suo raggio d’azione, ma la mossa ha aperto una grossa falla difensiva a causa degli evidenti limiti di Maggio nell’interpretare il ruolo di centrale nel nuovo assetto difensivo a 3. Di qui la necessità di recuperare al più presto gli infortunati Antei, Billong e Tuia in modo da rendere più efficace il cambio di modulo a partita in corsa, con l’inserimento di un centrale di ruolo accanto a Costa (tra i migliori in campo contro il Foggia) e Volta.

Data l’ampiezza e il valore della rosa, Bucchi dovrà quindi anche valutare la possibilità di utilizzare in certi momenti, in alternativa al collaudato 4-3-3,  anche il 3-5-2 (oltre agli sperimentati 3-4-3 e 3-4-1-2) in modo da restringere il campo di azione del poco dinamico Nocerino e sfruttare maggiormente la capacità di spinta di Maggio e Letizia (o Di Chiara), oltre che la forza d’urto di un’eventuale coppia formata da Coda e Asencio.

Insomma, le alternative a disposizione di Bucchi sono tante e sicuramente l’ex tecnico di Sassuolo e Perugia saprà individuare i correttivi mentali e tattici da adottare per rendere il Benevento sempre più competitivo.

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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