La spada di Damocle dell’esclusione del Trapani è destinata a pendere ancora 45 giorni sul campionato di Serie C. Il Tribunale Federale Nazionale, accogliendo la richiesta avanzata dai legali di Valerio Antonini e degli altri soggetti deferiti, ha infatti deciso di rinviare al prossimo 9 marzo l’esame dei procedimenti che coinvolgono il club e i suoi tesserati.
Una scelta obbligata, considerando che il Trapani deve ancora andare in appello per discutere della precedente penalizzazione, tant’è vero che la Figc ha precisato che «il Tribunale ha disposto la sospensione dei termini ai sensi del Codice di Giustizia Sportiva, garantendo la tutela dei diritti di prima udienza». Quindi, sbaglia a mio avviso chi ha interpretato la decisione del TFN come un segno della volontà delle istituzioni calcistiche di far portare a termine il campionato alla squadra siciliana e salvaguardarne la regolarità.
Il rinvio in pratica determina solo il congelamento della situazione e consentirà alla squadra siciliana di proseguire la propria attività agonistica proprio nella fase decisiva della stagione. Il Trapani disputerà infatti 9 gare da qui al 9 marzo incontrando Catania, Benevento e Casertana.
Conseguentemente queste squadre si vedranno togliere anche i punti conquistati nel girone di ritorno (correndo anche il rischio di possibili infortuni), oltre a quelli del girone d’andata, mentre Salernitana e Cosenza dovranno invece osservare un turno di riposo nei restanti 7 turni di campionato. La classifica in pratica subirà un pesante scossone con il rischio di determinare seri contraccolpi psicologici in alcune squadre in lotta per la conquista della promozione diretta. Basti pensare a quanto accaduto al Cerignola lo scorso anno dopo l’estromissione di Taranto e Turris proprio nel mese di marzo.
Insomma, una situazione scandalosa che tra l’altro si trascina da troppi anni: dal 2011 ad oggi in Lega Pro si sono infatti registrati 80 fallimenti di club e oltre 500 punti di penalizzazione inflitti senza che la Federazione Italiana Gioco Calcio (o meglio Caos), guidata dall’ineffabile Gravina (Rovina), abbia proceduto a riformare il sistema.
Solo sterili proclami (e cambiamenti volti esclusivamente a cambiare il peso politico delle componenti all’interno della federazione) in barba a chi investe milioni per partecipare a un torneo che alla fine si rivela spesso farlocco.


