Vigorito è la vernice del domani da cospargere sulla delusione del presente

L’esperienza, com’è noto, non è altro che la somma delle nostre delusioni. E di amarezze calcistiche il patron Oreste Vigorito ne ha vissuto tante da quando è alla guida del Benevento: dai vari play off persi, nonostante i favori del pronostico, all’amara vicenda del fraudolento scippo del campionato da parte del Gallipoli.

E sono proprio queste esperienze che hanno forgiato la figura paterna che sabato notte dispensava abbracci consolatori e pacche amorevoli ai calciatori, al tecnico Cristian Bucchi e al direttore sportivo Pasquale Foggia.

Ora tocca a lui rimettere a posto i cocci di una stagione vissuta tra gioie e dolori, tra impennate e improvvisi tonfi, ma comunque vissuta da protagonisti sino al penultimo sussulto dei play off.

In estate il presidente Vigorito non aveva fatto proclami ma si era limitato a parlare di progetto triennale, anche per sottrarre la squadra alle pressioni della piazza. In fondo al cuore, però, sperava di poter presto riapprodare nella massima serie, anche per cancellare il bruciante ricordo del precedente disastroso impatto. Speranza, purtroppo, clamorosamente naufragata sotto i colpi di un soprendente Cittadella.

Ma il patron del Benevento, subito dopo il fischio finale, ha sicuramente guardato al bicchiere mezzo pieno piuttosto che a quello mezzo vuoto. E di conseguenza avrà pensato: “Vuol dire che avremo l’opportunità di approdare in Serie A con un organico più attrezzato per evitare di accomodarci subito sull’ascensore che riporta subito in B le squadre neopromosse“.

E così, mentre gli altri si disperavano per la clamorosa sconfitta, la mente di Vigorito era già saldamente proiettata verso il futuro. E’ la sua storia imprenditoriale, del resto, che dimostra l’assolta propensione del personaggio a guardare sempre avanti. Non è un caso, infatti, che il patron giallorosso sia stato tra i primi in Italia a intuire le enormi potenzialità del business dell’eolico.

Lo sa bene anche la stragrande maggioranza della torcida sannita che, per metabolizzare la cocente delusione, s’è aggrappata all’unica certezza esistente, ovvero il presidente Vigorito, ben sapendo che – come affermò una volta Evan Esar – la speranza rappresenta la vernice del domani da cospargere sulla delusione del presente e che tante tifoserie invidiano al Benevento il suo presidente.

Con lui al timone, del resto, si potrà anche mancare l’obiettivo della promozione in Serie A, perchè nel mondo del calcio nulla è scontato e le vittorie sono legate a molteplici fattori, ma su un aspetto non si possono nutrire eccesivi dubbi: il Benevento è destinato a recitare un ruolo da protagonista anche nella prossima stagione. Aspetto di non poco contro per una società che, ricordiamolo, ha impiegato quasi 90 anni per emergere dall’inferno della Serie C e approdare per la prima volta nel calcio che conta.

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo su Ottochannel 696 TV.

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