Pietro Iemmello e il ‘vizietto’ del dito medio

Rivedendo l’immagine di Pietro Iemmello che mostra il dito medio verso i tifosi del Benevento torna alla mente una frase molto illuminante dello scrittore e filosofo francese René Daumal: “Lo stile è l’impronta di ciò che si è in ciò che si fa“.

L’attaccante del Foggia, subito dopo la partita, ha provato a minimizzare scrivendo un post su Instagram: “Questo gesto non era sicuramente rivolto alla curva del Benevento anche perché come si può ben notare il mio sguardo è verso la bandierina. Detto ciò non mi abbasserò mai a certi livelli nonostante io sia stato fischiato un anno intero. Buona vita a tutti non mi abbasserò mai al livello di chi cerca di strumentalizzare certe cose“.

Ora, pur volendo prendere per buona la giustificazione addotta dall’ex giocatore del Benevento attualmente in prestito ai satanelli, resterebbe comunque il dato del dito medio o digitus impudicus, come lo chiamavano i Romani, che è pur sempre un modo per invitare qualcuno ad andare a farsi fottere, supporters giallorossi o meno che siano.

Il precedente con i tifosi del Taranto

Purtroppo per Iemmello è bastato però fare una semplice ricerca su Google per trovare un precedente che confermerebbe l’attitudine del calciatore a rendersi protagonista di gesti ineleganti. Come racconta il sito Tarantoindiretta.it, “era il 20 maggio 2012 quando si disputava la semifinale play off d’andata di Serie C1 tra Pro Vercelli e Taranto. In occasione del gol del vantaggio dei bianconeri realizzato da Espinal, Pietro Iemmello si rivolse verso il settore ospiti occupato dai supporters del Taranto mostrando il dito medio”. Subito dopo si pentì e tramite Twitter scrisse: “Volevo fare le mie scuse ufficiali a tutti i tifosi del Taranto per il brutto gesto che mi ha visto protagonista domenica. E’ un gesto che non mi appartiene, soprattutto verso una città che conosco bene essendo anche io meridionale. Mi spiace. Pietro”. Quel gesto gli costò una squalifica per due giornate da parte del giudice sportivo, stavolta invece l’ha fatta franca perchè nessuno, tra arbitro e assistenti, l’ha notata.

Il consiglio bonario

Resta, in ogni caso, il dato dello stile di un calciatore che in gioventù sembrava destinato a fare grandi cose e che, invece, ha accumulato soprattutto bocciature. Più che ai tifosi del Benevento sarebbe, quindi, il caso che Iemmello si guardasse allo specchio e magari rivolgesse bonariamente a sè stesso il digitus impudicus. Probabilmente quell’immagine riflessa, e la conseguente presa di coscienza degli errori sin qui compiuti, potrebbe rappresentare il momento di svolta di una carriera che, al momento, sembra destinata a essere ricca soprattutto di rimpianti, nonostante l’enorme talento posseduto.

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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