Ieri sera è stata sciupata una ghiotta occasione per agguantare la Salernitana in testa alla classifica e dare un segnale importante alle concorrenti. Ed è un vero peccato perché per circa un’ora è stato il più bel Benevento della stagione se si tiene conto delle difficoltà rappresentate dalle dimensioni e dal fondo sintetico del rettangolo di gioco. La squadra giallorossa ha infatti dominato in lungo e largo e ha offerto sprazzi di bel gioco che difficilmente si vedono sui campi di Serie C.
Il merito va ascritto al tecnico Gaetano Auteri, che ha sorpreso gli avversari con un inedito schieramento iniziale (quattro difensori in linea, anziché tre, e ben quattro attaccanti). E’ evidente che la squadra ha già metabolizzato la filosofia calcistica dell’allenatore, che com’è noto è votata maggiormente al bel gioco e alla costruzione piuttosto che alla distruzione del gioco.
Allo stesso tempo, però, va anche detto che il campionato di Serie C ha delle sue peculiarità e che in certi momenti va anteposta la clava al fioretto mettendo da parte la bellezza del gioco e spazzando via il pallone senza troppi fronzoli, soprattutto se si è in vantaggio per 2-0 su un campo ostico come quello di Picerno.
Comprendo benissimo la volontà di preservare un calciatore in questo momento fondamentale come Lamesta quando hai la partita in pugno e devi disputare tre gare in una settimana ma personalmente, dopo il secondo gol, avrei optato per un rafforzamento del filtro a centrocampo passando a un 3-5-2 votato maggiormente alla difesa piuttosto che all’offesa. Manca ovviamente la controprova e se Auteri l’avesse fatto e avesse lo stesso pareggiato la partita, probabilmente staremmo qui a dire il contrario.
E’ un po’ come il discorso sui cambi più in generale: se vinci sono azzeccati e il tecnico è bravo, se perdi o ti fai rimontare sono sbagliati ed è colpa dell’allenatore.
Al di là di queste considerazioni personali che (concordo con Auteri) sono ascrivibili alla categoria delle “masturbazioni celebrali” ma che è bene ricordarlo contribuiscono a rendere il calcio lo sport più seguito al mondo, resta però un dato da cui ripartire affinché certi errori non si ripetano in futuro: in alcune situazioni bisogna mettere da parte la bellezza e puntare esclusivamente sulla concretezza spazzando il pallone in tribuna, guadagnando minuti preziosi anche con atteggiamenti ostruzionistici che contribuiscono a spezzare il ritmo agli avversari e tirando fuori la cosiddetta “cazzimma” (che certamente, a differenza dello scorso anno, non fa difetto a molti dei calciatori in rosa).
Altrimenti si corre il rischio di finire come la famosa rana della favola che gonfiandosi si specchiava nello stagno compiaciuta della propria bellezza ma alla fine scoppiò.

