Lapadula costruisce, Barba demolisce

Lapadula: è spesso criticato dai supporter sanniti, ma svolge sempre un lavoro immane. Stasera costruisce l’autostrada per portare a casa il risultato e una fetta di salvezza. Prima si procura il rigore con abilità, poi segna uno dei gol più belli della stagione. Peccato che i compagni del reparto difensivo distruggano la sua opera. Immenso.

Pandev: omologo di Lapadula sul fronte opposto. Nel suo lavoro, però, è assistito inusitatamente dagli avversari. Eterno.

Viola: ha talento e creatività. Il primo tempo è da grande. Tiene alta la squadra, la fa ripartire, non pregiudica il filtro di centrocampo. Prende anche he la responsabilità di qualche tiro (sballato). Cala bruscamente nella ripresa. Creativo e necessario.

Zappacosta: non sia considerato un volgare gioco di parole, ara la fascia e buca a ripetizione la difesa ospite, mandandola in bambola. Dal suo lato arriva il decisivo gol del pareggio finale. Aratore.

 

Barba – Glik – Tuia: primo tempo da incubo. Sempre larghi, mai allineati. Le maglie rossoblu penetrano come in uno spazio vuoto. Parziale attenuante la serata da incubo dei laterali Improta e Depaoli. Rovinosi.

Radovanovic: sovrastato dal non irresistibile attacco avversario. Non ci capisce molto, sempre in ritardo. Spaesato.

Destro: presente ma assente. Dimentichi del suo nome dopo l’apparizione in sovrimpressione delle formazioni iniziali, ci si ricorda della sua esistenza al momento della sostituzione. Fantasma.

 

 

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