
Il merito maggiore che va sicuramente ascritto al tecnico del Benevento Antonio Floro Flores è quello di aver creato sin dall’inizio un rapporto solido con i propri giocatori tant’è vero che, nei momenti di difficoltà, i calciatori hanno sempre giocato per l’allenatore.
Emblematiche in tal senso sono le immagini degli abbracci al fischio finale della vittoriosa gara interna con il Verona, dopo che le iniziali due sconfitte e un pareggio avevano generato qualche dubbio nella tifoseria sull’adattabilità del tecnico alla nuova categoria.
L’approccio verso i calciatori della nouvelle vague degli allenatori
Del resto, è una prerogativa della nouvelle vague degli allenatori, e cioè dei tecnici provenienti dai settori giovanili (Chivu, Pisacane, Aquilani, Abate, etc.), quella di porre al centro del proprio lavoro il rapporto personale con i calciatori in una dimensione più vicina a quella del fratello maggiore che non a quella del genitore autoritario.
Il tecnico napoletano, che dell’onestà verso i propri calciatori ha fatto una regola inderogabile, è ora chiamato a gestire al meglio l’abbondanza in alcuni ruoli che si è venuta a creare a seguito del cambio di sistema di gioco, della crescita di forma dei nuovi arrivati (a partire da Cherubini e Siatounis) e del recupero degli infortunati Simonetti e Romano.
La difficile gestione dei calciatori non utilizzati
Un compito tutt’altro che facile, anche perché sabato scorso sono rimasti malinconicamente seduti in panchina calciatori del calibro di Tumminello, Verdi, Caldirola, Mignani, Talia e il nazionale Under 20 Mannini. E all’appello mancavano l’infortunato Prisco e il febbricitante Sernicola.
La vera sfida che Floro Flores si troverà ad affrontare di qui fino al mercato di riparazione di gennaio, quando qualcuno magari chiederà di essere ceduto, è dunque quella di evitare che il malumore di qualche escluso eccellente possa minare l’attuale compattezza e serenità del gruppo. Anche perché quest’ultima è stata finora il vero punto di forza del Benevento e sarebbe un vero peccato se venisse prima di gennaio.
