Inzaghi si traveste da pompiere: “La strada è ancora lunga, Juve Stabia da non sottovalutare”

Foto di Saverio Minicozzi

Il Pippo Inzaghi apparso ieri sera al cospetto dei giornalisti, dopo la netta vittoria conseguita contro l’Empoli del predecessore Cristian Bucchi, non sembrava affatto il tecnico di una formazione che aveva appena staccato di 6 punti la terza in classifica quanto piuttosto un pompiere intento a spegnere sul nascere possibili eccessi di entusiasmo.

La strada è ancora lunga e occorre tenere alta l’attenzione perchè la partita di Pescara dimostra che se molliamo un pò diventiamo una squadra normale” ha spiegato un Super Pippo piuttosto misurato e già proiettato al derby contro la Juve Stabia in programma sabato prossimo al Menti : “Non possiamo permetterci di prendere sottogamba nessuno. Contro la capolista chiunque vorrà triplicare le forze, poi dovremo abituarci al sintetico: non sarà facile. Lavoriamo sodo questi giorni, poi staccheremo un po’ la spina“.

Insomma, piedi ben saldi a terra ma anche consapevolezza delle potenzialità del suo Benevento che, dopo l’inatteso scivolone di Pescara, ha annichilito nel giro di pochi giorni prima la Cremonese e poi l’Empoli: “Siamo stati sempre in totale controllo. La squadra non mi meraviglia più: è questa la mentalità giusta. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo c’è da dire che abbiamo sprecato un paio di occasioni per portarci sul 3-0 ed evitare che un’eventuale palla sporca potesse eventualmente riaprire una partita ormai chiusa“.

Eppure, all’inizio della stagione erano in molti a pensare il 4-2-4 mascherato da 4-4-2 potesse essere troppo sbilanciato in avanti e l’eliminazione in Tim Cup contro il Monza aveva fatto affiorare le prime perplessità, anche perchè seguita dall’altrettanto preoccupante esibizione amichevole di Vasto. Poi, però, sin dall’esordio stagionale di Pisa, si è capito che il tecnico giallorosso aveva decisamente virato verso un approccio più pragmatico e votato al risultato.

Del resto che Inzaghi debba essere annoverato tra gli allenatori risultatisti piuttosto che tra quelli giochisti, tanto per restare nell’ambito del dibattito avviato lo scorso inverno da Daniele Adani, lo si è capito anche da quanto dichiarato recentemente al Guerin Sportivo: “Quale allenatore non vorrebbe perseguire una mentalità offensiva? Occore, però, tener presente che esistono varie strade percorribili. In Serie B puoi perdere contro chiunque se non sei organizzato e soprattutto non bisogna mai commettere l’errore di illudersi. Bisogna essere ambiziosi senza essere presuntuosi“.

Insomma, piedi ben saldi a terra e occhio agli avversari perchè il campionato è lungo e le insidie sono sempre dietro l’angolo. Parola di Super Pippo.

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo su Ottochannel 696 TV.