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Categoria: Vecchio Blog

Il Brescia prova a mettere fieno in cascina, il Palermo a uscire dal tunnel

Pubblicato il 2 Marzo 20192 Marzo 2019 by Billy Nuzzolillo

Occhi puntati su Brescia-Cittadella, in programma alle ore 15, e Palermo-Lecce, in programma invece alle ore 18. Due incontri che, in attesa del posticipo di lunedì sera tra Livorno e Benevento, potrebbero dare un nuovo assetto al vertice della classifica di un campionato che ormai è entrato nella fase più avvincente della stagione.

Come scrive Nicola Binda oggi sulla Gazzetta dello Sport, “il Brescia ha due partite per mettere fieno in cascina e stringe i denti per dare ancora più sostanza a una classifica che, forse, non lo sta premiando per quanto avrebbe meritato. Due partite, e mica facili: oggi il Cittadella in casa, sabato 9 a Cosenza. Poi ci sarà il turno di riposo, seguito dalla sosta del torneo. Tre settimane senza giocare che potrebbero minare le certezze di Corini. Per questo i rivali sanno di non giocarsi un posto solo. Benevento e Palermo hanno già riposato, il Lecce ha una gara da recuperare. Occhi sul Brescia dunque: lo scontro diretto Palermo-Lecce e il posticipo del Benevento lo potrebbero lanciare. Ma se non batte il Cittadella tutto si potrebbe ridiscutere. Perché questa inedita variabile dei turni di riposo adesso si fa sentire. E’ il momento chiave: chi riesce a infilare il ritmo giusto diventa favorito per andare in A. E la squadra che sembra averlo trovato è il Benevento: 10 partite e 22 punti, 4 vittorie nelle ultime 5, una convinzione acquisita cammin facendo (dopo un comprensibile avvio di aggiustamento). Il Palermo l’ha scavalcato e chissà: ora c’è il Brescia nel mirino...”.

Il Palermo sa di non poter sbagliare. Come scrive oggi Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, “deve
fare capire che ha cuore e personalità e che proprio in questo delicatissimo momento societario, non
può tirarsi indietro e far riaorare i dubbi e la fragilità emotiva emersa lo scorso anno. Prima Foschi e
poi Stellone hanno arontato la squadra a muso duro“. I rosanero hanno soprattuttto necessità di cancellare il piccolo “tabù Barbera”: 1 sola vittoria nelle ultime 6 gare in casa. Tra l’altro, nonostante le iniziative promozionali, a Palermo temono un’altra gara a spalti semi deserti. La prevendita è andata malissimo, le vicende societarie distraggono, si rischia di passare dai 23.000 col Brescia a meno della metà.

E sulla vicenda societario è tornato a parlare anche Rino Foschi, come riferisce sempre il Corriere dello Sport: “Ora il club è senza un proprietario. Zamparini ha venduto, non c’entra più niente (anche se i giudici di Palermo, che hanno respinto la revoca degli arresti domiciliari, non sembrano esserne convinti, ndc.), io e la De Angeli gestiamo le azioni in attesa di passarle al gruppo che sta per entrare. E’ una fase difficile ma sono fiducioso che tutto si risolva entro le date previste”. La trattativa è passata in mano ai Mirri, Foschi fa un passo indietro: “Il gruppo alle spalle di Mirri sta valutando e ha già iniziato il suo percorso. Devo tornare a occuparmi dello spogliatoio, ho perso tempo. Sono amareggiato per Crotone, è mancata la cattiveria, approccio sbagliato. Ai giocatori l’ho detto“. Da segnalere, infine, che a partire da oggi si ritrova un elemento in più in rosa, Niklas Gunnarsson che da oltre un mese si allenava con la squadra. Un giocatore che può ricoprire diverse ruoli difensivi e che rappresenta un’alternativa in più per Stellone.

 

Cristian Bucchi, il pragmatico che ama sfruttare i tagli e l’ampiezza di campo

Pubblicato il 1 Marzo 20191 Marzo 2019 by Billy Nuzzolillo

C’è un luogo comune che ha accompagnato il tecnico del Benevento Cristian Bucchi per una parte della stagione: quello di essere integralista. Lo stesso allenatore più volte in conferenza stampa ha però garbatamente cercato di spiegare che non è propro così, che lui è piuttosto un amante del camaleontismo tattico. “Dobbiamo migliorare nella lettura della gara e a saperci adeguare ai momenti” ha ripetuto spesso ai giornalisti, quasi a voler sottolineare la sua elasticità in tema di schemi.

L’articolo di Trusio

Sull’agomento è tornato oggi Luigi Trusio sulle pagine sannite de Il Mattino: “La verità è che Bucchi non è mai stato un integralista perché, tanto per fare un ulteriore passo indietro, a Macerata in Lega Pro tre stagioni fa adoperava prevalentemente il 4-4-2 (con Buonaiuto a fare da elastico sul versante mancino e in qualche circostanza in cui serviva un assetto più spregiudicato Francesco Orlando, altro giocatore dalle caratteristiche offensive, schierato a destra), non disdegnando occasionalmente il 4-3-3 e il 3-5-2. In quella squadra oltre a Buonaiuto, capocannoniere con ben 10 reti all’attivo e valutato come miglior esterno della terza serie, il perno principale dell’ingranaggio era l’ex giallorosso Emanuele D’Anna, un esterno poliedrico al pari di Improta, che sulla fascia destra bilanciava la propensione offensiva di Buonaiuto ed era in grado di fare sia il laterale nel 3-5-2 che la mezzala nel 4-3-3. Un’idea tattica non casuale ma frutto di scelte precise in fase di mercato: Bucchi aveva già allenato Buonaiuto alla Torres due anni prima e D’Anna a Gubbio nella stagione precedente. La logica in questo caso evidenzia l’innata capacità di Bucchi nell’individuare i calciatori più versatili associata all’intuizione di costruire intorno a loro ogni nuovo progetto, anche in corso d’opera e con azzeramento di quello originario“.

Il pragmatismo

Parole che certamente non saranno sfuggite a Bucchi, un tecnico che ha più volte dimostrato di leggere quello che scrivono i giornali a proposito del Benevento. E sicuramente avrà apprezzato l’articolo perchè lui non si sente un integralista bensì un pragmatico. Un pragmatico che, però, non rinuncia mai ai tagli in mezzo al campo e cerca sempre di sfruttare al meglio l’ampiezza del terreno di gioco. Due caratteristiche che in fondo restano il suo marchio di fabbrica.

Il Livorno ricorre contro lo Spezia, la Cremonese è senza attaccanti

Pubblicato il 1 Marzo 20191 Marzo 2019 by Billy Nuzzolillo

Le prossime due avversarie del Benevento sono state entrambe sconfitte nell’ultimo turno di campionato. Il Livorno, ha perso per 3-0 a La Spezia, ma spera però di ottenere i 3 punti a tavolino. Ieri ha preannunciato il ricorso e conseguentemente il Giudice Sportivo non ha omologato il risultato della partita. Ma che cosa è successo? In sostanza il Livorno sostiene che mercoledì sera lo Spezia non poteva schierare David Okereke, attaccante di 21 di anni di Lagos, in Nigeria.

“Questo – spiega Il Tirreno – come conseguenza di una un’indagine condotta dalla squadra mobile della questura di La Spezia e dal servizio centrale operativo della polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di La Spezia che ha portato ad azzerare tutti i vertici della società bianconera. Il tutto per contestazioni di natura penale per il reato di immigrazione clandestina. L’attività investigativa ha messo in luce l’esistenza di un vero e proprio “sistema” finalizzato a far giungere e poi permanere in Italia promettenti atleti minorenni, di nazionalità nigeriana, selezionati presso la scuola calcio di Abuja, violando le disposizioni in materia di immigrazione clandestina. Tra questi c’è anche David Okereke. Il cui tesseramento, secondo i legali del Livorno, è del tutto irregolare come dimostrato dalle indagini. E quindi non poteva essere schierato in campo visto che per farlo sono state aggirate precise regole federali. Altre squadre in precedenza avrebbero potuto far ricorso? Forse si, ma non è stato fatto. E non hanno più i tempi per farlo“.

Per la gara di lunedì sera contro il Benevento è probabile che il tecnico Breda apporti qualche cambio rispetto alla formazione scesa in campo contro lo Spezia. Quasi sicuro il ritorno della formula con due punte più Diamanti, con Giannetti favorito su Murilo per giocare al fianco di Raicevic. Probabili novità anche sulle fasce, col ritorno dal primo minuto di Valiani.

A Cremona mandato via Rinaudo

Per quanto riguarda, invece, la Cremonese, che questo turno riposerà e la settimana prossima affronterà il Benevento, va registrata la conferma del tecnico Massimo Rastelli, nonostante la caduta verticale della squadra che nelle ultime cinque partite ha conquistato un solo punto e segnato zero gol. A pagare per questa situazione è stato ieri il direttore sportivo Leandro Rinaudo,
sostituito alla guida della area tecnica da Nereo Bonato, il dirigente che ha portato il Sassuolo dalla C2 alla Serie A.

“A Rinaudo – scrive oggi la Gazzetta dello Sport – la società ovviamente ha contestato il fatto di non avere operato bene nella fase di mercato di gennaio per quanto riguarda il reparto attaccanti. Dopo avere corteggiato a lungo punte di Serie A (Ciofani, Ceravolo, Lapadula e altri) sono arrivati in grigiorosso Strizzolo e Longo, al momento ancora a secco in fase di realizzazioni. Tanto che il capocannoniere della squadra è ancora il difensore Mogos con tre reti all’attivo“.

La Cremonese è la squadra che in Serie B ha segnato di meno pur avendo di contro la terza difesa dell’intera categoria. Il problema del gol per questa squadra si trascina praticamente da due stagioni. I nuovi acquisti Longo e Strizzolo si sono, tra l’altro, infortunati e l’allenatore al momento non ha a disposizione una punta vera. A questo punto l’alternativa è andare a cercare un attaccante fra gli svincolati. Staremo a vedere.

Palermo Calcio, Mirri lancia l’allarme: “I debiti ammontano a circa 47 milioni»

Pubblicato il 28 Febbraio 201928 Febbraio 2019 by Billy Nuzzolillo

Il Palermo Calcio è a forte rischio default. A ribadirlo è oggi Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport: “Mentre la Lega B continua a sollecitare un intervento della Figc senza ottenere risposta, si registra una dichiarazione molto forte di Dario Mirri, l’imprenditore che, con il sostegno delle banche, ha acquisito
i diritti pubblicitari con denari serviti a far rispettare la scadenza di febbraio per stipendi e contributi, evitando la penalizzazione“.

La scadenza del 18 marzo

La Gazzetta riporta poi la dichiarazione di Mirri: “Con grande fatica abbiamo ricevuto quasi tutta la documentazione contabile e posso dire che i debiti del Palermo ammontano a circa 47 milioni di euro“. Inoltre, è ancora tutta da chiarire la vicenda della presunta cessione del marchio. Invece, riguardo la scadenza del 18 per il prossimo bimestre di stipendi e contributi, Mirri ha precisato: “Il presidente Foschi ha la certezza che saranno pagati. Probabilmente ha una soluzione che però, dalle carte che ho in mano io, non risulta“.  La Gazzetta, infine, ricorda le recenti ingiunzioni di pagamento da creditori hanno, di fatto, stoppato l’erogazione della mutualità.

Il post di Nicola Binda

Da segnalare, inoltre, che lo stesso Nicola Binda si era già espresso ieri sulla sua pagina Facebook con una considerazione molto amara: “Sulla Gazzetta di martedì 26 ho raccontato lo scenario attorno al Palermo. Purtroppo la situazione è su un binario morto, i nodi vengono al pettine e credo che non ci sia alternativa al fallimento. Però per salvare il titolo sportivo il tribunale si dovrebbe esprimere entro due mesi, altrimenti potrebbe succedere quello capitato in estate al Bari. E attenzione: se il Palermo va in A e poi non viene iscritto, in B retrocederanno solo due squadre, con un risparmio da parte della Lega A di quasi 25 milioni di euro di paracadute. Non è una cosa da poco… Spero soltanto che con le nuove norme della Figc non si verifichino più casi del genere. E auguro al Palermo di trovare una proprietà solida che lo riporti ai livelli che merita“.

Gazzetta e Corriere dello Sport celebrano la vittoria del Benevento

Pubblicato il 27 Febbraio 2019 by Billy Nuzzolillo

La stampa sportiva celebra oggi l’impresa del Benevento contro il Pescara. Impresa che, com’è noto, ha proiettato i sanniti al secondo posto in classifica per la contemporaea sconfitta del Palermo a Crotone. Ecco cosa scrivono i due principali quotidiani.

Il Corriere dello Sport

“Due bei gol, un palo, una traversa e un rigore sbagliato – scrive l’inviato del Corriere dello Sport Tullio Calzone – legittimano il controsorpasso del Benevento (ora al secondo posto) ai danni di un Pescara troppo rinunciatario per poter avere ambizioni vere anche nel Sannio e contrastare una squadra immaginata in grado di lottare per la A. Le speculazioni tattiche di Pillon vengono soffocate dal pressing asfissiante ordito da Bucchi che scherma la difesa con Crisetig e insiste nell’adattare Bandinelli e Buonaiuto a centrocampo per alimentare una fase offensiva senza interruzione di continuità e inaridire le (immaginate) ripartenze pescaresi. E’ la mossa che decide una gara comunque molto combattuta e rimasta in equilibrio anche per l’incapacità dei giallorossi di essere concreti, complice uno strepitoso Fiorillo e un pizzico di fortuna mancante. Ma quando il destino  sembra mettersi di traverso a Coda e compagni, è la caparbietà a fare la differenza. E la voglia di vincere a tutti i costi decide il match. Nello stacco perentorio all’ultimo assalto di Volta, liberatosi dall’abbraccio di Gravillon, baluardo del Pescara per l’intera contesa, c’è tutta la mentalità della compagine sannita che può diventare un valore aggiunto all’alba della bagarre per la promozione diretta“.

La Gazzetta dello Sport

Parole d’apprezzamento anche da parte di Luca Maio della Gazzetta dello Sport che scrive: “Il cuore oltre l’ostacolo, il Benevento supera il Pescara sul campo e in classifica, riuscendo a battere per la prima volta in casa al Vigorito gli abruzzesi dopo tre vittorie biancazzurre e un pari. Tanta sofferenza, ma vittoria meritata per i giallorossi che hanno interpretato con la giusta intensità la gara, pur patendo un pò a centrocampo. Gara che sembrava stregata per il Benevento: un rigore sbagliato, due legni colpiti e Montipò inoperoso. Eppure per festeggiare i tre punti si è dovuto attendere l’86’, quando Volta di testa sugli sviluppi di un corner (contestato da Pillon che è stato espulso per proteste così come era avvenuto in precedenza al collega Bucchi) ha regalato il vantaggio definitivo alla sua squadra“.

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Dopo aver fondato nel 1999 Sanniopress, il primo sito d'informazione della provincia di Benevento, e scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Sono stato ospite delle trasmissioni sportive di Canale 21, Radio Marte e Radio CRC e attualmente sono opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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