Pietrelcina, la crisi Cit spegne il polo religioso

Sono diversi anni ormai che Pietrelcina (Benevento), paese natale di Padre Pio, punta a diventare uno dei grandi poli d’attrazione del turismo religioso in Italia, che muove oltre due milioni di pellegrini l’anno per un valore di 3,5 miliardi di euro e 12 milioni di pernottamenti. Ma finora ha trionfato solo la delusione.

Nel 2002 furono in molti a credere che presto si sarebbe avverata la profezia del frate con le stimmate che, proprio ad alcuni compaesani in visita a S. Giovanni Rotondo, aveva detto: “Vedete quanta gente è venuta al santuario? Un giorno sarà così anche a Pietrelcina”. Presso il ministero delle Attività Produttive era stato appena firmato il contratto di programma del Polo turistico religioso di Pietrelcina. Un progetto che prevedeva un investimento di 76 milioni di euro, di cui 26 milioni da parte della Regione Campania e 10 milioni da parte del ministero delle Attività Produttive.

A distanza di oltre due anni, però, il progetto elaborato dall’architetto ticinese Mario Botta (autore, tra l’altro, dei progetti della Sinagoga a Tel Aviv e della Cattedrale a Evry) e dall’artista sannita Mimmo Paladino (originario di Paduli,centro che dista pochi chilometri da Pietrelcina) non è mai partito a causa della crisi che nel frattempo ha investito la Cit.

L’azienda messa sul mercato nel 1997 dalle Ferrovie dello Stato, che aveva promosso il contratto di programma assieme ai Frati Minori Cappuccini, alla Provincia di Benevento ed ai Comuni di Pietrelcina e Pesco Sannita, avrebbe dovuto infatti investire 41 milioni di euro, una parte dei quali attraverso tre società del gruppo: la Casa di Pietrelcina Srl, l’Hotel Morgia Srl ed il Centro Campano Srl.

Il progetto prevedeva la realizzazione di una “cittadella dell’accoglienza” su un’area di 35.000 metri quadri, delimitata da mura, torri, portici, all’interno della quale dovevano sorgere una struttura di accoglienza a 3 stelle in grado di offrire pernottamento a 500 persone e ristoro a 1.000 pellegrini ed una struttura ricettiva integrata composta da un albergo a 4 stelle di circa 600 posti letto con una capacità di ristorazione per 300 persone ed un auditorium per 1.200 posti, dotato di tre sale riunioni. Era inoltre prevista la nascita di due agenzie di viaggio localizzate nel centro storico di Pietrelcina e presso la struttura di accoglienza. Assai rilevanti le ricadute occupazionali previste: 800 nuovi posti di lavoro tra addetti nelle attività turistiche ed occupati nell’indotto.

Alla gestione delle strutture, secondo l’accordo, avrebbe dovuto provvedere la stessa Cit in partnership con il gruppo francese Accor, leader europeo nel settore alberghiero (in Italia è presente con i marchi Ibis, Mercure, Novotel e Sofitel).

“Il Comune ha subito provveduto all’approvazione della variante al piano regolatore generale, così come previsto dall’accordo di programma – spiega il sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone -. La richiesta di concessione edilizia però non è stata mai presentata, nè mi risulta che siano stati acquisiti i terreni dove dovrebbe sorgere la struttura. A questo punto non ci resta che sperare in una ripresa della Cit, oppure nell’arrivo di nuovi investitori. Sempre che, in questo caso, ci sia una proproga dei termini da parte del Cipe”.

BILLY NUZZOLILLO (da IL SOLE 24 ORE – Edizione nazionale – del 6 febbraio 2005 – pagina 11)

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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