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Patto territoriale, dall’accordo pilota sono nate nove imprese e 262 posti di lavoro

Pubblicato il 4 Maggio 200520 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Tra i primi ad essere stati approvati in Italia nell’aprile del 1997, il Patto Territoriale di Benevento con un investimento di circa 96 mila euro, di cui 73 mila euro a carico dello Stato, ha determinato la nascita di nove aziende e l’ampliamento di altre due. Altri 16.000 euro sono stati destinati al completamento delle opere di urbanizzazione primaria, alla realizzazione di un impianto di depurazione e di un serbatoio idrico nella zona industriale di contrada Olivola a Benevento ed al completamento delle opere di urbanizzazione primaria nell’area industriale di Montesarchio.

262 i nuovi posti di lavoro complessivamente creati dal Patto Territoriale, attraverso il quale nel capoluogo sannita
la Russo Alluminio ha realizzato un impianto per la lavorazione dei profilati in alluminio, la Galvacenter un impianto per la zincatura, la Complesso Polivalente Rossana un impianto per la lavorazione di cibi precotti,la Italbloc Dud un impianto per la costruzione di strutture metalliche, la Agritel un’industria per la produzione di marmellate, mentre a Montesarchio la Legno Design ha realizzato un impianto per la produzione di mobili, ad Apice la Mls ha realizzato un impianto per l’estrazione e la lavorazione delle pietre ed, infine, a San Salvatore Telesino la Vecchio Forno un impianto di produzione nel settore della panetteria. Gli ampliamenti hanno, invece, riguardato la Izzo Pelli di Airola, specializzata nella lavorazione di pellami, e la Metalplex di Benevento, impegnata nella produzione di mobili per l’ufficio e l’archiviazione. Revocato, invece, il finanziamento concesso alla C.D., azienda che doveva realizzare un impianto per il confezionamento di vestiario.

“Il risultato raggiunto – spiega il presidente del Patto, Donato Callisto – è ampiamente positivo poiché l’investimento è servito a potenziare il sistema di industrializzazione leggera presente nell’area interessata all’investimento. Basti pensare a realtà come la Metalplex, la Galvacenter o la Russo Alluminio, che esportano anche all’estero. Tutto ciò ha comportato un aumento dei valori attrattivi localizzativi. All’inizio abbiamo scontato i ritardi legislativi che ha caratterizzato l’esordio dei Patti Territoriali, ma poi la situazione si è sbloccata con il passaggio delle competenze dal ministero del Tesoro a quello delle Attività Produttive. Non bisogna infatti dimenticare che il nostro Patto ha seguito la vecchia procedura prevista dal Cipe. Altro elemento rilevante è stato quello della creazione di un meccanismo permanente di concertazione tra i soggetti locali dello sviluppo, che tra l’altro ha consentito di introdurre criteri di flessibilità del mercato del lavoro”.

Promosso dai Comuni di Benevento e Montesarchio, dall’Unione degli industriali e da Cgil, Cisl e Uil, oltre che da tredici aziende private, il Patto Territoriale di Benevento è stato infatti successivamente sottoscritto anche da Cna, Confartigianato, Confesercenti,Confocommercio, Regione Campania, Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio, Coldiretti, Unione Agricoltori, Confederazione Italiana Agricoltori,
Consorzio ASI di Ponte Valentino e Consorzio Fortam.

“La prospettiva è quella di trasformare la società che gestisce il Patto Territoriale in Agenzia di Sviluppo – conclude Callisto -. Abbiamo presentato una richiesta in tal senso alla Regione Campania ed abbiamo avviato i primi contatti con Sviluppo Italia. La nostra funzione di controllo, infatti, terminerà alla fine del 2006, e cioè a due anni dal completamento dell’ultimo intervento realizzato. Sarebbe un peccato, a quel punto, sciogliere la società e disperdere il know how acquisito in questi anni. Di qui l’ipotesi di trasformazione della società, come previsto dalla normativa vigente, in Agenzia di Sviluppo”.

“Il giudizio sul Patto è estremamente positivo. Basti ricordare che il Cnel lo ha considerato un modello di concertazione tra gli attori dello sviluppo locale. Un esperienza che, purtroppo, non si è ripetuta con gli altri strumenti di programmazione negoziata” spiegano
Adele Rossi, Biagio Principe ed Alfonso Viola, rispettivamente segretari provinciali di Cisl, Cgil e Uil.

Billy Nuzzolillo (da Il Sole 24 Ore Sud del 4 maggio 2005)

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Categoria: Sole 24 Ore

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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