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A. Grasso (Cia): “Il comparto olivicolo è debole”

Pubblicato il 3 Dicembre 200320 Settembre 2026 by Billy Nuzzolillo

Benevento – “Il comparto olivicolo è oggi strutturalmente debole per la tipologia delle aziende, per la non forte presenza di filiere, sia corte che lunghe, per la forte frammentazione fondiaria e per una vecchia tipologia di impianto degli uliveti. Tipologia che, se da un lato consente di conservare un paesaggio agrario bellissimo, dall’altro comporta costi di produzione molto elevati, in particolar modo per la raccolta, che di fatto è totalmente manuale”. 

L’analisi è del presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori, Aurelio Grasso, che aggiunge: “L’olivicoltura sannita può avere un futuro solo se sarà in grado di trasformare i suoi attuali punti di debolezza in punti di forza. La tipologia di impianto, con forte presenza di varietà pregiata, è un punto di debolezza per i suoi alti costi nella raccolta manuale, ma è anche un importante punto di forza per l’alta qualità che questo tipo di raccolto può assicurare al prodotto finale. Poi c’è il vantaggio di un clima e di una esposizione territoriale sicuramente favorevoli. La conquista di un mercato per ricchi o per buongustai necessita, però, di una forte accelerazione verso processi di filiera produttiva completa, con l’obiettivo di arrivare sul mercato con un prodotto ben confezionato, con una etichettatura che garantisca al consumatore la qualità, la tracciabilità e l’origine del prodotto. Infine, questa scelta va supportata con l’accelerazione dell’iter per l’approvazione delle nostre due D.O.P. olivicole e con una convinta politica di valorizzazione”.  

Il presidente della Cia, infine, non esclude la possibilità in futuro di riconvertire parte dell’attuale produzione tabacchicola in produzione olivicola o vitivinicola. “Oggi – conclude Grasso-, con il sistema delle quote esistenti in questi settori, lo sbocco per quanti decidessero di abbandonare la tabacchicoltura è sbarrato. In futuro l’olivicoltura e la vitivinicoltura potrebbero anche diventare una valida alternativa, se tutti insieme, parti sociali ed istituzioni, trovassimo il coraggio di presentare un progetto di riconversione per la parte non competitiva della nostra tabacchicoltura, chiedendo all’Unione Europea di trasformare la quota tabacchicola in quota di produzione vitivinicola e olivicola. Fermo restando, ovviamente, l’esigenza di difendere il settore tabacchicolo ed assicurargli una riforma che contenga una durata analoga a quella prevista per gli altri settori della nuova Pac, e cioè fino al 2013, con il mantenimento dell’attuale budget finanziario”.  

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 3/12/2003)

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Categoria: Sole 24 Ore

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Dopo aver scritto di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), da qualche anno sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente sono anche opinionista di OttoChannel e Radio Napoli Centrale.

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