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La rinascita di Massimo Coda è targata Samuel Armenteros

Posted on 23 Aprile 201923 Aprile 2019 by Billy Nuzzolillo

A gennaio dello scorso anno Massimo Coda aveva deciso di lasciare il Sannio. Con l’addio di Baroni era infatti tristemente scivolato ai margini della squadra. Il suo agente, Beppe Galli, intervistato da TMW, aveva preparato il terreno scagliandosi contro il nuovo tecnico: “De Zerbi gli dice di essere un giocatore da alta classifica, di essere uno da top club e poi… Poi non lo fa giocare. Lo ignora. Non lo capisco. De Zerbi potrebbe non dirgli certe cose, se poi deve tenerlo come quarto attaccante. In B molti club lo stimano.  Massimo se ne andrà“.

Poi De Zerbi, prima della chiusura del mercato, cambiò idea e gli concesse due occasioni che l’Hispanico sfruttò al meglio realizzando tre gol in due partite contro Chievo e Sampdoria. “E ora non parto più, ovvio – spiegò l’attacante di Cava dei Tirreni al quotidiano la Repubblica all’indomani delle due superbe prestazioni-. Il calcio è strano. Ero sicuro di andarmene, quando De Zerbi mi ha dato un’altra possibilità. Sono uno che lavora tanto per la squadra. Prendo botte, presso l’avversario, torno a difendere. Chi mi vede giocare lo sa. Magari sotto porta arrivo stanco, poco lucido. Ma sapeste come brucia, per un attaccante, essere giudicato solo dal numero di gol. Che poi io neanche volevo fare il centravanti: ero un centrocampista, ma proprio perché segnavo tanto gli allenatori mi hanno spostato in avanti. Trequartista, seconda punta, poi punta centrale”.

Il cucchiaio dell’andata

Anche quest’anno, nonostante i tanti gol messi a segno, è finito nel mirino di una parte della tifoseria e il tecnico Cristian Bucchi ha tentato di pungolarlo in mille modi, definendolo scherzosamente persino “testa di cazzo”. Una definizione tornata prepotentemente alla ribalta un girone fa quando, era il 9 dicembre, Coda sciupò maldestramente con un cucchiaio il rigore del possibile pareggio contro il Verona al Ciro Vigorito.

Ma Massimo Coda non è il tipo da arrendersi. Ha continuato a battersi come un leone, ha ignorato i fischi del pubblico e soprattutto ha continuato a segnare: una rete ad Ascoli, un’altra a Perugia e ieri a Verona una tripletta, la prima in carriera, messa a segno proprio contro la squadra che gli aveva splancato le porte dell’inferno, l’Hellas Verona.

Il bottino stagionale

Il suo bottino stagionale è ora di 18 reti, il massimo in carriera L’obiettivo che si era posto a inizio stagione, ovvero quello di superare quota 20, è ormai ad un passo dall’essere raggiunto, e poi ora c’è Samuel Armenteros al suo fianco e non è più solo a lottare contro le difese avversarie. Grazie alla fisicità e profondità dell’attaccante svedese, Coda è dunque tornato a volare al… Massimo! E non è finita, perchè fino al termine della regolar season mancano ancora quattro gare e poi ci saranno anche i play off.

Insomma, l’Ispanico è pronto a lasciare il segno nel cuore dei tifosi giallorossi ed è anche consapevole che per farlo dovrà contribuire a suon di gol al raggiungimento dell’agognato traguardo della promozione in Serie A. Ma ora c’è il caraibico Samuel al suo fianco e nessun traguardo è precluso, anche perchè calcisticamente i due parlano la stessa lingua.

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Dopo essermi occupato di politica, cronaca ed economia per varie testate giornalistiche (tra cui il Sole 24 Ore, il settimanale Sette del Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli e il Corriere del Mezzogiorno), sono tornato al primo amore: il gioco del calcio. Attualmente collaboro come opinionista con le emittenti OttoChannel e Radio CRC.

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