La Lega di Serie C, accogliendo la richiesta del prefetto di Catania, ha dunque rinviato per motivi di ordine pubblico la partita Catania – Trapani in programma il 6 febbraio alle ore 20:30. Il motivo è presto detto: quel giorno a Catania si festeggierà Sant’Agata, patrona della città, e sarebbero sorte difficoltà sulla vigilanza allo stadio e agli ingressi dei tornelli ma anche sulla sicurezza sulle strade di collegamento allo stadio invase dalla cera. Un evento noto a tutti ma non ai vertici della Lega Pro che, all’inizio del mese di gennaio, hanno fissato l’anticipo (con conseguente diretta televisiva della Rai) proprio nel giorno della ricorrenza del santo patrono. Insomma, l’ennesima dimostrazione di gestione dilettantesca e superficiale da parte dell’organismo presieduto da Matteo Marani, ottimo giornalista ma finora pessimo dirigente sportivo.
La partita quasi certamente verrà recuperata il 18 febbraio. E così il Benevento, che col Catania si contende la promozione in Serie B, giocherebbe contro il Trapani (la gara prevista come settima di ritorno) prima della sfida tra Catania e Trapani originariamente prevista per la sesta giornata. Eppure, i risultati dell’una e dell’altra, potrebbero essere cancellati appena venti giorni dopo perchè sulla regolarità del campionato incombe la spada di Damocle della possibile esclusione di Trapani e Siracusa.
Inoltre, come ha spiegato con scrupolosità e estrema precisione l’ottimo collega Michele Spiezia sul sito Storie & Sport, “il Trapani, già gravato da 15 punti di penalità è stato nuovamente deferito dalla Procura federale su segnalazione della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario delle società sportive. Il deferimento è arrivato il 3 gennaio, il 22 gennaio avrebbe dovuto esserci il processo di primo grado davanti al Tribunale federale nazionale: viste le contestazioni e considerate le precedenti sanzioni irrogate al club di Valerio Antonini, il verdetto, in caso di condanna, avrebbe comportato da codice di giustizia sportiva l’esclusione dal campionato. Il 22 gennaio però il collegio giudicante ha disposto il rinvio della trattazione (seppur cristallizzandola al 22 gennaio) al 9 di marzo, accogliendo la richiesta dei legali del club siciliano”.
E così la vita sportiva del Trapani nel girone C di Lega Pro si è allungata almeno di altre nove giornate. Altre nove partite, e altri due mesi di campionato, che potrebbero però essere cancellati se il Tribunale federale comminerà una nuova penalizzazione al club che verrebbe escluso per “recidività”.
Sempre l’ottimo Michele Spiezia sottolinea ancora che, “come se non bastasse, oltre alla delicatissima situazione del Trapani, nel girone C c’è anche la situazione (delicata) del Siracusa. Il club aretuseo è stato deferito insieme al presidente Alessandro Ricci, per la prima volta, il 30 dicembre sempre dalla Procura federale e sempre su segnalazione della Commissione indipendente: in base alle violazioni contestate, rischia fino a sei punti di penalizzazione (stipendi, Irpef e Inps del bimestre settembre-ottobre 2025). Anche per il Siracusa il processo di primo grado sportivo era stato fissato per il 22 gennaio e però, anche in questo caso, il tribunale federale nazionale ha rinviato l’udienza al 26 febbraio. Il motivo? Il legittimo impedimento manifestato dal presidente siciliano a potersi difendere in udienza (pare per un viaggio negli Stati Uniti)”.
Com’è noto, il Siracusa è stato deferito per i mancati adempimenti previsti per la finestra del 16 dicembre (adempimenti di settembre-ottobre). Se al 16 febbraio non dovesse dimostrare di aver ottemperato agli adempimenti del bimestre novembre-dicembre e nel contempo non dimostrerà di aver anche assolto agli adempimenti del bimestre precedente (cioè quelli del primo deferimento) incorrerebbe in un nuovo (ulteriore) deferimento (i termini sono di dieci giorni).
“Dunque, il 26 febbraio – scrive ancora Spiezia – potrebbe anche capitare che il Siracusa venga penalizzato di 6 punti (bimestre settembre-ottobre), ma che al processo si presenti anche con la nuova scure di un nuovo (per ora ipotetico) deferimento relativo al bimestre novembre-dicembre: in questo caso, andrebbe incontro, per recidività, anch’esso verso l’esclusione del campionato. È un claustrofobico labirinto che rischia di far diventare questa stagione di Lega Pro come la più assurda e irreale degli ultimi vent’anni… A metà marzo, a un mese e mezzo dal termine della stagione “regolare” a sette partite dalla fine, le esclusioni potrebbero (è un’ipotesi ma non campata per aria) addirittura due e non soltanto una”.
Ecco in pratica lo scenario che si verrebbe a creare nel caso di esclusione del Trapani: l’attuale classifica di testa (Catania e Benevento 51, Salernitana 45) verrebbe così riscritta (nota bene: Catania e Benevento affronteranno il Trapani prima del 9 marzo, la Salernitana invece a metà aprile) a sette giornate dalla fine: Catania 50, Benevento 48, Salernitana 44 (dopo il 9 marzo solo la Salernitana sarebbe costretta a riposare un turno).
Nel caso che venisse escluso il Siracusa, l’attuale classifica in testa muterebbe così: Catania 47, Benevento 42, Salernitana 41 (qui bisogna far conto dei riposi forzati delle società, Benevento e Salernitana hanno già incontrato il Siracusa in gare d’andata e ritorno, il Catania no).
In pratica, un film dell’horror già visto lo scorso anno quando il Cerignola, sempre a marzo e in pieno rush finale del campionato, si vide improvvisamente scavalcato in classifica dall’Avellino a causa dell’esclusione di Turris e Taranto e finì per subire un grave e letale contraccolpo psicologico.
Un abominevole e assurdo déjà vu che, quest’anno, a meno di miracolosi cambi di scenari (e di proprietà), rischia di penalizzare proprio il Benevento. Con buona pace degli ottimistici proclami della comica accoppiata Gravina & Marani.
Iscriviti al canale WhatsApp per ricevere gli aggiornamenti in tempo reale


