Il Mattino: sondaggio esplorativo del Benevento per Oliver Kragl

Mentre la trattativa con il Pescara per l’acquisto del centrocampista uruguaiano Gaston Brugman sembra ormai giunta a uno stadio molto avanzato, ecco spuntare il nome di un altro top player della Serie B, e cioè il tedesco Oliver Kragl, che a metà luglio si svincolerà a seguito della mancata iscrizione del Foggia alla Serie C.

A rivelarlo è oggi Il Mattino, secondo cui il direttore sportivo Pasquale Foggia avrebbe già effettuato un primo sondaggio esplorativo. Il centrocampista tedesco è seguito anche da Parma, Salernitana e Cremonese.

E a parametro zero, sempre sempre secondo Il Mattino, potrebbe arrivare anche il difensore Marco Migliorini, a cui la Salernitana non ha rinnovato il contratto.

CorSport: Improta piace al Pescara, il Benevento insiste per Brugman

Il nome nuovo per l’attacco del Pescara è Riccardo Improta. A riferirlo è oggi il Corriere dello Sport che spiega: “L’esterno offensivo è reduce da una positiva stagione a Benevento. Il giocatore campano sarebbe ideale per il 4-3-3 con cui dovrebbe giocare il Delfino nella prossima stagione“.

Sempre secondo il quotidiano sportivo romano, continua anche il pressing del Benevento sul centrocampista del Pescara Gaston Brugman. La società adriatica avrebbe già individuato il suo eventuale sostituto. Si tratta di Luca Palmiero (23 anni) di proprietà del Napoli.

A confermarlo è stato ieri anche il presidente abruzzese Daniele Sebastiani: “Si è comportato molto bene la scorsa stagione a Cosenza, ed è un giocatore che ha fatto la gavetta giusta e che ha grandi qualità. In caso di partenza di Brugman, Palmiero è uno di quelli che potrebbero sostituirlo“.

 

Gazzetta: Vigorito vuole Brugman del Pescara

Secondo quanto rifersice oggi la Gazzetta dello Sport, “il presidente Vigorito del Benevento ha incontrato a Milano il collega Sebastiani del Pescara e ha lanciato ufficialmente l’assalto a Gaston Brugman, uno dei migliori registi del campionato appena finito: la valutazione del club abruzzese si aggira sui tre milioni, il Benevento è pronto a trattare per portare a buon fine quello che sarebbe il primo grande colpo dell’estate“.

Il Benevento pareggia in superiorità numerica e manca l’aggancio al Palermo

Peccato. Un fallo ingenuo del pur generoso Improta consente a Kragl di pescare il solito jolly e al Foggia di pareggiare 1-1 una partita che sembrava ormai persa, dopo la rete del vantaggio di Coda. Il Benevento, in superiorità numerica per oltre un tempo, spreca così l’occasione per agganciare il Palermo al secondo posto in classifica e viene scavalcato al 3° posto dal Pescara, che oggi ha battuto il Padova per 2-0 e martedì sarà impegnato proprio al Vigorito.

Il primo tempo

Inizio macchiato dal lancio di oggetti da parte dei tifosi foggiani e dall’esplosione di petardi e accensione di fumogeni da parte dei supporter del Benevento, con due richiami ufficiali da parte dello speaker e la minaccia di stop dell’arbitro Marinelli. Dopo un avvio di gara ad appannaggio del Foggia, il Benevento prende piano piano l’iniziativa e al 29° Crisetig costringe Leali alla respinta di pugno con un bolide dal limite. Al 39° ci prova Improta che, dopo aver superato un paio di avversari in dribling, spara però al lato. Ma al 42° è il Foggia a sprecare l’occasione più ghiotta, una sorta di rigore in movimento, con Chiaretti su splendido assist di Deli. Al 44°, poi, la svolta della partita: Gerbo, atterrato in piena area da Caldirola con un intervento dubbio, reagisce scalciando poi Costa da terra. L’arbitro Marinelli di Tivoli non concede il penalty ed espelle Gerbo lasciando in dieci i satanelli.

Il secondo tempo

Nella ripresa il Benevento sfiora la rete di testa con Maggio su cross dalla sinistra di Improta ma la palla finisce sul palo esterno. Al 50° è Iemmello a impegnare Montipò ma al 53° è invece Ingrosso a deviare quasi sulla linea un tiro di Coda che si stava depositando in rete. Poi è Kragl a impienserire per ben due volte Montipò su punizione. Al 59° il tecnico dei sanniti Bucchi prova a sbloccare la partita inserendo Tello e Asencio al posto di Bandinelli e Buonaiuto. Ed è proprio Asencio al 60° ad impegnare l’estremo difensore rossonero con uno splendido di testa. Al 62° è poi il Foggia a reclamare ancora un rigore per un presunto tocco con il braccio di Costa. Al 66° è ancora Deli, liberatosi di Tello in piena area, ad impegnare l’estremo difensore  giallorosso. Il Benevento, però, continua a cercare la rete del vantaggio e la trova con Coda al 74°. Il bomber di Cava dei Tirreni sfrutta un errore di Ingrosso su un cross del solito Roberto Insigne e mette a segno il 12° sigillo in campionato. Il Foggia all’80° ristabilisce però l’equilibrio con il solito missile su punizione di Kragl che sorprende Montipò e si deposita in rete.

Il ritorno di ‘Bulldozer’ Bruno allo stadio Ciro Vigorito

Per Bulldozer Bruno è stata una serata particolare, ricca di sensazioni contrastanti. E’ tornato a vestire la maglia dei labronici proprio nello stadio Ciro Vigorito dove ha mosso i primi passi da calciatore e dove, appena gli impegni calcistici lo consentono, torna volentieri per assistere nella veste di tifoso alle gare del “suo” Benevento.

L’emozione del ritorno

Sì, perché Alessandro Bruno, a dispetto delle contestazioni da parte di una frangia del tifo giallorosso (che gli rimprovera di aver partecipato a un coro di scherno intonato dai tifosi molossi nei confronti della Strega quando militava nella Nocerina), il Benevento ce l’ha nel cuore. Figlio del rione Libertà, il quartiere simbolo dell’anima popolare della città, Bruno la fortuna è andata a cercarla lontano dal Sannio ma non ha mai dimenticato la città d’origine e la squadra in cui è cresciuto. “E’ sempre emozionante tornare a giocare qui, sono felice di aver rivisto tanti amici e faccio il mio in bocca al lupo al Benevento, sperando che possa raggiungere i suoi obiettivi” ha spiegato ieri sera ai cronisti al termine della partita.

L’infanzia al rione Libertà

Uomo di lotta più che di governo, Bruno ha il classico fisico del gladiatore. Uno di quelli che è meglio non incrociare nella zona nevralgica del campo. Del resto, il Bulldozer di abbasc’e palazzine (come viene chiamato dai beneventani il rione Libertà) ha imparato presto a soffrire e lottare. Come raccontò qualche anno fa a Repubblica, il primo ostacolo lo affrontò da bambino: “Avevo appena quattro anni quando i miei genitori divorziarono. Non è stato facile superare quel trauma. In più ero figlio unico. Solo dopo mio padre ha avuto un secondo figlio da un altro matrimonio. Certe cose ti segnano. Fortunatamente, papà Antonio non mi ha mai mollato, neppure per un istante”.

L’incontro con Gaetano Auteri

Un’altra figura fondamentale nella vita di Alessandro Bruno, è stato Gaetano Auteri, l’allenatore che ha condotto il Benevento per la prima in volta in Serie B e che, grazie a quell’impresa, è probabilmente il tecnico più amato di sempre dalla torcida giallorossa: “Arrivò al Catanzaro nell’estate del 2009. Al raduno ci fu la prova della bilancia: ero in sovrappeso di oltre sei chili. In più c’erano cattive voci sul mio conto: dicevano che fossi un amante della vita mondana. Auteri mi disse di preparare le valigie e andare via. Quell’incontro sembrava dovesse stroncarmi, invece mi ha cambiato la vita. Chiesi di andare in ritiro in attesa di nuova collocazione. Iniziai a lavorare come un mulo senza mai ricevere un complimento. Dopo due mesi avevo smaltito sei chili. Auteri un giorno mi convocò e proferì poche parole: sei dei nostri. È un allenatore straordinario ed un uomo di grande spessore morale. Devo a lui la mia crescita professionale”.

Il legame con la Nocerina

Una crescita che nel novembre 2015  lo ha portato ad esordire in Serie A con la casacca del Pescara. L’unico rammarico è quello di non aver più indossato la maglia giallorossa, forse anche a causa del suo mai celato attaccamento alla Nocerina. Un legame che gli ha creato non pochi problemi, anche nella vita privata: “Qualche anno fa ero nel mio amato rione Libertà. Alcuni stupidi s’avventarono su di me e ne scaturì una piccola rissa. Tutto perché indossavo la maglia rossonera. A Benevento la soffrono questa situazione. Forse mi vorrebbero in casacca giallorossa, ma non è colpa mia se non sono restato lì. Il presidente Spatola credeva tanto in me, chi è arrivato dopo di lui non ha avuto fiducia. Fortunatamente la maggior parte delle persone a Benevento mi vuole un gran bene”.

Il sogno

E anche lui, nonostante qualche incomprensione, continua ad amare profondamente la squadra della sua città e sogna di poter festeggiare con gli amici di sempre una nuova promozione del Benevento in Serie A.