La grande lezione della Serie B

Mentre i “grandi” si accapigliano alla ricerca di soluzioni condivise per tutelare, evidentemente, anche interessi diversi, la piccola-grande B dà una lezione di stile (e di valori, appunto) restando aperta e chiudendo al pubblico solo quelle gare ritenute a potenziale rischio contagio coronavirus, attenendosi alle disposizioni delle autorità istituzionali competenti in materia di sicurezza pubblica“.

A scriverlo è oggi sul Corriere dello Sport Tullio Calzone che aggiunge:

La presenza (ieri sera – n.d.r.) del presidente di Lega allo “Zini” non è una questione di strategie d’immagine: il diretto interessato, peraltro, è piuttosto l’uomo delle regole: un giurista prestato allo sport. Esprime, innanzi tutto, la volontà precisa di fornire un esempio di comportamento, oggettivamente, il più possibile responsabile e coerente. Mostrando, così, la concreta vicinanza della Lega e delle società affiliate alla città di Cremona e alle regioni colpite dalla emergenza“.

Le parole pronunciate attraverso una nota dal presidente della Lega di Serie B Balata e la sua presenza ieri sera a Cremona rappresentano dunque un esempio per tutti e soprattutto stridono fortemente con quanto sta avvenendo in queste ore in Serie A: “La coerenza nel proseguire secondo calendario dà certezze e assicura regolarità al nostro campionato e invia un messaggio di positività e fiducia anche alle autorità impegnate quotidianamente sul campo, nel rispetto della linea dettata dalle Istituzioni“.

Insomma, c’è sempre un’Italia migliore che, sia pure a fatica, riesce a emergere nel grigiore generale.

Play off di Serie B domani al via, rigettata la richiesta di sospensiva del Palermo

I play off di Serie B partiranno regolarmente domani con il primo preliminare tra Spezia e Cittadella, mentre sabato sarà la volta di Verona-Perugia. La Corte d’Appello della Figc ha, infatti, rigettato nel tardo pomeriggio la richiesta di sospensiva avanzata dal Palermo dopo la retrocessione in Serie C decisa dal Tribunale Federale per irregolarità amministrative.

La Corte Federale d’Appello, si legge in un comunicato, “rigetta l’istanza cautelare formulata dalla società Palermo, in relazione alla sospensione delle gare dei playoff del campionato di Serie B attualmente in programma per i prossimi 17 e 18 maggio 2019 e, ritenute sussistenti ragioni d’urgenza, fissa per la discussione del merito la seduta del 23 maggio 2019, alle ore 14.30″.

Ad avviso della Corte, riunita a Sezione unite, la disputa dei playoff “non impedirebbe alla Lega di serie B – preso atto della eventuale decisione di accoglimento dell’appello del Palermo e della conseguente necessità di assicurare effettiva ed efficace esecuzione alla stessa – di valutare l’annullamento delle gare playoff eventualmente disputate e, quindi, ridefinire la lista delle aventi diritto a partecipare (nonché il relativo calendario)“. La Corte, inoltre, ritiene “prevalente l’interesse delle altre società all’ordinario svolgimento della fase finale dei playoff, come da classifica definita all’esito del giudizio di prime cure“.

Dal caso Palermo alla cancellazione dei play out, la Serie B è sempre più un film horror

Se non stessimo parlando dei sentimenti di milioni di tifosi, e, più in generale, se non ci fosse in ballo, ancora una volta, la credibilità del calcio italiano, scapperebbe da ridere. Perché questo pasticciaccio del Palermo che il Tribunale federale spedisce in C per illecito amministrativo, della Lega B che decide di non rinviare i playoff e, soprattutto, non disputare i playout, condannando il Foggia già retrocesso sabato sul campo e salvando Venezia e Salernitana risparmiandogli lo spauracchio degli spareggi, è – con tutto il rispetto – una storia tragicomica“.

A scriverlo sulla Gazzetta dello Sport è Alessandro Catapano che aggiunge: “Il Palermo e i suoi tifosi sono condannati all’inferno per le malefatte contabili di Zamparini, ma l’ex patron si salva dalla preclusione perché il suo deferimento viene dichiarato «inammissibile»: ne ha combinate più di Carlo in Francia – certificano i giudici di primo grado – ma la Procura federale ha «palesemente violato i termini a sua difesa», accorciando eccessivamente i tempi che devono intercorrere fra la notifica della comunicazione di conclusione delle indagini e il deferimento. Una leggerezza che sa di beffa per i palermitani. Come la circostanza che a salvarsi, grazie alla sentenza di ieri, sia il Venezia che fu proprio di Maurizio Zamparini. E, ovviamente, la Salernitana del solito Lotito, il convitato di pietra di ogni casus belli della B“.

Ma non finisce qui perchè, spiega ancora la Gazzetta, “di beffa in beffa, il Foggia che da ieri schiuma rabbia venerdì potrebbe prendersi una clamorosa rivincita sul sistema se il Collegio di garanzia del Coni gli restituisse anche uno solo dei 6 punti di penalizzazione con cui ha concluso il campionato per il noto scandalo dei pagamenti in nero dei suoi giocatori. Con un punto in più, i pugliesi si salverebbero, la Salernitana retrocederebbe. E non bisognerebbe nemmeno aspettare l’esito del processo d’appello, che arriverà la prossima settimana“. Insomma un caos crescente, una farsa senza fine.

Non molto dissimile anche la dura presa di posizione di Roberto Perrone sul Corriere dello Sport, che ricorda: “La serie B, cominciata a 19 squadre, termina a 18 con il Palermo retrocesso in serie C. I playout non ci saranno, fine, senza aspettare la decisione sul ricorso del Foggia. Per ogni regola c’è un’interpretazione e se una regola non piace la si cambia come un optional, come gli interni leopardati di un auto, a capriccio (o interesse)“.

E a proposito dei siciliani aggiunge: “Non è la prima società a subire questa sorte e l’abitudine rischia di farci dimenticare che, dietro alle sentenze, ci sono città, passioni, esseri umani. Il pensiero va al pubblico acceso di Palermo e a tutti coloro che seguono con trasporto uno sport soggiogato da una palla, rotonda, volubile e capricciosa. Ecco, questa è l’unico capriccio, l’unica instabilità che si meritano gli appassionati“.

Di qui, secondo il Corriere dello Sport, l’impellente necessità di norme che impediscano situazioni come quelle che abbiamo visto quest’anno: “Una serie B a 19 squadre, il Palermo retrocesso all’ultima giornata del campionato 2018-2019, una squadra di serie C, l’Entella, che ha iniziato la sua stagione il 6 di novembre e in meno di sei mesi ha disputato 39 partite, 9 in 27 giorni a marzo, un altro club di serie C, la Pro Piacenza, cancellato dopo aver perso 0-20 giocando in nove. Infine il Foggia che lotta da un anno e non ha ancora visto la parola fine“. A questo punto occorre che “qualcuno, cioè la Federcalcio, si prenda la responsabilità di varare una riforma strutturale che impedisca tutto quello che è accaduto, che non permetta le classifiche con gli asterischi per le penalizzazioni, le interpretazioni, le astuzie, i cavilli“.

Caos Palermo, pochi giorni per evitare la penalizzazione

Scade oggi l’opzione d’acquisto del 100% delle quote che Dario Mirri ha ottenuto dal Palermo lo scorso 18 febbraio, quando anticipò i soldi per il pagamento di due mesi di stipendi in cambio di un accordo quadriennale per la gestione della pubblicità. L’accordo prevedeva entro il 13 marzo, la possibilità di esercitare la prelazione per sé o un soggetto da nominare, un gruppo imprenditoriale pronto a rilevare la società. I colpi di scena in questa vicenda sono all’ordine del giorno ma l’impressione è che l’opzione non verrà fatta valere“.

La possibile soluzione

A sostenerlo è oggi il Corriere dello Sport che aggiunge: “Per gli stipendi (da saldare entro lunedì 18 marzo – ndr), e dunque per evitare una penalizzazione che rischierebbe di essere letale per la squadra, esiste l’ipotesi prevista dal contratto di un mese fa: il Palermo può chiedere ai Mirri un prolungamento dell’accordo pubblicitario per altri 4 anni ottenendo in anticipo il pagamento (circa 2,3 mln di euro) che allontanerebbe l’incubo fino a fine stagione (gli ultimi stipendi andranno saldati a giugno). I Mirri però non sono obbligati ad accettare e potrebbero anzi tirarsi indietro ritenendo di avere già fatto un sacrificio. Una soluzione va trovata e aumenta l’ansia dei tifosi“.

La preoccupazione di Lega e Federcalcio

Ansia che coinvolge anche le istituzioni calcistiche. “Già dagli organismi federali sono partite le lettere che ricordano al Palermo gli obblighi relativi ai cambi societari. La situazione “transitoria” creatasi dopo l’addio degli inglesi con il duo Foschi-De Angeli al comando non può protrarsi a lungo e certamente non può arrivare fino a fine stagione. Le scadenze – conclude il quotidiano sportivo romano – in questo caso non sono perentorie ma se non si registrassero novità, la Lega avviserebbe dell’anomalia la Federcalcio che dovrebbe poi decidere che tipo di provvedimenti adottare“. Insomma, una bruttissima gatta da pelare anche per le istituzioni calcistiche.

Palermo Calcio, Mirri lancia l’allarme: “I debiti ammontano a circa 47 milioni»

Il Palermo Calcio è a forte rischio default. A ribadirlo è oggi Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport: “Mentre la Lega B continua a sollecitare un intervento della Figc senza ottenere risposta, si registra una dichiarazione molto forte di Dario Mirri, l’imprenditore che, con il sostegno delle banche, ha acquisito
i diritti pubblicitari con denari serviti a far rispettare la scadenza di febbraio per stipendi e contributi, evitando la penalizzazione“.

La scadenza del 18 marzo

La Gazzetta riporta poi la dichiarazione di Mirri: “Con grande fatica abbiamo ricevuto quasi tutta la documentazione contabile e posso dire che i debiti del Palermo ammontano a circa 47 milioni di euro“. Inoltre, è ancora tutta da chiarire la vicenda della presunta cessione del marchio. Invece, riguardo la scadenza del 18 per il prossimo bimestre di stipendi e contributi, Mirri ha precisato: “Il presidente Foschi ha la certezza che saranno pagati. Probabilmente ha una soluzione che però, dalle carte che ho in mano io, non risulta“.  La Gazzetta, infine, ricorda le recenti ingiunzioni di pagamento da creditori hanno, di fatto, stoppato l’erogazione della mutualità.

Il post di Nicola Binda

Da segnalare, inoltre, che lo stesso Nicola Binda si era già espresso ieri sulla sua pagina Facebook con una considerazione molto amara: “Sulla Gazzetta di martedì 26 ho raccontato lo scenario attorno al Palermo. Purtroppo la situazione è su un binario morto, i nodi vengono al pettine e credo che non ci sia alternativa al fallimento. Però per salvare il titolo sportivo il tribunale si dovrebbe esprimere entro due mesi, altrimenti potrebbe succedere quello capitato in estate al Bari. E attenzione: se il Palermo va in A e poi non viene iscritto, in B retrocederanno solo due squadre, con un risparmio da parte della Lega A di quasi 25 milioni di euro di paracadute. Non è una cosa da poco… Spero soltanto che con le nuove norme della Figc non si verifichino più casi del genere. E auguro al Palermo di trovare una proprietà solida che lo riporti ai livelli che merita“.

Rischio fallimento all’orizzonte, la Figc apre un’indagine sul Palermo

Un’ingiunzione di pagamento complica i piani di salvataggio del Palermo. La richiesta di pignoramento (pare di un agente di calciatori) di 3,5 milioni arriva proprio nel momento in cui il presidente Rino Foschi e i suoi collaboratori si stanno spendendo per salvare il club e riportare la squadra in Serie A.  A svelarlo è oggi l’edizione cartacea della Gazzetta dello Sport, che aggiunge: “Questa del pignoramento non pare l’anticamera a un’istanza di fallimento perché il creditore non sarebbe «privilegiato». Di sicuro però potrebbe portare al blocco della mutualità: i denari distribuiti dalla Lega B sarebbero dovuti arrivare in questi giorni e avrebbero aiutato Foschi a rispettare la scadenza del 16 marzo per il pagamento bimestrale (gennaio e febbraio) di stipendi e contributi. Se la prima era stata risolta con l’intervento in extremis del gruppo Damir, come si può fare adesso?“.

Conseguentemente cresce la preoccupazione di Aic e Lega di Serie B. Quest’ultima ha, infatti, prontamente attivato la Covisoc. “E mentre pare che la Procura Figc stia indagando, ci sarebbero
forse gli estremi per la nomina di un amministratore giudiziario. Ma la soluzione più efficace ­ anche se traumatica ­ sarebbe il fallimento” chiarisce sempre la rosea.

Il precedente del Bari

Fallimento che, se dovesse arrivare adesso, consentirebbe di ottenere l’esercizio provvisorio e quindi di concludere la stagione, in attesa di un’asta per trovare nuovi acquirenti. Se invece il fallimento dovesse arrivare a fine stagione, per il Palermo sarebbe davvero la fine. La Gazzetta ricorda, infatti, a tal proposito l’esempio del Bari: “Il fallimento del 2014 arrivò a campionato in corso e la stagione finì regolarmente, quello dei mesi scorsi arrivò a fine campionato e così si perse il titolo sportivo. E sarebbe clamoroso, per il Palermo, se il titolo sportivo in questione fosse la Serie A. Un’esclusione dopo l’eventuale promozione ­ viste le nuove norme federali ­ non porterebbe in A un’altra squadra di B, bensì terrebbe nella massima serie la terz’ultima“. Insomma, uno scenario da brividi anche per le implicazioni che avrebbe sul prossimo campionato di Serie A, oltre che su quello di Serie B.