Massimo Coda al Corriere dello Sport: “Avanti così a testa bassa”

È la prima volta che stiamo lassù in classica, dobbiamo andare avanti così a testa bassa. Abbiamo due trasferte di la, in palio ci sono punti pesanti. E noi li vogliamo“. Parola di Massimo Coda che, intervistato da Ettore Intorcia sul Corriere dello Sport oggi in edicola, lancia la sfida a Brescia e Palermo e prova a raccontare cos’è cambiato nel Benevento negli ultimi tempi: “È cambiata la mentalità, innanzitutto. E siamo diventati molto più solidi rispetto all’inizio della stagione, quando facevamo anche tre gol a partita ma ne prendevamo magari altrettanti. Questo assetto tattico, il 3-5-2, ci permette di stare raccolti in pochi metri, il che rende più facile esprimere il nostro calcio. Siamo partiti sfruttando molto le individualità in attacco ma senza solidità. Ora possiamo vincere anche segnando un solo gol a partita. E in città c’è tanto entusiasmo“.

Bucchi e i nuovi arrivi di gennaio

Coda ha, poi, raccontato del suo rapporto con Cristian Bucchi ( “Mi ha dato tantissima ducia, pretende tanto da me e fa bene. Cerca di trasmettermi tutta la sua esperienza di attaccante in allenamento, io lo seguo. È eccezionale“) e del clima esistente all’interno della squadra (“Siamo tutti più sereni, i risultati
arrivando e si è creato davvero un bel clima nello spogliatoio, mancava da un pò. In estate la squadra è cambiata tanto, bisognava abituarsi alla nuova categoria e imparare a conoscersi. Alla ne i risultati aiutano a costruire il gruppo“). Un cenno, infine, anche agli acquisti di gennaio: “Crisetig e Caldirola sono ottime scelte e lo stanno dimostrando. Due bravissimi ragazzi, l’inserimento in gruppo è stato facilissimo“.

Il Brescia prova a mettere fieno in cascina, il Palermo a uscire dal tunnel

Occhi puntati su Brescia-Cittadella, in programma alle ore 15, e Palermo-Lecce, in programma invece alle ore 18. Due incontri che, in attesa del posticipo di lunedì sera tra Livorno e Benevento, potrebbero dare un nuovo assetto al vertice della classifica di un campionato che ormai è entrato nella fase più avvincente della stagione.

Come scrive Nicola Binda oggi sulla Gazzetta dello Sport, “il Brescia ha due partite per mettere fieno in cascina e stringe i denti per dare ancora più sostanza a una classifica che, forse, non lo sta premiando per quanto avrebbe meritato. Due partite, e mica facili: oggi il Cittadella in casa, sabato 9 a Cosenza. Poi ci sarà il turno di riposo, seguito dalla sosta del torneo. Tre settimane senza giocare che potrebbero minare le certezze di Corini. Per questo i rivali sanno di non giocarsi un posto solo. Benevento e Palermo hanno già riposato, il Lecce ha una gara da recuperare. Occhi sul Brescia dunque: lo scontro diretto Palermo-Lecce e il posticipo del Benevento lo potrebbero lanciare. Ma se non batte il Cittadella tutto si potrebbe ridiscutere. Perché questa inedita variabile dei turni di riposo adesso si fa sentire. E’ il momento chiave: chi riesce a infilare il ritmo giusto diventa favorito per andare in A. E la squadra che sembra averlo trovato è il Benevento: 10 partite e 22 punti, 4 vittorie nelle ultime 5, una convinzione acquisita cammin facendo (dopo un comprensibile avvio di aggiustamento). Il Palermo l’ha scavalcato e chissà: ora c’è il Brescia nel mirino...”.

Il Palermo sa di non poter sbagliare. Come scrive oggi Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, “deve
fare capire che ha cuore e personalità e che proprio in questo delicatissimo momento societario, non
può tirarsi indietro e far riaorare i dubbi e la fragilità emotiva emersa lo scorso anno. Prima Foschi e
poi Stellone hanno arontato la squadra a muso duro“. I rosanero hanno soprattuttto necessità di cancellare il piccolo “tabù Barbera”: 1 sola vittoria nelle ultime 6 gare in casa. Tra l’altro, nonostante le iniziative promozionali, a Palermo temono un’altra gara a spalti semi deserti. La prevendita è andata malissimo, le vicende societarie distraggono, si rischia di passare dai 23.000 col Brescia a meno della metà.

E sulla vicenda societario è tornato a parlare anche Rino Foschi, come riferisce sempre il Corriere dello Sport: “Ora il club è senza un proprietario. Zamparini ha venduto, non c’entra più niente (anche se i giudici di Palermo, che hanno respinto la revoca degli arresti domiciliari, non sembrano esserne convinti, ndc.), io e la De Angeli gestiamo le azioni in attesa di passarle al gruppo che sta per entrare. E’ una fase difficile ma sono fiducioso che tutto si risolva entro le date previste”. La trattativa è passata in mano ai Mirri, Foschi fa un passo indietro: “Il gruppo alle spalle di Mirri sta valutando e ha già iniziato il suo percorso. Devo tornare a occuparmi dello spogliatoio, ho perso tempo. Sono amareggiato per Crotone, è mancata la cattiveria, approccio sbagliato. Ai giocatori l’ho detto“. Da segnalere, infine, che a partire da oggi si ritrova un elemento in più in rosa, Niklas Gunnarsson che da oltre un mese si allenava con la squadra. Un giocatore che può ricoprire diverse ruoli difensivi e che rappresenta un’alternativa in più per Stellone.

 

Gazzetta e Corriere dello Sport celebrano la vittoria del Benevento

La stampa sportiva celebra oggi l’impresa del Benevento contro il Pescara. Impresa che, com’è noto, ha proiettato i sanniti al secondo posto in classifica per la contemporaea sconfitta del Palermo a Crotone. Ecco cosa scrivono i due principali quotidiani.

Il Corriere dello Sport

Due bei gol, un palo, una traversa e un rigore sbagliato – scrive l’inviato del Corriere dello Sport Tullio Calzonelegittimano il controsorpasso del Benevento (ora al secondo posto) ai danni di un Pescara troppo rinunciatario per poter avere ambizioni vere anche nel Sannio e contrastare una squadra immaginata in grado di lottare per la A. Le speculazioni tattiche di Pillon vengono soffocate dal pressing asfissiante ordito da Bucchi che scherma la difesa con Crisetig e insiste nell’adattare Bandinelli e Buonaiuto a centrocampo per alimentare una fase offensiva senza interruzione di continuità e inaridire le (immaginate) ripartenze pescaresi. E’ la mossa che decide una gara comunque molto combattuta e rimasta in equilibrio anche per l’incapacità dei giallorossi di essere concreti, complice uno strepitoso Fiorillo e un pizzico di fortuna mancante. Ma quando il destino  sembra mettersi di traverso a Coda e compagni, è la caparbietà a fare la differenza. E la voglia di vincere a tutti i costi decide il match. Nello stacco perentorio all’ultimo assalto di Volta, liberatosi dall’abbraccio di Gravillon, baluardo del Pescara per l’intera contesa, c’è tutta la mentalità della compagine sannita che può diventare un valore aggiunto all’alba della bagarre per la promozione diretta“.

La Gazzetta dello Sport

Parole d’apprezzamento anche da parte di Luca Maio della Gazzetta dello Sport che scrive: “Il cuore oltre l’ostacolo, il Benevento supera il Pescara sul campo e in classifica, riuscendo a battere per la prima volta in casa al Vigorito gli abruzzesi dopo tre vittorie biancazzurre e un pari. Tanta sofferenza, ma vittoria meritata per i giallorossi che hanno interpretato con la giusta intensità la gara, pur patendo un pò a centrocampo. Gara che sembrava stregata per il Benevento: un rigore sbagliato, due legni colpiti e Montipò inoperoso. Eppure per festeggiare i tre punti si è dovuto attendere l’86’, quando Volta di testa sugli sviluppi di un corner (contestato da Pillon che è stato espulso per proteste così come era avvenuto in precedenza al collega Bucchi) ha regalato il vantaggio definitivo alla sua squadra“.

Corriere dello Sport: “Anche Tello tra le ‘cessioni d’oro’ della Juventus”

L’edizione online del Corriere dello Sport, prendendo spunto dal trasferimento a titolo definitivo dell’attacante Alberto Cerri al Cagliari a seguito del raggiungimento della condizione contenuta nell’accordo della scorsa estate, dedica una finestra della homepage alle “cessioni d’oro” della Juventus.

I bianconeri nelle ultime due sessioni di mercato hanno, infatti, incassato complessivamente 132 milioni per la vendita di nove giocatori, tra cui anche il centrocampista del Benevento Andres Tello, costato però alla società del presidente Oreste Vigorito solo 3 milioni.