Salernitana-Benevento tra esperienze gastronomiche e ospitalità

Stasera a Salerno si giocherà Salernitana – Benevento, un derby.

Il derby è la sfida dei campanili contermini, rivalità d’ogni tipo si coagulano sul campo. I muscoli dei giocatori trovano nuova linfa, il tifo è esasperato. I derby sono partite irripetibili, speciali.

In classifica la Salernitana sopravanza l’ambizioso Benevento di due punti. Il breve distacco rende la sfida ancor più accesa.

Salerno è una bella città città di mare, da Benevento in molti, per l’intero anno, vi fanno meta per lo shopping, per una passeggiata, per desinare.

Superfluo dire che quella stessa città, tanto apprezzata, sì operosa da ridisegnare il proprio outfit e la percezione collettiva, improvvisamente, quando si apre il tempo della sfida calcistica, venga considerato degenero covo di infimi pescivendoli. Che destino infame tocca a questi sacrificati e bistrattatati lavoratori senza la cui opera le nostrte tavole e il nostro palato patirebbero penuria di prelibatezze dei mari.

Potrebbero essere proprio i pesci con la mediazione di un napoletano, lo sorveglianza del padreterno e una punta d’arte, universale bellezza, a far da cuscinetto e smussare la fastidiosa asprezza dell’eccesso di competizione.

Nella bella piazza intitolata a Flavio Gioia, fantomatico amalfitano presunto inventore della bussola, troneggiano e spruzzano acqua aggraziati delfini scolpiti dal maestro Riccardo Dalisi.
Una lisca di pesce scolpita nel legno segnala la Trattoria del Padreterno dove Ciro Napoletano regala, dal giorno di San Gennaro di vent’anni fa, una cucina semplice e saporita.

Ricchi antipasti di mare sobri ma non scontati, come i saporiti hamburger di tonno o le cotolette di baccalà col puree di patate o ancora le patate lesse con colatura di alici.

Con un menù recitato a voce dal garbato e simpatico cameriere si snodano primi marinari eseguiti senza sbavature: candele spezzate, in bianco con i cannolicchi, spaghetti con le vongole, paccheri con pomodorini e seppie. I secondi puntano sulla freschezza del pescato e la dimestichezza con le cotture dell’anziano signore ai fuochi.

La degna conclusione di un pasto apprezzato è la soddisfazione regalata dai pasticci dell’antica dolceria Pantaleone di Salerno: delizia a limone che accarezza il palato e soddisfa le papille gustative, profitteroles cioccolatosi e pannosi come si deve, su tutto la “scazzetta” vocabolo che indica il copricapo cardinalizio e che qui, evocato dal colore della cuffieta degli alti prelati, è declinato in forma di pan di spagna imbevuto di rum, ripieno di crema e fragoline, ricoperto di glassa alla fragola.

Lo spazio per il dolce, è noto, resta a parte nei pancioni dei mangioni. Potrebbe parer superfluo, dunque, raccomandare di lasciare uno spazio per una dose anche doppia di questo dolce, dispensiamo, comunque, il consiglio a beneficio dei distratti e di chi mangione non è. Carta dei vini inesistente e declamata molto approssimativamente a voce. Conto sui trenta euro, più che equo per qualità, quantità e location.

Il padreterno, insomma, può metterci tutto il necessario per spuntare la foga della competizione, rivalutare i pescatori e mandarci allo stadio quietamente.

Buon derby a tutti.

www.ilgourman.it

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Informazioni su Antonio Medici 4 Articoli
Antonio Medici vive appassionatamente e mangia con ironica ingordigia. Usa il cibo come pretesto per raccontare storie di luoghi e persone e pure qualche vizio contemporaneo. Gli manca un sorso per essere sommelier. Cura rubriche gastronomiche per il Roma, il Sannio.