Inzaghi recupera Barba in vista del match con la Roma, Letizia invece è ancora fermo ai box

Inzaghi può tirare un sospiro di solliveo. Federico Barba sta bene ed è arruolabile per il posticipo serale di domenica con la Roma“. A scriverlo è oggi Luigi Trusio sul Mattino che aggiunge: “Il jolly difensivo ex Vallodolid ieri ha ripreso ad allenarsi insieme al resto dei compagni senza forzare“.

Il dolore alla gamba sinistra, conseguenza della botta rimediata nella trasferta di Bologna, è infatti quasi del tutto svanito. “La parte colpita era abbastanza delicata – prosegue il quotidiano napoletano – ma per fortuna non ci sono state conseguenze al punto che il cauto ottimismo si è trasformato in certezza“.

Ancora fermo ai box, invece, Gaetano Letizia che, come era ampiamente previsto, salterà anche la gara con la Roma. Per lui infatti ieri ancora lavoro in palestra. Se ne riparlerà dunque la settimana prossima, quando il terzino di Scampia potrebbe rientrare in gruppo ed essere convocato per la trasferta di Napoli.

Kamil Glik è il leader della classifica dei salvataggi in Serie A

Kamil Glik è l’uomo dei recuperi miracolosi. Come riferisce oggi il Mattino, il polacco con 119 interventi è infatti il leader della speciale classfica dei salvataggi effettuati in Serie A (cosiddetti “clearances“, ovvero le situazione di gioco potenzialmente pericolose) stilata dal sito FBref.com.

Il difensore del Benevento precede Takehiro Tomiyasu (114) e Danilo (106), entrambi calciatori del Bologna, Godin del Cagliari (90), Acerbi della Lazio (89), Ibanez della Roma (86) e Kjaer e Romagnoli del Milan (82).

‘Tagliando’ atletico in queste ore per il Benevento: l’obiettivo è quello di riportare i motori al massimo in vista della volata finale

Il progetto triennale varato dal presidente Oreste Vigorito all’indomani della retrocessione in Serie B prevedeva che il Benevento tornasse in massima serie per restarci a lungo e senza l’assillo costante dello spettro retrocessione. Da navigato imprenditore capace di scalare vette inimmaginabili per un uomo del Sud, il patron giallorosso capì che per farlo non bisognava trascurare alcun particolare. Dapprima la scommessa (ampiamente vinta) di puntare su un direttore sportivo di primo pelo (Pasquale Foggia), poi quella di assumere un medico sociale a tempo pieno (l’ex Lazio Stefano Salvatori) e affidare la squadra a un tecnico meticoloso e maniacale nella cura dei particolari come Pippo Inzaghi (consentendogli di utilizzare uno staff economicamente dispendioso ma di grandissima qualità) e via via, pezzettino su pezzettino, ha anche provveduto a potenziare l’organico societario (dalla scelta del responsabile dela comunicazione Antonio Sasso all’ingaggio del fisioterapista ex Napoli Massimo Buono).

Un processo di crescita che dunque non ha lasciato nulla al caso e che, come riferisce oggi Massimiliano Mogavero sul Sannio, ha portato ad un’ulteriore novità: l’introduzione di metodologie all’avanguardia per la valutazione dello stato di forma fisica dei calciatori, e cioè mediante “test cardio-polmonari massimali da sforzo per valutare le capacità organiche e test di forza valutare per gli squilibri muscolari con il sistema power leg. Il tutto con la supervisione dello pneumologo Adriano Di Paco e del dottor Paolo Cigni che da anni hanno messo a punto un sistema innovativo per lo studio delle caratteristiche fisiche di un atleta“. Professionisti che, tanto per intendersi, collaborano anche lo Juventus e che sono stati fortemente voluti a Benevento dal diesse Foggia e dal tecnico Inzaghi.

E così in queste ore Viola e compagni si stanno sottoponendo a una sorta di ‘tagliando’ in modo da ottenere – scrive ancora il quotidiano sannita – “un quadro generale e individuale della situazione atletica della formazione giallorossa e predisporre gli opportuni interventi per riportare tutti al massimo livello di efficienza“. A spiegare meglio l’importanza di questa innovativa metodologia è lo stesso dottor Cigno, sempre al Sannio“In questo modo riusciamo a dare una valutazione integrata dell’apparato cardio-respiratorio e metabolico dell’atleta, individuandone le caratteristcihe del motore e la sua resa, in modo da prevenire infortuni e migliorare la prestazione atletica“.

Un ulteriore passo in avanti verso il futuro, insomma, perchè il Benevento vuole riportare i motori al massimo in vista della volata finale del campionato.

Il Benevento è ora a + 9 dalla zona retrocessione e contro Roma e Napoli proverà a strappare una vittoria di prestigio

Ci sono pareggi che possono valere più di una vittoria. E’ il caso, ad esempio, di quello ottenuto venerdì scorso dal Benevento nella trasferta di Bologna. Il punto conquistato al Dall’Ara è servito infatti ad allungare nuovamente la distanza dalla zona rossa della classifica grazie soprattutto alla sconfitta rimediata in casa dal Cagliari (che non vince da 15 partite) e al quinto pareggio consecutivo del Torino (che a sua volta non vince da 8 partite).

Un vantaggio tutt’altro che trascurabile, dunque, a quasi due terzi del campionato per una neopromossa che in tanti – fa bene Pippo Inzaghi a ricordarlo – alla vigilia del torneo veniva spesso data per spacciata e che tra l’altro non vince da ben 8 gare. Periodo quest’ultimo in cui, oltre a un leggero e fisiologico calo atletico, il Benevento ha dovuto fare i conti anche con una serie impressionante di infortuni che hanno privato il tecnico di calciatori importanti e non gli hanno consentito di fare un salutare turno over finalizzato a dosare meglio le enegie dei singoli.

Ora la situazione è decisamente migliorata. Fermo ai box, ma solo per poco ormai, c’è il solo Gaetano Letizia. Inoltre dal mercato di riparazione è arrivato l’attaccante di peso (Gaich) che mancava in rosa e i due calciatori più estrosi (Viola e Iago Falque) sono nuovamente disponibili (a Bologna si è visto quanto sia importante il centrocampista calabrese nell’economia generale della squadra).

Ecco perchè, a dispetto di certe critiche ingenerose, il Benevento si appresta ad affrontare con una certa serenità i due match apparentemente proibitivi contro la Roma e il Napoli (compagine quest’ultima in piena emergenza infortuni). Due squadre che, ricordiamolo, in queste settimane dovranno anche disputare il doppio turno infrasettimanle di Europa League con relativo accumulo di tossine nelle gambe.

Insomma, due partite in cui i ragazzi di Inzaghi proveranno sicuramente a strappare punti alla stregua di quanto fatto nel girone d’andata contro avversarie altrettanto blasonate come Juventus e Lazio, che pure sulla carta non sembravano alla portata dei giallorossi. L’obiettivo salvezza è certamente ancora lontano e non va neanche trascurato il fatto che la bagarre per la permanenza nella massima serie coinvolge, ahimè, squadre di alto lignaggio e con maggiore ‘peso politico’ della Strega.

Quanto fatto dal Benevento targato Pippo Inzaghi nell’ultimo anno e mezzo dovrebbe, però, rappresentare una garanzia anche per coloro che talvolta si lasciano andare al pessimismo. La Strega è pronta a riprendere la sua corsa verso la salvezza e a cogliere un successo di prestigio. Roma e Napoli sono avvisate.

Viola ”meravigliao’ è tornato: un gol di tacco sotto gli occhi del ct Mancini e chissà che il suo sogno non possa avverarsi…

L’addetto ai social del Benevento Calcio aveva visto giusto nel presentare la formazione con cui la Strega sarebbe scesa in campo al Dall’Ara contro il Bologna scegliendo l’immagine di Nicolas Viola come come giocatore simbolo della partita. Lui, il regista calabrese trasformato in mezzala dal mago Pippo Inzaghi (cosa che peraltro non riuscì invece a Bucchi, che pure aveva visto giusto), lo è diventato con con un gol di tacco, di quelli che spesso fanno i funambolici giocolieri sudamericani ma che sono merce rara tra i talenti di casa nostra.

Una prodezza che ha consentito al Benevento di riacciuffare una gara iniziata disastrosamente e che ha suggellato una prova tutta anema e core su un campo diventato via via sempre più ostico da affrontare per i calciatori dotati di tecnica sopraffina. Eppure il capitano del Benevento si è calato perfettamente nei panni della mezzala di combattimento rincorrendo come un forsennato l’avversario di turno. Alla fine è risultato il calciatore che ha corso di più superando persino i compagni di reparto Schiattarella ed Hetemaj, ovvero gli altri componenti del centrocampo dei miracoli dello scorso anno, oltre che il giovane e pimpante Depaoli o il guerriero e mai domo Lapadula.

Niente male per un calciatore che, fino a qualche settimana fa, veniva dato per disperso. Insomma il Nicolas meravigliao che dispensava lanci millimetrici, che faceva gol da centrocampo e batteva punizioni di stampo braziliero è tornato. E son tornati anche i suoi post criptici su Instagram. “Esistono storie che non esistono…” l’ultimo vergato negli spogliatoi dello stadio Dall’Ara prima di presentarsi ai microfoni di Ottochannel. Una scrittura criptica probabilmente mutuata dai filosofi preferiti e dalle letture, perchè Viola ama la psicanalisi e studia Psicologia all’università svegliandosi la mattina presto. “La psicanalisi permette di migliorarmi e io penso sempre a migliorarmi” confessò il mese scorso alla Gazzetta dello Sport.

Ieri sugli spalti del Dall’Ara c’era anche il commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini e chissà che il talentuoso centrocampista non possa coronare a suon di prestazioni super un altro sogno gelosamente custodito nel cassetto: quello della convocazione in maglia azzurra. Un sogno che confessò candidamente a Pippo Inzaghi nel corso del loro primo incontro per rassicurarlo circa le sue ambizioni.

Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato” disse una volta il filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche. E il mancino di Oppido Mamertina ne è ben consapevole. Ecco perchè la sua mente non solo è rivolta al prossimo match casalingo con la Roma ma anche al traguardo che spera di tagliare in autunno indossando la corona d’alloro della laurea in psicologia. Ma prima c’è l’Europeo e Viola non demorde perchè i sogni talvolta possono anche avverarsi. Basta crederci.

Per la ‘Gazzetta’ Bologna-Benevento sarà soprattutto Sinisa contro Pippo, mentre il ‘CorSport’ sottolinea l’imprescindibilità di Lapadula per Inzaghi

Sinisa contro Inzaghi, è l’ora degli amici“. Titola così la Gazzetta della Sport l’articolo di presentazione di Bologna-Benevento in programma questa sera allo stadio Dall’Ara. “Uno ci ci mise il cuore. L’altro i punti. Pippo torna al Dall’Ara e la sua storia con il Bologna fu un capitolo nato dal Fire & Desire che lentamente si spense fino a diventare un cerino bagnato. Nessuno potrà dire mai che Inzaghi non mise tutto se stesso, in quei 299 giorni di Bologna: non funzionò per vari motivi ma non certo per scarsa motivazione. Poi arrivò Mihajlovic e ai 14 punti in 21 partite di Pippo ne aggiunse 30 fino a sedersi sullo sgabello del decimo posto dal terz’ultimo di partenza“, scrive Matteo Dalla Vite, che poi riporta anche la punzecchiatura di Sinisa a SuperPippo a proposito dell’attuale classifica (che com’è noto vede i due club appaiati): “Ma i conti si fanno alla fine“.

Anche il Corriere dello Sport si sofferma sulle parole pronunciate dal tecnico dei felsinei in conferenza stampa: “Non so in che modo verrà a giocarsela il Benevento, non mi interessa: noi non abbiamo cambiato il nostro modo di giocare e la nostra mentalità contro Juventus e Milan. Non lo faremo nemmeno stavolta. Lavorare su noi stessi, sui dettagli, a prescindere dall’avversario di turno. Guardando le prestazione del Benevento e le nostre, dico che a noi manca qualcosa in classifica, ho qualche perplessità sul fatto che le due squadre abbiano lo stesso valore“. Il quotidiano romano scrive poi che Nico Dominguez potrebbe essere l’unico cambiamento rispetto all’undici titolare della scorsa giornata a Parma. Dovrebbe toccare a lui, infatti, il compito dfi sostituire lo squalificato Svanberg. Altra chance da titolare, dunque, per il danese Skov Olsen.

Sempre sul Corriere dello Sport, Franco Santo definisce imprescindibile per Pippo Inzaghi la presenza in campo di Gianluca Lapadula: “Non badate ai numeri che possono sembrare non quelli di un bomber impalacabile. Dietro c’è la sostanza, il sacrificio, l’abnegazione di Braveheart, che non risparmia una stilla di sudore, che si mette al servizio della squadra anche a costo di reprimere la sua vocazione da goleador. 21 partite, 4 gol, 3 assist e quel gioco sporco che consente a tutti di fare meglio nel proprio ruolo“. Il CorSport ricorda inoltre che domenica scorsa con la Sampdoria, Lapadula è apparso nella top ten dei giocatori che hanno commesso più falli. “Della sua generosità si giova il Benevento, che gli chiede di cantare e portare la croce, segnando possibilmente di più. Perchè lui in zona tiro ci arriva, anche più volte in una stessa partita, ma spesso la scarsa lucidità lo tradisce” conclude l’articolo ricordando anche che il bomber italo-peruviano all’andata mise a segno proprio contro il Bologna la sua prima rete in maglia giallorossa.