I dubbi di mister Inzaghi a una settimana dal debutto in Coppa Italia

En plein di vittorie (tra cui quella prestigiosa conseguita contro il Napoli del maestro Carletto Ancelotti) e un solo gol subito: il nuovo tecnico del Benevento Pippo Inzaghi sicuramente non poteva chiedere di più ai suoi ragazzi in questo avvio di stagione. Una fase che, per ammissione dello stesso tecnico, è servita soprattutto per approfondire la conoscenza dei calciatori a disposizione.

Il modulo adottato in questo precampionato è stato un 4-4-2 molto offensivo, con gli esterni di centrocampo (rigorosamente utilizzati a piede invertito) pronti a trasformarsi in attaccanti aggiunti (4-2-4). Il tutto accompagnato da un pressing molto alto in modo da favorire una transizione veloce e sfruttare al meglio i ritardi di posizionamento delle difese avversarie.

Uno schema indubbiamente rischioso, come ha ammesso lo stesso Inzaghi dopo l’amichevole con la Fiorentina (“agire con quattro giocatori offensivi non è semplice“), ma che al momento rappresenta per l’ex tecnico di Milan, Venezia e Bologna il sistema di gioco più adatto per sfruttare al meglio l’elevata qualità dei calciatori a disposizione.

L’altra faccia della medaglia è, però, rappresentata dalla capacità  dei giocatori di assimiliare velocemente i nuovi meccanismi in modo da non esporre la difesa a eccessivi rischi nella fase di transizione passiva. Ed è proprio sotto quest’aspetto che, a parte l’amichevole con gli americani del Las Vegas (avversari, ricordiamolo, poco attendibili a causa della loro modesta levatura tecnica), sono venuti fuori i primi campanelli d’allarme della stagione.

Ecco perchè Super Pippo sta approfittando della pausa post ritiro per tracciare un primo bilancio e capire se è il caso di proseguire con il 4-4-2, oppure se puntare sul più collaudato 4-3-1-2 adottato nel finale della scorsa stagione da Cristian Bucchi.

Sicuramente i problemi maggiori sono emersi a centrocampo dove ad esempio, complice anche l’infortunio diDel Pinto, è stato provato Tello accanto a Viola in modo da sfruttare il dinamismo del colombiano e soprattutto la sua capacità di salire velocemente in pressing sui portatori di palla avversari. Una scelta che ha comunque creato talvolta un vulnus nella zona centrale del campo sulle ripartenze degli avversari perchè Viola non è certo un fulmine di guerra nella corsa. Di qui la necessità di provare al più presto il nuovo arrivato Schiatterella nel ruolo di interno in modo da  comprendere il grado di tenuta difensiva del modulo con il doppio play maker.

E a proposito di tenuta resta anche da valutare l’adattabilità dei centrali difensivi al nuovo modulo. Caldirola, Antei, Volta e Tuia al meglio della condizione fisica rappresentano probabilmente il migliore pacchetto di centrali difensivi dell’intera Serie B ma certamente non sono dei fulmini di guerra sul piano della velocità. Il pressing alto perseguito da Inzaghi porta i difensori a salire spesso sulla linea di centrocampo lasciando ampi spazi alle eventuali ripartenze degli attaccanti avversari. Di qui la necessità di recuperi veloci a campo aperto, come si è visto in queste prime amichevoli.

Ecco perchè in queste ore Inzaghi sta attentamente riavvolgendo il nastro delle partite sin qui disputate per comprendere se manca ancora qualcosa in rosa o se eventualmente abbandonare il 4-4-2 per virare sul collaudato 4-3-1-2 della scorsa stagione. L’amichevole in programma mercoledì prossimo al Vigorito contro il Castrovillari servirà, dunque, a comprendere le decisioni prese da mister Inzaghi dopo la profonda riflessione di queste ore, anche perchè dopo pochi giorni il Benevento sarà chiamato all’esordio in Coppa Italia e non ci sarà più spazio per gli esperimenti.