Benevento chiede di poter decollare

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Benevento – Un aeroporto di terzo livello, equiparabile a quello di Verona o di Lamezia Terme. A rivendicarlo è da qualche anno il capoluogo sannita, che ora spera in una sorta di “miracolo” da parte di San Pio.  L’infrastruttura, infatti, dovrebbe sorgere a Contrada Olivola, e cioè a circa 3 chilometri dal centro abitato di Benevento e, soprattutto, a 9 chilometri da Pietrelcina, paese natale del frate con le stimmate.  E’ evidente, quindi, l’importanza che riveste il progetto per lo sviluppo del polo turistico-religioso di Pietrelcina.
L’aeroporto (il cui studio di fattibilità è stato realizzato nell’ambito del Prusst “Calidone”) dovrebbe coprire, come bacino d’utenza, il Sannio, l’Irpinia, il Molise e gran parte della provincia di Foggia.
“Il territorio sannita – è spiegato nello studio di fattibilità – in epoca romana è stato snodo di importanti vie di comunicazione tra Roma e Brindisi: l’antica via Appia, la Traiana, la Latina. Nel tempo ha mantenuto queste caratteristiche di area di cerniera tra Molise e Puglia e verso la direttrice della Basilicata. Ancora oggi conserva tale peculiarità ed è facilmente raggiungibile sia dalla Puglia, con l’autostrada Napoli-Bari, sia dal Lazio, con il raccordo Benevento-Telese-Caianello, che la collega all’autostrada Roma-Napoli. Agevoli sono anche i collegamenti con il Molise, grazie alle superstrade del Tammaro e del Biferno, che collegano la provincia con il versante adriatico (Termoli), e di qui verso l’autostrada Bologna-Taranto”. Una posizione ideale, insomma, per far sorgere un aeroporto.
Ma la Regione Campania non ritiene l’infrastruttura realizzabile per la vicinanza di altri scali in via di realizzazione o inseriti nel piano regionale di settore: da quello di Pontecagnano a quello di Grazzanise.
Secondo lo studio di fattibilità, l’area prevista per la realizzazione dell’infrastruttura si estende per circa 230 ettari, in una zona dove in passato già sorgeva un’aviosuperficie. La pista di decollo dovrebbe essere lunga 1800 metri. L’investimento previsto è complessivamente di circa 50 milioni di euro.
“Le infrastrutture – spiega l’imprenditore di Pietrelcina Vincenzo Lombardi, che è anche componente della giunta nazionale di Federturismo – sono indispensabili per il sostegno di qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Bisogna, quindi, puntare su un interscambio più rapido ed efficace. Di qui la necessità di realizzare un aeroporto delle zone interne, che potrebbe rivelarsi un importante volano per la crescita economica del territorio. Si tratta, indubbiamente, di un investimento strategico per l’intero apparato produttivo locale e, soprattutto, per il turismo religioso e termale, legato ai flussi diretti a Pietrelcina e a Telese. In questo senso, va quindi ricercata la giusta sinergia tra pubblico e privato affinchè il progetto si realizzi al più presto”.
L’ipotesi di realizzare l’aeroporto a Benevento è stata inizialmente bocciata della Regione Campania, i cui consulenti hanno, tra l’altro, evidenziato la presenza di rilievi collinari, sia longitudinalmente che trasversalmente all’asse di pista proposta, che interferirebbero con il profilo libero richiesto per le operazioni strumentali. Una tesi smentita dalle controdeduzioni recentemente elaborate dall’Università degli Studi del Sannio per conto del Comune di Benevento. Secondo il professor Andrea Tocchetti, che ha coordinato lo studio, “è stato ampiamente dimostrato che è possibile utilizzare la pista di volo in diverse configurazioni d’uso: la direzione 31 per l’avvicinamento strumentale e la direzione 13 per quello non strumentale”. Un altro rilievo riguardava il bacino d’utenza, ritenuto alquanto limitato in conseguenza del ridotto numero di abitanti della provincia di Benevento. “Le stime sui flussi di passeggeri presenti e futuri hanno individuato una precisa funzione dell’infrastruttura, soprattutto in considerazione del previsto aumento di pellegrini diretti a Pietrelcina e della vastità del bacino d’utenza, che va al di là dei confini provinciali – spiega ancora il professor Tocchetti -. Un aspetto importante è rappresentato dal trasporto di merci: basti pensare alle coltivazioni di ortaggi e di frutta o alle altre produzioni locali esistenti anche nelle limitrofe province di Avellino, Caserta, Campobasso e Foggia o alle attività produttive industriali, che nella parte di territorio irpino confinante con il Sannio, sono molto intense ed in continuo aumento. In questo senso, quindi, è prevedibile l’ulteriore sviluppo di iniziative produttive fortemente orientate ai mercati esterni, con un conseguente aumento di mobilità interprovinciale”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 14/01/2004)

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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