Emergenza idrica, al setaccio 730 sorgenti

Benevento – Dopo l’emergenza idrica della scorsa estate, il Sannio corre ai ripari. Finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall’Alto Calore Servizi e dalla Camera di Commercio di Benevento, è stato infatti realizzato uno studio sugli aspetti idrogeologici del territorio.
La ricerca è stata condotta dal dipartimento di Studi Geologici ed Ambientali dell’Università del Sannio e dal Dipartimento di Geofisica e Vulcanologia dell’Università “Federico II” di Napoli.
Un lavoro che ha consentito di censire circa 730 sorgenti di portata generalmente variabile: da meno di un litro ad alcuni litri al secondo. Se si escludono i serbatoi carbonatici del monte Taburno, del monte Camposauro, del monte Mutria e di parte dei monti di Durazzano e le aree di pianura alluvionale dei fiumi Calore e Sabato, la restante parte del territorio beneventano è, infatti, generalmente caratterizzata dall’affioramento di piccole fonti.
“Quest’ultime sono fonti di modesta entità, che singolarmente considerate non risolvono l’emergenza, ma che possono assumere un’importanza notevole nell’ipotesi di un riassetto e di una riorganizzazione ottimale della gestione del servizio idrico” chiarisce Sabino Aquino dell’Alto Calore Servizi.
Secondo la ricerca, infatti, la possibilità di utilizzare piccole fonti non ancora sfruttate o di riqualificare le opere di captazione esistenti, spesso obsolete o inadeguate, potrebbe consentire di far fronte alla crescente domanda di risorse idriche.

Un domanda che ha avuto una notevole impennata negli ultimi anni a causa dell’aumento dei consumi indotti dall’espansione urbanistica e dal proliferare di attività agricole specializzate e di nuovi insediamenti industriali: basti pensare che le aliquote relative ai fabbisogni previste per il 2015 dal Piano regolatore generale degli acquedotti sono state già abbondantemente raggiunte ed, in moltissimi casi, addirittura superate.

“Questo studio – spiegano Francesco Maria Guadagno e Libera Esposito dell’Università degli studi del Sannio – ha consentito la stesura di un catasto delle risorse idriche sotterranee e l’acquisizione di una moltitudine di dati utili alla definizione del bilancio idrico complessivo. Un lavoro, insomma, che potrebbe servire per evitare un sovrasfruttamento degli acquiferi maggiormente utilizzati per scopi idropotabili”.

Sovrasfruttamento che ha già determinato conseguenze negative lungo i fiumi Calore e Sabato, che in alcuni periodi dell’anno in molti tratti risultano praticamente asciutti o caratterizzati da portate d’acqua irrisorie, per lo più inquinate da scarichi fognari. Senza dimenticare, poi, che il monitoraggio delle sorgenti effettuato nell’ultimo ventennio ha evidenziato una chiara tendenza all’esaurimento e che le caratteristiche di vulnerabilità del territorio favoriscono condizioni di potenziale inquinamento delle falde acquifere. Un esempio, in tal senso, viene dalla piana alluvionale di Benevento, dove uno dei pozzi utilizzati per l’approvvigionamento idrico è stato disattivato perché inquinato.

“In questo senso – spiega ancora Pietro Celico dell’Università degli studi “Federico II” di Napoli – vanno individuati specifici interventi per prevenire il decadimento qualitativo delle acque. Penso, ad esempio, all’imposizione di vincoli territoriali. In pratica, se da una parte appare necessario un efficace governo delle acque di circolazione superficiale attraverso la manutenzione degli alvei, dall’altra è importante procedere alla valorizzazione delle risorse idriche disponibili, salvaguardandole da possibili deterioramenti”.

Dallo studio emerge, infine, la necessità di creare dei bacini di ritenuta, i cosiddetti laghetti collinari, che, assieme al previsto utilizzo dell’invaso di Campolattaro, potrebbero costituire un’importante riserva idrica aggiuntiva.
BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 13/02/2004)

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma , Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Ha, inoltre,  ideato e organizzato numerosi eventi, tra cui  la rassegna Nonsololibri e la Settimana della legalità. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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