S. Bartolomeo, privati per l’ospedale di Padre Pio

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Una società per azioni a partecipazione mista (51% all’Asl e 49% ai privati) per gestire l’ospedale “Padre Pio” di San Bartolomeo in Galdo. L’ipotesi di sperimentazione, che è stata avanzata dal management della Asl Benevento 1, prevede in particolare la gestione di 80 posti letto di base e di lunga degenza riabilitativa e 12 posti letto di primo soccorso ed osservazione breve da parte di una società per azioni e 8 posti letto di dialisi e 10 posti letto di “country hospital” da parte dell’Asl.

“Spetta ora alla Regione Campania – spiega il direttore generale della Asl Bn1, Mario Scarinzi – avviare le procedure per la individuazione dei soggetti privati che dovranno entrare a far parte della Spa. Il decreto legislativo n. 509/92 consente, infatti, programmi di sperimentazione per quanto riguarda i modelli gestionali che prevedono forme di collaborazione tra le strutture del Servizio sanitario nazionale ed i soggetti privati. Collaborazioni che possono avvenire anche attraverso la costituzione di società miste a capitale pubblico e privato, proposte dalla Regione e motivate dalla convenienza economica del progetto gestionale, dal miglioramento della qualità dell’assistenza e dalla coerenza con le previsioni del Piano sanitario regionale. Tali iniziative, ovviamente, devono essere supportate da specifici elementi di garanzia”.

Il disegno di legge relativo al Piano regionale ospedaliero per il triennio 2004/2006 traccia le linee di tendenza per la rimodulazione della rete ospedaliera campana, occupandosi delle aree assistenziali particolarmente critiche. Definisce, inoltre, il programma di edilizia ospedaliera da finanziare con i fondi della legge 67/88, nell’ambito del quale è previsto anche il completamento del Presidio ospedaliero di San Bartolomeo in Galdo.

“L’idea di dar vita ad una società mista – chiarisce ancora il direttore generale della Asl Bn1 – nasce, quindi, dalla constatazione che per favorire l’apertura e l’inizio delle attività dei nuovi ospedali (compreso, quindi, quello di San Bartolomeo in Galdo), gli indirizzi regionali suggeriscono il ricorso, ove necessario, a forme di sperimentazione gestionale secondo modalità e procedure che dovranno essere approvate dal Consiglio Regionale. Una scelta determinata dal fatto che, al momento, non è prevedibile un finanziamento aggiuntivo rispetto al riparto annuale dei fondi. Il disegno di legge precisa, inoltre, che i direttori generali, nell’ambito delle proposte concordate con i Coordinamenti provinciali, non sono vincolati a riconfermare funzioni, tipologie e numero di posti letto, ma possono individuare una diversificazione funzionale, privilegiando le specifiche esigenze territoriali e garantendo la presenza di presidi per l’emergenza, in modo da soddisfare il fabbisogno dei posti letto, soprattutto nell’area della riabilitazione e lungodegenza, nella quale si registrano le carenze più’ significative”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il direttore sanitario dell’Asl Bn1, Pasquale La Cerra, che spiega: “Il maggior coinvolgimento del settore privato risponde all’esigenza di incrementare l’economicità della produzione dei servizi sanitari attraverso l’acquisizione di managerialità, di flessibilità e di rapidità nell’adattamento delle strutture tecnologiche ed organizzative. Tali esigenze sono sempre più sentite per effetto delle mutate condizioni, riconducibili da una parte agli impellenti problemi posti dall’invecchiamento della popolazione e dall’altra dalle scarse risorse economiche disponibili. Né va dimenticato che la presenza del privato potrebbe anche favorire l’attuazione di una più efficace azione di marketing in modo da far divenire il presidio ospedaliero di S. Bartolomeo un vero e proprio polo di attrazione, anche per l’utenza extra regionale. S. Bartolomeo si trova, infatti, in prossimità dei confini di Puglia e Molise.

Un altro aspetto, infine, da non trascurare è quello legato ai tempi di completamento della struttura ospedaliera: “Non dimentichiamoci – conclude il direttore sanitario – che la creazione di una società per azioni faciliterebbe il percorso di attivazione del presidio in quanto quest’ultimo non sarebbe più assoggettato ai vincoli ed alle pastoie burocratiche del pubblico, ma verrebbe attuato con tempi decisionali senz’altro più rapidi. Mi riferisco, ad esempio, all’acquisizione di tecnologie o di personale”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore Sud del 4 giugno 2004)

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Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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