Sannio, la vite ha radici profonde

Olio e vino hanno soppiantato il tabacco, ma la musica è rimasta la stessa. Il Sannio è la maggiore realtà agricola del Paese, tuttavia resta basso il grado d’integrazione con i mercati esteri (4,6% rispetto al 20% della Campania ed al 44% del dato nazionale). L’export ammonta a 58 milioni, soltanto l’1% del dato regionale, perdipiù in flessione del 33 per cento.

Secondo l’ultima indagine effettuata dall’Unioncamere attraverso l’Istituto Tagliacarne, le oltre 31.500 imprese registrate al 31 dicembre 2002 pongono Benevento al terzo posto nel Mezzogiorno come livello di densità imprenditoriale, con 10,9 imprese ogni 100 abitanti (2,3 in più rispetto al dato nazionale), ma oltre la metà delle iniziative imprenditoriali (50,5%) opera nel settore agricolo.

La provincia di Benevento fa registrare, infatti, la più alta quota di addetti all’agricoltura del Paese (22,6%) e, relativamente all’area meridionale, la maggiore percentuale di lavoratori indipendenti sul totale degli occupati (44,4%).

Gli altri comparti, come l’artigianato e l’industria, risentono di questa decisa presenza del settore agricolo e le loro percentuali di incidenza fanno segnare valori tra i più bassi a livello nazionale. Decisamente migliorabile appare la situazione infrastrutturale, il cui indice generale di dotazione è di 69,4, dato che posiziona la provincia di Benevento al 76° posto in Italia ed al 20° nel Sud. Molto sostenuto appare, invece, il ritmo di crescita delle imprese: nel corso dell’anno 2002 si è registrata una crescita di 3,3 imprese ogni 100 esistenti, un dato decisamente superiore alla media nazionale. Vi è, comunque, una decisa prevalenza delle micro attività (cioè, imprese con uno o due addetti).

La struttura per età evidenzia, invece, la notevole forza esercitata dalle imprese iscritte nell’intervallo temporale 1990-1999 il cui peso (64,2%) è il più alto d’Italia. Periodo in cui, va ricordato, si è registrata una trasformazione strutturale dell’economia in seguito al drastico taglio della produzione del tabacco imposto dalla politica agricola dell’Unione Europea.

Agli inizi degli anni ’90, con una produzione annua di circa 60.000 tonnellate, Benevento era considerata la provincia più tabacchicola d’Europa. I successivi tagli hanno, però, contribuito a determinare una progressiva modernizzazione del settore ed un graduale passaggio da una produzione di tipo agricolo ad una produzione di tipo agroalimentare.

“In pratica, c’è stato un taglio del 70% della produzione di tabacco, con inevitabili conseguenze sulla formazione del Pil – spiega il presidente della Camera di Commercio, Roberto Costanzo –. Una parte della perdita del reddito è stata recuperata in altri comparti. In particolare, nei settori vitivinicolo, lattiero-caseario ed olivicolo. Oltre alla crescita ed alla razionalizzazione di questi comparti, si è registrata anche una modificazione dei modelli produttivi ed organizzativi”. Fondamentale, in questo senso, è stato il tentativo di trasformazione da produttori di materia prima a produttori di derrate alimentari trasformate e, spesso, confezionate in proprio. E così, senza una precisa programmazione, è nato un processo di “filiera corta”.

Importante è stato anche il riconoscimento delle produzioni tipiche, che ha favorito, ad esempio, la nascita di una miriade di piccoli produttori di vino, molti dei quali hanno puntato sulla qualità. La provincia di Benevento occupa attualmente il primo posto in Campania, con il 43%, nella produzione dei vini Doc e Docg. Nella seconda metà degli anni ’90 è, inoltre, riemerso un crescente interesse verso la zootecnia e la produzione di latte. Un altro settore in forte espansione è quello olivicolo, con una produzione di oltre 80.000 quintali di olio all’anno per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, che collocano il Sannio al secondo posto, dopo la provincia di Salerno, nella produzione regionale. “Decisivo per questo settore – continua Costanzo – è il riconoscimento delle Dop per gli oli extravergini Colline Beneventane e Sannio Caudino-Telesino. La nota dolente riguarda, invece, l’isolamento in cui versa il sistema produttivo locale”.

BILLY NUZZOLILLO (dal Sole 24 Ore-Sud dell’11 giugno 2004)

 

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Informazioni su Billy Nuzzolillo 215 Articoli
Ha collaborato con il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, la Voce di Indro Montanelli, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma , Campania Sport e il Napolista e ha scritto i libri Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione post-sismica (Edizioni Sanniopress – 2002) e Il sindaco dei miracoli (Aesse Edizioni – 2014). Nel 1999 ha fondato Sanniopress, il primo sito d’informazione della provincia di Benevento, ed è stato assunto come addetto stampa al Comune di Benevento, dove tuttora lavora. Ha, inoltre,  ideato e organizzato numerosi eventi, tra cui  la rassegna Nonsololibri e la Settimana della legalità. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Marzani per il giornalismo ed è stato insignito con una targa nell’ambito della Giornata Antiracketper aver dato voce alla legalità e portato alla luce le pratiche sommerse del malaffare”. Negli ultimi anni è tornato ad occuparsi stabilmente di calcio, anche in veste di commentatore televisivo.

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